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FITTO FA IL GRILLINO CONTRO SILVIO: CHIEDE LA DIRETTA STREAMING MA BERLUSCONI LO BACCHETTA

Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile

SILVIO PROVA A ZITTIRLO: “DIBATTITO SULLE PRIMARIE E’ STERILE E CI PENALIZZA”…FITTO REPLICA: “BASTA FALSITA'”

Lo scontro tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto – il candidato più votato di Forza Italia alle Europee – somiglia sempre di più a una resa dei conti.
Dopo l’intervista rilasciata da Fitto al Corriere della Sera – in cui chiede al leader di essere “stupito” con l’introduzione di “vere primarie” nel centrodestra – e la risposta polemica di Berlusconi, è di nuovo l’europarlamentare forzista a prendere la parola per gettare veleno sull’ex Cavaliere.
Con un piglio che ricorda in tutto e per tutto la modalità  grillina: “La prossima riunione dell’ufficio di presidenza di Forza Italia – dice Fitto – va trasmessa in diretta streaming”.
E ancora: “Io offro lealmente idee per un dibattito. Il problema è chi semina falsità “.
In mattinata Berlusconi aveva risposto così alle dichiarazioni del forzista ribelle, che si appellava appunto all’ex premier chiedendogli “vere primarie” capaci di dare “legittimazione popolare”.
Un “dibattito sterile”, secondo Berlusconi, che non fa altro che “penalizzare il partito”.
“Forza italia è, fin dalla sua fondazione, venti anni fa, un movimento politico aperto, democratico, rispettoso del contributo di tutti i suoi militanti, attento a valorizzare ogni idea maturata al suo interno e le diverse esperienze che lo hanno reso grande”, si legge nella nota.
Poco dopo arriva la contro risposta di Fitto: “Io offro lealmente idee per un dibattito. Il problema è chi semina falsità .
All’interno di Forza Italia, in ogni caso, il dibattito va avanti, anche in merito alla proposta avanzata da Alfano di una “coalizione popolare con Silvio Berlusconi e Lega”.
Tra i primi a rispondere Paolo Romani, presidente del Gruppo Forza Italia – PDL Senato. “Ad Angelino dico: niente scelte lepeniste, abbiamo riavviato un dialogo con la Lega su alcuni punti concreti, come i due, dei sei, referendum leghisti che Forza Italia ha inteso firmare e sostenere”.
“Abbiamo dato il via a quella ricostruzione di una piattaforma programmatica comune del centrodestra aperta a tutte quelle forze politiche e sociali che si riconoscano in uno schieramento alternativo alla sinistra”.
“Uniti si vince e divisi si perde, ma non abbiamo mai creduto alla somma algebrica” dei partiti, commenta a SkyTg24 Mariastella Gelmini. “Occorre un approfondimento sul programma e solo attorno al cemento del programma si può riunire il centrodestra”.

(da “Huffingtonpost“)

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INTERVISTA A FITTO: “SILVIO CI STUPISCA, ORA LE PRIMARIE, BASTA SCELTE IMPOSTE DALL’ALTO”

Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile

IL PIU’ VOTATO ALLE EUROPEE: “SERVE LEGITTIMAZIONE POPOLARE”

Basta con «le scelte imposte dall’alto», con i casting per selezionare la classe dirigente, con riti «ormai superati» come quelli dei congressi.
E basta con «il gioco perverso dei pettegoli che alimentano divisioni, che spargono veleno su di me e altri colleghi» raccontando di «presunti sfoghi del presidente poi regolarmente smentiti con secche note».
È ora che Silvio Berlusconi «la cui leadership non è in discussione, ci stupisca. Perchè lui deve essere il motore del cambiamento del nostro partito, quello che salvaguardando il passato ci traghetta verso il futuro».
Raffaele Fitto, forte del suo consenso elettorale da più votato fra gli azzurri, torna a chiedere con forza «le primarie a tutti i livelli» per dare una scossa al partito. Prima che sia troppo tardi.
E sempre «con assoluta lealtà , quella di chi non se ne è andato, non se ne va e non se ne andrà » e di chi parla «sempre in onda, non fuorionda…».
Ce l’ha per caso con Giovanni Toti, considerato il suo avversario nel partito?
«Io non faccio polemiche con nessuno. Ma dico che siamo a un crocevia decisivo per il partito, e chiedo a Berlusconi di guidare lui, con la sua leadership, questa delicatissima fase».
Cosa è successo alle Europee che sta provocando il terremoto in FI?
«C’è un confronto vero e reale, che è sempre positivo. Non ci sono nè congiure nè complotti. C’è necessità  di guardare negli occhi la realtà  senza sottovalutare l’accaduto».
Perchè avete perso le elezioni?
«Usciamo da anni di guerra a Berlusconi, che ha impedito di avere un centrodestra autonomo e compatto. È inaccettabile il tentativo di liquidare la nostra esperienza politica, o di dare una lettura ingiusta e falsata della nostra storia».
La «guerra» va avanti da anni, lei dice, ma la sconfitta pesante è arrivata solo adesso…
«E adesso è il momento di reagire. Partendo dalla consapevolezza che Berlusconi ha fatto una campagna elettorale generosa, coraggiosa, tra mille difficoltà , e che il nostro elettorato non si è spostato altrove, ma si è rifugiato nell’astensionismo mandandoci un messaggio chiaro: vi svegliate o la prossima volta dobbiamo votare per altri?».
Come si risponde a questo grido?
«In due modi. Primo, rielaborando i nostri progetti e programmi, facendo tornare centrali nel Paese temi come la riduzione delle tasse, il lavoro, la sburocratizzazione, sfidando Renzi sul terreno dell’innovazione».
Secondo?
«Riorganizzando il partito. Ferma restando la leadership di Berlusconi, dobbiamo avere la capacità  – e lui per primo – di innovare, invertendo un meccanismo che non può più proseguire. Basta con le nomine dall’alto a tutti i livelli, sì alle scelte sulla base della legittimazione popolare. Servono le primarie per dare l’idea chiara che non stiamo operando solo manutenzione dell’esistente, ma la ricostruzione del centrodestra».
Berlusconi, che lei chiama a guidare questo processo, non pare esattamente entusiasta delle primarie…
«Berlusconi può e deve entrare nella storia non come i suoi nemici vorrebbero ci entrasse, ma come il fondatore di un centrodestra che abbia prospettiva e futuro».
Lei sa che c’è chi teme, nel suo partito, che dietro la bandiera delle primarie ci sia il tentativo di scalare FI, «tradendo» Berlusconi.
«So che sono stufo di questo gioco perverso del raccontare ai giornalisti frasi attribuite al presidente e poi smentite. Ai giochetti dei pettegoli, lo ripeto, non ci sto. L’altra sera, dopo l’ufficio di Presidenza, qualcuno metteva in giro che ero a cena con un gruppo di “congiurati” per organizzare chissà  quale rivolta. Beh, ho telefonato a Berlusconi e gli ho passato due dei miei commensali: i miei bambini che gli parlavano di calcio…».
Chi sono questi «pettegoli», chi sono i suoi nemici?
«Non lo so, ma è doloroso sentire da mesi che si sparge veleno su di me e altri colleghi. Però non si illudano: io qui resto e resterò. Se si deve porgere l’altra guancia, io non ne ho due, ne ho cento…».
Lei ha contestato la scelta di Berlusconi di nominare Toti e Cattaneo «capi scouting» di «mille azzurri», da selezionare in estate. Perchè?
«Perchè le selezioni dall’alto non hanno più senso».
Non è che il suo timore è che si rafforzi il «cerchio magico», quello che vi terrebbe lontani dal vero potere?
«Io non penso che esistano cerchi o cerchietti, ma persone che, continuando con i pettegolezzi,invece fanno del male al partito, quando dovremmo parlare di programmi, idee, su questo contrapporci».
Ma se Berlusconi chiede di andare a cercare sul territorio volti e facce nuove, che male c’è?
«Io non credo sia più il tempo delle selezioni. Sono gli elettori che devono scegliere ed essere coinvolti, dal più piccolo comune a livello nazionale».
Come immagina le primarie?
«Per tutti gli organismi di partito e successivamente di coalizione, sapendo bene che il leader è e resta Berlusconi. Non dobbiamo aver paura di guardare negli occhi la nostra gente, di tornare tra di loro per convincerli: una classe dirigente, in un momento come questo, deve essere legittimata dal consenso popolare».
Perchè i congressi non andrebbero bene?
«Temo siano meccanismi lenti e superati. È necessario allargare la partecipazione dei cittadini fuori dalla cerchia dei nostri dirigenti. Non abbiamo tempo da perdere, servono meccanismi forti, servono nuovi protagonismi. Berlusconi può guidarci e stupirci. Lo faccia».

Paola Di Caro
(da “il Corriere della Sera“)

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INTERVISTA AD ALFANO: “COALIZIONE POPOLARE CON BERLUSCONI E LA LEGA”

Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile

“MA FORZA ITALIA NON VADA A RIMORCHIO DI LE PEN”

Che cosa le fa venire in mente, onorevole Alfano, questa corrispondenza di amorosi sensi tra Forza Italia e la Lega?
«La contraddizione parla da sè: un partito membro del Ppe che si precipita a cercare accordi con la variante italiana del lepenismo. Penso alle enormi praterie che si aprirebbero per il Nuovo centrodestra, se fossi così cinico da volerne approfittare».
Sia sincero, una tentazione ci sarebbe…  
«Sì, ma con la stessa franchezza le dico: anzichè sfruttare questa occasione è più serio fare il bene del Paese».
E l’interesse collettivo dove sta?  
«In una scelta diversa. Occorre costruire uno schieramento in grado, la prossima volta, di sfidare la più grande forza del socialismo europeo».
Un fronte dei moderati?  
«Una coalizione popolare italiana che li rimetta in gioco. Ma che non sia una somma di sigle e abbia un programma».
Vede un precedente storico capace di rendere l’idea?  
«La Coalicion Popular della Spagna post-franchista. Quando il centrodestra era spezzettato in una decina di soggetti politici, ciascuno a forte impronta leaderistica, si mise in moto un processo, oggi lo chiameremmo un cantiere, che portò nel 1976 all’Alleanza popolare e tre anni dopo alla Coalizione democratica da cui prese origine il Partito popolare».
Ci faccia capire: come mai lei tende la mano ai concorrenti del centrodestra e propone, un domani, di rimettervi insieme?  
«Perchè sono rimasto molto colpito dal discorso di Renzi alla direzione Pd. Lui ha perfettamente compreso che, se vuole consolidare il 41 per cento, deve cambiare prospettiva e assorbire al proprio interno un centro, una destra e una sinistra, dai liberali di Scelta civica a una porzione di Sel. Non a caso ha parlato di un partito della nazione».
Cosa c’è di strano?  
«Nazione è concetto di destra. Mai un leader della sinistra si era avventurato così in là ». Scusi, ma allora perchè non vi unite anche voi a quel partito della nazione?
«Perchè, come dice il nome, Ncd lavora a un’altra prospettiva. Ed è la ragione per cui sarebbe utile che Forza Italia non facesse scelte lepeniste».
E se invece non le dessero retta, anzi accentuassero le scelte estremiste?  
«Molti moderati in fuga potrebbero fermarsi da noi. Altri invece verrebbero risucchiati da Renzi, e la sfida con il Pd verrebbe persa in partenza».
Con la Lega siete stati alleati per vent’anni, ci avete governato insieme quando Bossi evocava i fucili… Com’è che adesso avete delle riserve?  
«Non sfuggirà , spero, una differenza. Bossi aveva a che fare con Forza Italia al 29 per cento nel 2001 più An al 13, e con il Pdl al 39 per cento nel 2008. Guidavamo noi. Adesso la debolezza di Forza Italia è tale che rischia di trasformare la Lega nell’autista».
Non la volete a bordo?  
«Il ragionamento è opposto: bisogna rimettere in gioco tutti. Compresi quanti, dentro Scelta civica, non desiderano aderire al Pd. Comprese le aree, dall’Udc ai Popolari per l’Italia, con cui abbiamo condiviso la battaglia europea».
Perchè mai Berlusconi dovrebbe cambiare strategia?
«E’ uomo pragmatico. Credo che non sarebbe nel suo interesse ostacolare questa evoluzione».
Si riparla di primarie del centrodestra: lei è pronto a cimentarsi?  
«Prima deve nascere una coalizione. Se e quando nascerà , è evidente che il candidato premier non potrà  essere sorteggiato. Tantomeno uno potrà  decidere per tutti».
Qualche super-falco dirà : dopo le elezioni Angelino viene a Canossa…  
«Nemmeno per sogno. È esattamente il rovescio. Dal momento che abbiamo varcato con le nostre gambe la soglia del Parlamento europeo, siamo nella condizione di indicare una prospettiva comune».
Voi al governo, Forza Italia all’opposizione: Renzi deve preoccuparsi per la tenuta del governo?  
«Non casco in questo giochino. Nessuno deve rinnegare niente. Noi continuiamo a pensare che a ottobre sarebbe stato un disastro precipitare l’Italia nella crisi, e nel governo vogliamo affermare la nostra identità  rilanciando su riforme come mercato del lavoro e giustizia, lotta alla burocrazia e alle tasse. Ma non chiediamo a Forza Italia di rinnegare la propria scelta di andare all’opposizione, e nemmeno quella di partecipare alle riforme. Ovviamente, pretendiamo il reciproco».
Perchè non ne parla direttamente con Berlusconi?  
«Perchè in questa fase è bene privilegiare il confronto pubblico delle idee. Nel frattempo, magari, una moratoria degli insulti personali da parte dei giornali di famiglia sarebbe di qualche aiuto».
Negli ultimi mesi sono circolati molti veleni. Si sente nello stato d’animo giusto per provare a ricostruire sulle macerie del centrodestra?  
«Certamente ho l’animo sereno, io…».

Ugo Magri
(da “La Stampa“)

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VITTORIO FELTRI: “LA MUSSOLINI ALLE EUROPEE HA VINTO GRAZIE ALLE CORNA”

Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile

INTERVISTATO A “LA ZANZARA” NE HA PER TUTTI: “DUDU’ E’ IL PERSONAGGIO DI MAGGIOR SPICCO NEL CERCHIO MAGICO DI BERLUSCONI”

Vittorio Feltri a tutto campo.
L’ editorialista del Giornale, intervistato a La Zanzara, programma di Radio 24 ne ha per tutti.
Il giornalista commenta ai microfoni di Cruciani la debacle di Forza Italia alle europee e non salva nessuno.
Attacca Berlusconi, Toti e tutto il partito e ironicamente (ma non troppo) prorompe: “Dudù è il personaggio di maggior spicco nell’entourage di Berlusconi. Io lo amo. Intorno non c’è più niente”.
“Toti? Mi sta anche simpatico, ma questo ogni volta che pronuncio il suo nome si incazza” spiega ancora Feltri, “non so perchè. Quando lo vedevo in televisione mi domandavo cosa poteva fare in politica. Non è Quintino Sella, ma non è colpa mia nè sua”.
Poi riguardo al successo di Alessandra Mussolini alle recenti elezioni, una delle più votate fra gli azzurri: “Anch’io se mi chiamassi Mussolini e mi presentassi raccoglierei un sacco di voti. Ma la Mussolini non è l’ultima arrivata ed è brava. E poi in qualche modo la vicenda col marito l’ha avvantaggiata. Quando la signora dichiarò che si sarebbe tenuta il marito ‘padre delle mie figlie’, ecco questa cosa ha funzionato tantissimo, lei è stata coerente con se stessa”.
“Non tutte le corna vengono per nuocere”, ribadisce l’editorialista de Il Giornale e aggiunge: “Peraltro a me piace essere cornuto. Questo fatto di essere cornuti è anche eccitante. Datemi un paio di corna e solleverò il mondo. A me è successo di essere scoperto in casa. Sono stato sgamato, c’è stato qualche momento di tensione e poi tutto si è aggiustato. Io l’ho presa a ridere. Evviva le corna”.

(da “Huffingtonpost”)

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DA OGGI I CINQUESTELLE PARLANO SOTTOVOCE

Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile

ASSERRAGLIATO NEL SUO BLOG, CIRCONDATO DA FEDELISSSIMI   COI TAPPI ALLE ORECCHIE, GRILLO STA VALUTANDO IL DA FARSI… ECCO LE VARIE IPOTESI

IL RITIRO
La proposta che il Movimento aveva fatto agli italiani era molto chiara: ottenere il 90 per cento dei voti; abolire il Parlamento, i partiti e lo Yacht club di Portofino che non ha mai accettato Grillo tra i suoi iscritti perchè le onde sonore emesse dalla sua voce spostano le barche attraccate; governare attraverso il web, cliccando ogni mattina appena svegli sulle leggi preferite; conquistare il mondo, abolire gli Stati nazionali e sostituirli con altrettanti blog; ottenere energia pulita e gratuita dai fagioli; risanare l’economia producendo pietre preziose con la pressione delle mani unita alla forza del pensiero; colonizzare Saturno via Internet e coltivare sugli anelli i fagioli necessari per trasferirsi su Alfa Centauri, e così via, galassia dopo galassia.
Il fatto che gli italiani non abbiano creduto a un progetto così limpido e fattibile è la dimostrazione che l’Italia non merita Grillo, che medita di abbandonare la politica.
NUOVA LINEA
Continuare la lotta: ma con un radicale cambiamento di linea. Basta con gli insulti, “ti sputo”, “vaffanculo”, “fai schifo”, “sei morto”. Spaventano gli elettori e alla lunga, se ripetuti troppo spesso, perdono mordente, smarriscono il significato originario.
Se ne è reso conto lo stesso Grillo che, girando per le strade, spesso viene salutato dai passanti con un amichevole “vaffanculo a te, Beppe”, seguito da una stretta di mano e dalla promessa di votare per lui. Uno staff di linguisti del movimento, laureati on line alla New Radio Elettra, sta preparando una serie di eufemismi alternativi.
Secondo indiscrezioni, “vaffanculo” potrebbe diventare “per cortesia si levi di torno”, e “siete tutti morti” cambierà  in “trovo che non abbiate una buona cera”. Per pronunciare queste frasi Grillo sarà  sedato dal suo staff medico. Cambia anche l’impianto di amplificazione: era quello dei Led Zeppelin, di qui in poi sarà  quello di Johnny Dorelli.
IL LOOK
Pare che anche il look, così scarmigliato, possa subire energici ritocchi. «Per gli elettori — spiegano gli esperti di immagine — è stato troppo traumatico passare dai capelli bitumati di Berlusconi allo stile Laocoonte di Grillo e Casaleggio. Mai una via di mezzo, in questo benedetto paese?».
Probabile un taglio, con forbici radiocomandate studiate apposta per non smarrirsi in quel dedalo. Con il ricavato si potrebbero intrecciare almeno un paio di maglioni da mettere all’asta per finanziare il movimento.
IL RILANCIO
Tutto dipende dal web, tutto passa attraverso il web. E dunque, a spese di Casaleggio, Grillo ha in animo di fornire di computer anche gli anziani, specie nei centri rurali.
I primi tentativi sono stati poco fruttuosi: alcuni, appena tolto il computer dall’imballaggio, lo hanno messo sui fornelli usandolo come piastra per bistecche; altri hanno capito che dovevano accenderlo, ma anzichè entrare nel blog di Grillo hanno cliccato sulla mail virale
«Ciao, sono a Dublino, ho perso i documenti e le mie carte di credito, potresti versare subito mille euro sul mio Iban che trascrivo qui sotto?», e sono partiti per Dublino allo scopo di recuperare il denaro; altri ancora sono diventati schiavi dei siti porno e vogliono votare, alle prossime elezioni, per la pornostar Bordella, candidata in Bulgaria. Infine, i pochi che sono riusciti a iscriversi al blog di Grillo hanno votato solo per l’introduzione del gioco delle bocce alle Olimpiadi, dimostrando un assoluto disinteresse per tutto il resto.
LA CLANDESTINITA’
L’ipotesi è stata presa in considerazione ma scartata subito: il nascondiglio di Grillo sarebbe immediatamente individuabile a causa del suo tono di voce.

Michele Serra
(da “L’Espresso“)

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EURODEPUTATI CINQUESTELLE IN RIVOLTA: “NON VOGLIAMO FARAGE”

Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile

GRILLO E CASALEGGIO PREMONO PER L’UKIP, LA BASE SI RIBELLA

«Come facciamo a sedere al fianco di quei razzisti?». La riunione convocata in gran fretta nella sede della Casaleggio associati è appena cominciata.
Uno dei neoeletti alza la mano e spara la domanda più scomoda, più ovvia. In guerra, però, rischiano pure gi ambasciatori.
E infatti il guru lo gela: «Ragazzi, non ci sono alternative. L’Ukip è la nostra grande opportunità . Tratteremo anche con i Verdi, ma sappiate che la loro delegazione tedesca non ci vuole».
Considerando i recenti paralleli con Hitler e i fotomontaggi sul cancello di Auschwitz, non esattamente una sorpresa.
Tutto è già  deciso, ma nulla è ufficialmente ancora stabilito.
Deciderà  la Rete, ma i vertici lavorano di fatto per non lasciare alternative al Movimento. Gli antieuropeisti britannici, insomma, sono l’asso nella manica di Beppe e Gianroberto.
Assieme ai partito euroscettico tedesco dell’Alternative fuer Deutschland, saldamente collocato alla destra della Merkel.
Eppure i Verdi – con la mediazione di Monica Frassoni – provano a riaprire i giochi, sondando riservatamente i singoli eletti. I neoeletti grillini lo comunicano al guru: «Sono simili a noi, perchè non ragionare anche con loro?».
La maggior parte dei diciassette la pensa così, tocca a Grillo prendere la parola a mezzo Skype. «Hanno scritto una montagna di cazzate, Nigel (ormai lo chiama così, ndr) è una persona di cuore. Nè omofobo, nè razzista ».
Non basta l’intervento del comico, però. Il summit si prolunga.
Mezzo gruppo resta convinto dell’opportunità  di percorrere altre strade. Tocca a Casaleggio mediare, rassicurare: «Lo faremo, in Rete decideremo tra almeno tre opzioni. Ricordate però che si tratta di un’unione tattica, conta per ottenere peso e potere in Europa. Con un gruppo di sessanta eurodeputati mostreremo di non essere inconcludenti, come invece ci accusano».
Non ancora soddisfatto, il guru fa addirittura leggere un report che punta a ricostruire l’immagine pubblica del partito di Farage, sfregiata da anni di dichiarazioni xenofobe e razziste.
Quando lasciano il quartier generale pentastellato, gli eurodeputati sono preoccupati. Sanno che qualche ambasciatore della Casaleggio – non Grillo, però – volerà  a Bruxelles per sondare i Verdi. Senza troppa convinzione, però.
L’ultima parola spetterà  alla Rete, con un referendum non ancora fissato ma che potrebbe tenersi tra il 10 e 12 giugno. Prima, sul blog del Fondatore, gli attivisti saranno bombardati con informazioni rassicuranti sull’Ukip. Il futuro è radioso, sintetizza Claudio Messora: «Hanno detto che ci avrebbero relegato nei cessi, nei cessi metteremo loro.. «.
Nessuna intesa, invece, con la sinistra radicale europea. Così mette subito in chiaro Casaleggio: «Non possiamo connotarci politicamente, non possiamo siglare un patto con la sinistra».
Eppure l’apparentamento con il Gue di Alexis Tsipras – che tiene dentro anche i verdi nordici – in linea di principio sarebbe stata possibile.
Fu proprio Grillo a sbilanciarsi in campagna elettorale: «Tsipras dice le stesse cose che diciamo noi, mi piace». In comune hanno la richiesta di abolizione del fiscal compact, la critica all’austerità , la ristrutturazione del debito pubblico e la sensibilità  ambientale.
E qualcuno ora ricorda come lo scorso inverno alcuni dirigenti di Syriza – primo partito in Grecia alle Europee – sondarono informalmente a Roma una pattuglia di deputati del M5S, tra i quali Emanuele Scagliusi. Anche allora non se ne fece nulla.
I conti, comunque, andranno fatti soprattutto con il web. E l’esito del matrimonio con Farage non sembra scontato, almeno a scorrere sul blog perplessità  e patemi degli attivisti.
Già  in passato, tra l’altro, i militanti sconfessarono i due cofondatori sull’immigrazione. E c’è già  chi mette agli atti mille dubbi: «Prima di incontrare l’Ukip, Grillo avrebbe potuto parlarne con noi – frena Mimmo Pisano – altrimenti che razza di votazione è?».
E Sebastiano Barbanti: «Su alcuni punti non ci siamo: energia, ogm, flat tax… Il personaggio è discutibile, ma aspettiamo di vedere cosa avrà  da dirci Beppe ».
Se in Europa la trattativa si complica, in Italia, la tensione pare placarsi solo in vista del week end.
Le ferite, gli strappi e la guerriglia intestina ai gruppi di comunicazione promettono di scuotere ancora il Movimento, nonostante gli imminenti ballottaggi (a Livorno una lista civica di sinistra appoggerà  a sorpresa i cinquestelle).
Eppure Grillo non sembra intenzionato a partecipare all’incontro congiunto di Camera e Senato, in agenda per la prossima settimana.
Meglio giocare in casa, convocando per giovedì una delegazione di parlamentari nella sede della Casaleggio associati.
Dovrà  convincerli che Farage è davvero «spiritoso e non razzista».

Ciriaco e Pucciarelli
(da “La Repubblica”)

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GRILLO LANCIA LA PROPAGANDA PRO-FARAGE E GETTA FANGO SUI VERDI

Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile

DECIDERA’ IL BLOG, MA INTANTO AVVERTE: “STATE BUONI…”

Decide la Rete…ma non troppo. Con Nigel Farage, il leader dell’Ukip, o con i Verdi europei?
Mentre il popolo grillino si interroga sulle alleanze da stringere in Europa, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non hanno dubbi e diffondono un ‘curriculum’ rassicurante sul primo e delle credenziali non certo positive sui secondi.
I militanti 5 Stelle, che tra il 10 e il 12 giugno dovrebbero esprimersi attraverso il blog, intanto – per farsi un’idea – possono accedere al sito e trovare sulla homepage un post dal titolo: “11 novembre 2011: Farage difende la sovranità  del popolo italiano”.
Subito accanto, sulla destra, un trafiletto che avverte: “5 Stelle state buoni: così parla Monica Frassoni”.
Dunque, a seguire, le dichiarazioni del 13 maggio del presidente del partito Verde europeo: “Grillo è autocratico e senza soluzioni. Non mi sembra che finora il MoVimento 5 Stelle abbia portato alcun contributo particolare nella soluzione di alcuna questione. Non vedo — dice Frassoni – un piano dei Cinque Stelle, tranne la protesta, solo indeterminatezza disonesta nei confronti degli elettori”.
Per chi ancora fosse perplesso sulla scelta, il blog fornisce le frasi della leader dei Verdi anche del 17 maggio: “Da Grillo non arriva una proposta per l’Europa ma un vero e proprio delirio. La nostra idea di Europa è di apertura, di felicità , libertà . L’esatto contrario della prospettiva lugubre e violenta che si può ritrovare nelle urla di Grillo”.
A questo punto Grillo non fa alcun commento su Frassoni ma interviene con un corsivo a sostegno del leader britannico: “Il 16 novembre 2011 Nigel Farage, in un discorso al Parlamento Europeo largamente ripreso e diffuso in Italia, ha accusato i burocrati europei di avere rimpiazzato il governo greco con un governo marionetta e di avere sostituito il governo Berlusconi con il governo Monti. Ha terminato il suo discorso chiedendo cosa, in nome di Dio, avesse dato loro il diritto di farlo”.
Quella di oggi è un’operazione del leader grillino che fa il paio con quanto già  fatto sapere ieri ai militanti, con poche parole ma chiare e significative: “Farage è spiritoso e non razzista”.
E chissà  se da oggi al 10 giugno il comico genovese riuscirà , con un bombardamento via web, a convincere gli iscritti.
Iscritti che intanto si dividono tra Farage e Frassoni tanto che, con il referendum, potrebbero scongiurare un’altra volta i loro leader.
Il bombardamento pro-Farage non arriva solo dalla coppia Grillo-Casaleggio ma anche da alcuni loro fedelissimi, tra questi il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio: “Credo che Farage sia un uomo lungimirante rispetto a tanti altri. Siamo stati contattati da lui lunedì mattina. Sarà  il futuro primo ministro inglese e noi stiamo facendo già  adesso un’interlocuzione per formare un gruppo parlamentare insieme”. Un gruppo che, spiega, “sarà  federativo” e in cui “ognuno avrà  la propria libertà  di coscienza. Sui punti sui quali concordiamo andremo avanti insieme. Stiamo facendo un gruppo parlamentare per essere l’ago della bilancia del Parlamento europeo”.
E la Rete? La deputata Ferica Daga, grillina ambientalista, ci spera ancora e in un’intervista dice: “Io sono ambientalista, sono per l’energia solare, l’Ukip è per il fossile. Comunque deciderà  il blog”.
Ma a chi la pensa come Daga, oggi Grillo ha già  risposto: “5 Stelle state buoni”.

(da “Huffingtonpost”)

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IL GRILLOTALPA

Maggio 31st, 2014 Riccardo Fucile

I CINQUESTELLE NON HANNO NULLA IN COMUNE CON FARAGE, L’ALLEANZA NATURALE IN EUROPA E’ CON I VERDI

Ci sono tre modi per riaversi da una sconfitta.
1) Negarla, autoconsolandosi con formulette e scuse da Prima Repubblica (la sostanziale tenuta, lo zoccolo duro, il consolidamento della base, la presenza sul territorio, la stampa cattiva, gli elettori che non hanno capito, il destino cinico e baro).
2) Piangersi addosso, crogiolandosi, arroccandosi e incattivire in un dorato e sdegnoso isolamento dal mondo esterno, visto immancabilmente come ostile e incomunicabile.
3) Analizzare le cause dell’insuccesso, magari con l’aiuto di qualche esperto vero, e ripartire di slancio per rimuoverle, facendo tesoro degli errori e guardando avanti.
Le prime due reazioni non portano lontano: sia i comodi alibi sia le lacrime appannano la vista. Eppure è proprio altalenando fra la prima e la seconda che si muovono i 5Stelle dopo la batosta europea.
E dire che lunedì sia Grillo (con il video autoironico sul Maalox) sia Casaleggio (con la frase: “Dobbiamo sorridere di più”) sembravano aver capito la lezione.
Poi, da martedì, è stato tutto un retrocedere e un avvitarsi in cupe e cacofoniche sedute di autoincoscienza, culminate nell’incredibile incontro fra Grillo e il leader nazionalista, xenofobo e nuclearista britannico Nigel Farage.
Ha un bel dire Beppe che “Nigel è simpatico”: pare che sia pure vero, è un battutista impenitente, veste da dandy e la sua foto giovanile in versione punk fa sbellicare.
Ma allora? De Gasperi ed Einaudi, i più grandi statisti dell’Italia repubblicana, non sprizzavano certo simpatia.
In compenso Berlusconi, il peggiore premier della storia repubblicana e anche monarchica, è a suo modo e in piccole dosi simpatico.
Ma un conto sono i tratti umani, un altro le idee e i programmi politici: non erano stati proprio i 5Stelle a dire che in Europa si sarebbero seduti accanto alle forze più vicine o meno lontane al loro programma?
Quello pentastellato è semplice e scarno, sette punti appena: nemmeno una virgola in comune con quello dell’Ukip, che vuole cacciare dal Regno Unito tutti i cittadini nati altrove (Italia compresa).
In compenso moltissimi punti in comune con i Verdi, sia per le politiche ambientali ed energetiche, sia per un’Europa intesa come comunità  dei cittadini e non come casta delle lobby finanziarie.
Se proprio Grillo voleva levarsi lo sfizio di farsi un bicchierino con Farage, cosa fatta capo ha (anche se quel pranzo ha sconcertato i suoi elettori che, proprio perchè non sono “nè di destra nè di sinistra”, non hanno nulla a che fare con xenofobia e nazionalismo; in compenso ha fatto felici gli avversari che non vedevano l’ora di dipingerlo come il nuovo Hitler).
Ora però segua le regole del suo movimento e ascolti gli eletti ed elettori, che vedono la sola ipotesi Farage come il fumo negli occhi (anche se l’Ukip fosse solo un taxi).
Non occorre neppure consultare la Rete per capire che la proposta indecente verrebbe bocciata, con numeri ben più schiaccianti di quelli che smentirono G&C sul reato di clandestinità  e sull’incontro con Renzi.
Un buon punto di ripartenza è il documento dello staff Comunicazione che, accanto a bizzarrie pittoresche (il trench scuro e i boccoli di Casaleggio che fan perdere voti), contiene analisi serie e impietose della sconfitta.
Ed è pure la smentita della leggenda nera che vuole tutti i “grillini” teleguidati dal Capo e dal Guru.
Ieri, sul sito del Fatto, la co-presidente dei Verdi Europei Monica Frassoni ha invitato i 5Stelle al dialogo e non ha escluso di accoglierli nel gruppo parlamentare. Grillo la conosce bene: nel 2007 fu proprio lei ad aprirgli per la prima volta le porte dell’Europarlamento.
Il posto giusto per i 5S è accanto agli ambientalisti, che potrebbero rivelarsi molto utili nelle battaglie contro le mille Ilva (ben appoggiate da destra e sinistra) e contro quel mostro che è il Tav Torino-Lione (sostenuto da destra e sinistra, in cambio di cosa magari un giorno lo scoprirà  qualche pm), oltrechè contro l’Europa dei banchieri & affaristi (amici di destra e sinistra). L’importante è aprire gli occhi, evitando che Grillo diventi un grillotalpa.

Marco Travaglio
(da “il Fatto Quotidiano”)

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FINI TORNA IN POLITICA: “VOGLIO RAPPRESENTARE UNA DESTRA CHE ATTUALMENTE NON C’E'”

Maggio 30th, 2014 Riccardo Fucile

L’ANNUNCIO A BARI, DURANTE UN DIBATTITO IN RICORDO DI MENNITTI

“Nel prossimo futuro sarò più presente nel dibattito politico”.
Lo ha annunciato a Bari Gianfranco Fini, in un dibattito sulle figure di Domenico Mennitti e Tatarella.
“L’esperienza di uomini di destra come Mennitti e Tatarella — ha spiegato — insegna che si deve dare vita a un ulteriore impegno, anche per fare in modo che nella società  italiana esista una destra molto diversa da quella che attualmente c’è”.
A margine dell’incontro, incalzato dai cronisti sulla possibile nascita di un nuovo movimento, Fini ha risposto: “Mi sembra che più chiaro di così, non si può. Abbiate pazienza”.
“Non mi considero estraneo — ha proseguito Fini — ad un impegno politico che è l’impegno per la società “.
Alla domanda su cosa serva alla nuova destra, Fini ha risposto di avere “pazienza, prima ci devo pensare io”.
“Al di là  delle battute — ha aggiunto — vi sembra mai possibile che si possa dire a nome di Alleanza Nazionale — Fratelli d’Italia, ‘usciamo dall’eurò, e che lo dicano uomini e donne che erano ministri e che andavano alle riunioni del Consiglio dei ministri a nome del governo italiano?”.
Parlando con i cronisti sul Nuovo Centro Destra, Fini ha commentato che “più che Nuovo Centro Destra, secondo me quello è un acronimo ‘Ndc’.
Ma non voglio polemizzare con loro”. “Io — ha aggiunto — ho una concezione, una idea di una politica di destra oggi, che non è rappresentata in questo momento nel panorama politico. Qualcuno può dire ‘prendine atto e basta’. Benissimo. Cercherò prossimamente, modi e tempi tutti da definire, di veder se è possibile dare vita a iniziative politiche che abbiamo una corrispondenza con certi valori e principi di destra, che al momento non ci sono ancora stati”.
Dopo una fase di riflessione, Fini aveva creato l’associazione “LiberaDestra” e iniziato a riprendere contatti con l’opinione pubblica attraverso la presentazione in tutta Italia del suo libro “il Ventennio”.
Da tempo si sussurrava che era imminente una sua “maggiore esposizione”, poche ore fa l’annuncio ufficiale del suo ritorno in campo dopo il flop della Meloni alle Europee.
Ora si attende di conoscere le linee e il programma di quesa “destra che non c’è”.

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