Febbraio 13th, 2022 Riccardo Fucile
SI TRATTA DEL PROGETTO SAAMA, CHE VUOL DIRE DOMANI
Oumar ha svolto un tirocinio per tre mesi come cameriere al ristorante Balata, Victory ha svolto il suo tirocinio alla scuola d’inglese Thomas More, Obianuju al vivaio Galileo Garden, Precious alla Libreria Dudi.
A Palermo grazie al progetto Saama è nata una rete di circa 150 imprese accoglienti che hanno aperto le porte delle loro aziende, dei loro laboratori e delle loro competenze per metterle a disposizione di minori o neomaggiorenni stranieri soli giunti in Sicilia. I ragazzi che fino ad ora hanno svolto un tirocinio professionalizzante sono circa 200, e per tutti loro è stato un passaggio fondamentale per capire meglio che strada prendere all’interno del mercato del lavoro, così alcuni sono stati poi assunti, altri hanno cominciato percorsi universitari, altri continuano la loro formazione.
Saama in un dialetto africano vuol dire domani ma è anche l’acronimo di Strategie di Accompagnamento all’Autonomia di Minori Accolti è realizzato da: Send, Associazione Arché, Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Marsala, Assistenti Sociali Senza Frontiere, CESIE, CIAI, Cooperativa Libera…mente, CPIA Agrigento, CPIA Palermo 2, Garante metropolitano per l’infanzia e l’adolescenza del Comune di Palermo, Libera Palermo, Moltivolti, Nottedoro. Un’alleanza di soggetti pubblici e del terzo settore, con esperienze nell’inclusione sociale, nell’accoglienza, nella formazione e nella creazione di reti, che hanno messo a sistema le proprie risorse e competenze per dare una reale opportunità a ragazzi e ragazze arrivati in Italia da minori migranti soli.
In questo contesto è nata la rete delle imprese accoglienti che ha anche stipulato e sottoscritto un manifesto dove chi aderisce si impegna a creare una comunità educante che sostenga il diritto all’educazione e alla formazione, dove il lavoro offerto sia dignitoso e regolare, un modo per invertire e cambiare il punto di vista sui migranti: non un peso per la società che li accoglie ma una ricchezza.
“Il progetto ruota attorno all’occupabilità – racconta Loriana Cavaleri di Send, agenzia per il lavoro – i ragazzi hanno fatto esperienza in diversi ambiti, quelli che caratterizzano il settore produttivo palermitano. L’idea che poi abbiamo messo in pratica era quella di accompagnare i ragazzi neomaggiorenni soli dove non sarebbero potuti arrivare in autonomia. Spesso fanno fatica a far emergere le loro capacità e i loro desideri, è importante accompagnarli in questo percorso per l’autodeterminazione, credere in loro, e possiamo dire che è stato un successo, i ragazzi prendono confidenza con il mercato del lavoro, le aziende che abbiamo incontrato sono state felici di accoglierli. Il risultato è stato che il 30% è rimasto in azienda con un vero contratto, gli altri capiscono quali sono le loro ambizioni e proseguono il loro cammino più sicuri. L’accoglienza dovrebbe essere strutturata in questo modo, questi processi dovrebbero essere istituzionalizzati, non essere affidati solo al privato sociale che li pensa, li costruisce e poi trova anche i soldi per avviarli”.
Tra le “Imprese accoglienti” ci sono anche: la Libreria Portinaio, BCR impianti, Sailing Sicily, B&B l’Olivella, Pot, La Pasticceria Matranga, Palazzo Brunaccini, l’Osteria Ballarò, Freschette, Ludoteca Aikya, i supermercati Conad, la Fabbrica 102 e tante altre. Ognuna di queste realtà ha tramandato saperi e conoscenze. Un esempio è Pot, di Michela Lareddola, che ha aperto le porte del proprio ristorante a conduzione familiare nel cuore di Palermo ai ragazzi che interessati alla ristorazione. “Cucino da circa dieci anni e dopo varie esperienze ho deciso di aprire un locale a Palermo – racconta Michela – è un ristorante a conduzione familiare. Epiphanie ha cominciato il suo tirocinio qui da noi durante il primo lockdown, un momento che abbiamo deciso di trasformare in un’opportunità di apprendimento diversa dal solito, il percorso che abbiamo fatto assieme non si sarebbe potuto fare con il ristorante in attività. Ci siamo incontrate con il ristorante a porte chiuse a svolgere l’attività di tirocinio partendo dalle basi della cucina, un’opportunità bella sia per noi che per lei”.
“Vengo dalla Costa D’Avorio“, racconta Epiphanie, “ormai sono da tre anni qua, cucinare per me è una passione e un piacere, Michela mi ha insegnato le basi della cucina, lei mi capisce anche se non parlo bene l’italiano, chiedo sempre quando non so fare qualcosa e Michela mi spiega tutto”.
Tra le imprese accoglienti anche la storica pasticceria Matranga: “Noi abbiamo aperto le porte dei nostri laboratori per stage e tirocini tante volte”, racconta Raffaella Matranga, “per dare l’opportunità ai giovani di entrare nel mondo del lavoro, ragazze estoni e norvegesi ma anche ragazzi della nostra città. È una soddisfazione sentirsi dire alla fine del percorso “è stata una bella esperienza” e poi per un artigiano trasmettere il proprio sapere è una cosa molto importante”. Immanuella, ragazza nigeriana che ha svolto il tirocinio con Saama, ricorda la sua esperienza come positiva: “Ho imparato a fare i dolci, ma anche a stare in sala. Quattro mesi dopo il mio tirocinio alla pasticceria Matranga ho trovato lavoro come camerier”.
(da Il FattoQuotidiano)
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Febbraio 13th, 2022 Riccardo Fucile
“DIRE CHE IL COVID NON E’ RISCHIOSO ED E’ PIU’ PROBABILE MORIRE FULMINATI E’ DA IRRESPONSABILI”
Le ultime dichiarazioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni in merito alla vaccinazione dei propri figli non sono andate giù alla dottoressa Antonella Viola, professore Ordinario di Patologia Generale e Direttore Scientifico dell’Istituto di Ricerca Pediatrica a Padova. Secondo la dottoressa, infatti, certi proclami non dovrebbero essere fatti.
Intervenuta a Le Parole, programma in onda su Rai3, Antonella Viola, a favore dell’inoculazione del siero anche ai più piccoli, si è detta felice per il primo alleggerimento delle misure effettuato da parte del governo. Per adesso si parla di rimozione dell’obbligo delle mascherine all’aperto, ma per Viola la strada della gradualità e della prudenza è da preferirsi. Da questo punto di vista, insomma, la dottoressa sposa il modello dell’esecutivo.
Togliere la mascherina, per la professoressa, è stato un cambiamento che ha permesso di tornare a «sorridere camminando per strada». «Vedo ancora tante persone che la usano, dovremo riabituarci alla normalità», ha aggiunto. «La mascherina all’aperto quando si è soli non serve a niente, nel momento di aggregazione serve, quando parliamo in gruppo sarebbe opportuno tirarla fuori ed indossarla».
In Italia l’allentamento delle misure sta avvenendo in maniera decisamente più lenta rispetto agli altri Paesi (alcuni dei quali, come il Regno Unito, toglieranno presto qualsiasi genere di restrizione), tuttavia per Viola la via scelta dal governo italiano è quella giusta.
«L’Oms e l’Ecdc hanno avvisato che non ne siamo ancora fuori, potrebbero arrivare altre varianti e bisogna procedere con cautela», ha puntualizzato. «Quindi ritengo che la strada intrapresa dal governo sia quella più giusta. Ok al ritorno alla normalità, ma non di punto in bianco, rischieremmo di fare dei passi indietro che sono ancora più dolorosi e fastidiosi, è meglio procedere con gradualità», ha aggiunto.
Le posizioni di Meloni e Salvini
Quanto alla somministrazione del siero ai bambini, Antonella Viola ha commentato le recenti dichiarazioni dei leader di Fratelli d’Italia e Lega. Legalmente, sia Salvini che Meloni hanno tutto il diritto di non vaccinare i loro figli, dato che, fra l’altro, non esiste alcun obbligo. Tuttavia, secondo la dottoressa, sarebbe «inopportuno andarlo a gridare ai quattro venti, soprattutto per la posizione che occupano nella società. La società italiana di pediatria ha detto chiaramente che i bambini devono fare il vaccino». Insomma, Antonella Viola prima ammette che vi è una libertà di scelta ma poi precisa che «non vaccinare non è la scelta giusta, perché i pediatri hanno preso una posizione chiara».
Quindi, secondo la dottoressa, Salvini e Meloni sono liberi di non vaccinare i figli, ma avrebbero dovuto «farlo in silenzio, senza lanciare proclami e non facendo disinformazione, perché dire che il Covid non è rischioso ed è più alto il rischio di morire essendo colpiti dal fulmine è disinformazione…».
(da agenzie)
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Febbraio 13th, 2022 Riccardo Fucile
ERA RICOVERATO AL BAMBINO GESU’
“Profondo cordoglio per la morte di un bambino di 10 anni ricoverato per Covid in area
critica all’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Il piccolo paziente di Pomezia, ricoverato dal 31 gennaio, presentava una comorbidità importante, compromessa purtroppo in modo decisivo dall’infezione da SARS-CoV-2. Vicinanza alla famiglia dai sanitari e dalle istituzioni e un caloroso appello a proseguire nella vaccinazione anti-Covid dei bambini e dei ragazzi per proteggere tutti, anche i più fragili, dai rischi della malattia”. Lo comunica in una nota congiunta l’Unità di Crisi Covid della Regione Lazio e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù.
È deceduto tra la notte di giovedì e venerdì, il bimbo di 10 anni di Pomezia, ricoverato per Covid al Bambino Gesù di Roma. Da quanto si apprende aveva un’altra patologia di “base impegnativa, ma non era ricoverato per quel motivo”, il ricovero è arrivato il 31 gennaio per aver contratto l’infezione da Covid.
La progressione della malattia Covid l’ha portato in area critica e, purtroppo, avrebbe poi compromesso la situazione. Il bimbo era un cosiddetto paziente fragile, ma il decesso è stato dovuto al Covid, “non per altro”.
A quanto si apprende la famiglia era vaccinata ma il bambino non aveva fatto in tempo: per la sua fascia di età il via alle prime somministrazione è arrivato a metà dicembre. Ad esempio, all’Istituto Spallanzani di Roma la campagna per la fascia 5-11 e le prime vaccinazioni sono partite il 16 dicembre scorso, una dei primi in Italia.
(da agenzie)
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Febbraio 13th, 2022 Riccardo Fucile
NON AVEVA TITOLO ALL’ESENZIONE E HA REAGITO CON URLA, INSULTI E DANNI
“È una situazione insostenibile. Non deve passare il messaggio che con la prepotenza si possa intimorire i medici e ottenere di tutto, togliendo anche tempo a persone che hanno veramente bisogno di cure e assistenza”.
La testimonianza all’ANSA di Laura Sarnari, medico di medicina generale di Macerata, 32 anni ancora da compiere, che pochi giorni fa ha subito l’irruzione in ambulatorio in via Merelli di una paziente che ha messo a soqquadro lo studio, ha scaraventato a terra un pc portatile e il monitor, e l’ha insultata perché non ha acconsentito a esentarla dal vaccino anti-Covid, senza alcuna documentazione.
Il fatto, anticipato dal Resto del Carlino di Macerata, è avvenuto lo scorso 10 febbraio verso le 13:30
La paziente, molto agitata, aveva aperto con prepotenza la porta dello studio mentre c’era un altra persona a colloquio con la dottoressa: urla e rumori avevano richiamato i presenti tra cui un informatore medico-scientifico, consigliando di chiedere l’intervento dei carabinieri per ricondurre la donna a più miti consigli: poi, riferisce la dott.ssa, la paziente si sarebbe scusata con lei per il tramite dei militari.
“Però, prima rompo tutto e poi chiedo scusa…- lamenta Sarnari che sta comunque valutando se sporgere denuncia – L’evento in sé ha creato scompiglio ma fortunatamente non ero sola in quel momento e la donna non era ‘imponente’ ma bisogna parlarne per dare un segnale: non si possono ottenere le cose con prepotenza, si può chiedere qualsiasi cosa con tranquillità. No a un atteggiamento del genere dopo un diniego del medico…Le stesse cose accadono anche in altri ambulatori – conclude – e in centri vaccinali, persone che hanno pretese assurde. Altri colleghi parlano di una situazione insostenibile”.
(da agenzie)
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Febbraio 13th, 2022 Riccardo Fucile
STEIMEIER ELETTO PER IL SUO SECONDO MANDATO, MA LA RICONFERMA E’ ARRIVATA GIA’ AL PRIMO SCRUTINIO
La Germania ha rieletto Frank-Walter Steinmeier suo presidente federale per i prossimi
cinque anni. A sceglierlo è stata un’assemblea parlamentare speciale composta dai 736 membri del Bundestag, cioè la Camera bassa, e i rappresentanti dei 16 Laender.
Come accaduto di recente in Italia col presidente della Repubblica i tedeschi optano per il bis, la differenza sta però nei tempi: nel nostro Paese ci sono voluti ben sei giorni, otto votazioni e troppi veti incrociati prima di giungere alla rielezione di Sergio Mattarella, mentre l’attesa e preannunciata riconferma del presidente uscente d’oltralpe è avvenuta al primo scrutinio.
L’Assemblea federale lo ha eletto con 1.045 voti su 1.425 voti validi. Sessantasei anni, socialdemocratico, Steinmeier era stato candidato per il suo secondo mandato dai partiti della coalizione ‘semaforo’ attualmente al governo (Spd, Verdi e liberali dell’Fdp) insieme all’unione conservatrice Cdu/Csu.
Gli altri candidati hanno ottenuto rispettivamente 140 voti (Max Otte, presentato dall’ultradestra dell’Afd), 96 voti (Gerhard Trabert, presentato dalla Linke) e 58 voti (l’astrofisca Stefanie Gebauer, presentata dai Freie Waehler, i ‘liberi elettori’). Le astensioni sono state 86, solo 12 i voti dichiarati non validi.
Steinmeier aveva annunciato a maggio scorso che si sarebbe presentato per un secondo mandato, prima delle elezioni parlamentari che hanno portato la coalizione di Scholz al potere e in un momento in cui le sue possibilità di rielezione erano lontane all’orizzonte. Il presidente disse che voleva contribuire a curare le divisioni ampliate dalla pandemia.
Prima di diventare presidente, Steinmeier aveva prestato servizio per due periodi come ministro degli esteri di Angela Merkel e, ancora prima, era stato capo dello staff del cancelliere Gerhard Schroeder.
(da Huffingtonpost)
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Febbraio 13th, 2022 Riccardo Fucile
ADAM MICHNIK, DIRETTORE DEL QUOTIDIANO POLACCO “GAZETA WYBORCZA” E LEADER DI SOLIDARNOSC NEL 1989, PREVEDE UNA “PICCOLA GUERRA” MA NON SUBITO: “PUTIN “QUALCOSA FARÀ: E’ COME UNA BICI, SE NON SI MUOVE, CROLLA”
«Putin è certamente convinto che l’Occidente sia oggi più debole che mai. Ma il suo comportamento deriva anche dalla sua paranoia antiamericana. Putin pensa che qualsiasi cosa facciano gli americani sia contro la Russia. Credo che Biden non si sia fatto troppe illusioni sulla Russia di Putin. Intende essere realista e non vuole la guerra, ma rifiuta la politica della pacificazione e della ritirata».
Così Adam Michnik, direttore del quotidiano polacco Gazeta Wyborcza e leader di Solidarnosc nel 1989: partecipò alla tavola rotonda che pose fine al governo comunista in Polonia.
Che obiettivi ha Putin?
«Ha mirato a qualcosa quando ha iniziato ad ammassare le truppe, ma si è imbattuto in qualcos’altro. Forse ha calcolato che l’Occidente e Biden fossero nei guai, e che quello fosse il momento di entrare in gioco. Non si aspettava una risposta decisa dall’Occidente. Non vuole uno scontro militare totale, ma come ci ricordano le persone sagge, nessuno voleva nemmeno la Prima guerra mondiale».
Crede che il pericolo sia immediato?
«Penso che Putin non attaccherà apertamente ma applicherà tattiche russo/sovietiche profondamente radicate. Si tratterrà durante la mobilitazione dell’opinione pubblica in Occidente e attenderà che il mondo intero tiri un sospiro di sollievo per aver evitato il conflitto. Ricordiamoci che questo è ciò che è accaduto nel 1968 in Cecoslovacchia. L’invasione sovietica di agosto avvenne tre settimane dopo l’incontro durante il quale Dubcek e Breznev si erano abbracciati. Sembrava che la crisi fosse stata scongiurata».
Come valuta l’approccio dell’Europa verso la Russia?
«L’Europa si comporta in modo ragionevole, forse non troppo eroicamente. Certo, i tedeschi sono i più cauti, ma è comprensibile. Uno Stato che ha un peso storico come l’era nazista di Hitler deve essere prudente. Non me la sento di criticare la Germania. Una volta un leader politico tedesco mi chiese: “Adam, dimmi la verità, cosa ti allarmerebbe di più, una Germania troppo pacifista o troppo militarista?”. Non ho risposto».
La posizione dell’estrema destra europea sembra essere pro Putin.
«Forse è un’alleanza occasionale, ma non c’è dubbio che sia Vox che il Front National di Le Pen siano coinvolti in alcuni prestiti finanziari del Cremlino. Ma sarebbero antieuropeisti anche senza i soldi russi. Il progetto europeo, con tutte le sue colpe, la corruzione e la debolezza, è un progetto liberale, che rispetta la democrazia e la libertà individuale. Non vogliono un progetto del genere. Ci sono persone in Europa e negli Usa a cui non piace la democrazia. Lo si è visto negli slogan che hanno accompagnato la rivolta dei sostenitori di Trump a Capitol Hill il 6 gennaio 2021. Una società che ha vissuto a lungo sotto un regime democratico diventa suscettibile alla fatica della democrazia: la convinzione che la democrazia sia edonistica, non esprima valori più elevati. Un tale sentimento funziona come un gas nocivo. Le persone perdono la ragione. Alcuni si convincono che lo scopo della loro vita è morire per la patria, per la fede e così via».
Ha detto che Putin rinvierà l’invasione.
«In Russia, di fatto, tutto dipende da un uomo. Quando dico “tutto”, penso alle decisioni. Stalin, almeno formalmente, era limitato dal politburo. Putin è onnipotente, un monarca assoluto, un Cesare. Ma sono convinto che dopo 22 anni al potere Putin, qualunque fosse il potenziale della sua leadership ora si è esaurito. E poiché non esiste un meccanismo per un cambiamento pacifico al Cremlino, non resta che il cupo slancio del continuo decadimento. È come una bicicletta, che deve andare avanti per rimanere in piedi. Bisogna vedere quando si fermerà e in che modo cadrà. Qualcosa deve succedere, perché Putin vuole restare in piedi. Quindi, sceglierà quelle che i russi chiamano “piccole guerre vittoriose”. Può essere Kharkiv, Odessa, Moldavia, Kazakistan, proprio come è stato con la Crimea. È un po’ quello che succede con gli stupefacenti: euforia, seguita dal desiderio di un’altra dose».
Pensa che ci sia una spinta interna russa verso l’attacco?
«Il regime è preoccupato, incerto, non sa cosa potrà succedere. Si potrà andare avanti così per qualche tempo; è una stabilità in decadimento. Ricordiamoci com’ era andata con Breznev. Anche allora tutti sapevano che l’uomo in carica era una mummia ambulante, eppure lo tennero fino alla fine perché il sistema sovietico non aveva un meccanismo affidabile per portare il cambiamento. Per questo è impossibile prevedere cosa accadrà con Putin e la Russia. Ma qualcosa accadrà».
(da il Corriere della Sera)
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Febbraio 13th, 2022 Riccardo Fucile
L’EUROPA CHIEDE DA ANNI ALL’ITALIA DI LIBERALIZZARE IL SETTORE METTENDO A GARA PUBBLICA LE CONCESSIONI…FRATELLI D’ITALIA VUOLE RINNOVARE PER ALTRI 99 ANNI IL PRIVILEGIO DEGLI IMPRENDITORI CHE DI FATTO SI SENTONO PROPRIETARI DI TERRENI DEMANIALI (ALCUNI ADDIRITTURA LI SUBAFFITTANO A PREZZI SALATISSIMI)
Domani in aula alla Camera c’è la discussione generale sule mozioni e la maggioranza è
alla ricerca di un difficile accordo, il presidente del Consiglio Mario Draghi vuol tirare dritto con un decreto ma i partiti che lo sostengono lo seguiranno?
Eccolo il prossimo scoglio, ed è proprio il caso di dirlo: l’Europa chiede da anni all’Italia di liberalizzare il settore degli stabilimenti balneari attraverso la direttiva Bolkestein, cioè mettendo a gara pubblica le concessioni, al momento (e da decenni) praticamente regalate, con canoni d’affitto che per un normale cittadino sono quelli di un appartamento in città.
Passano gli esecutivi ma tutto resta immutato, addirittura la mozione di Fratelli d’Italia – a cui si oppongono 5 Stelle e centrosinistra – propone di rinnovare per altri 99 anni il privilegio degli imprenditori che di fatto si sentono proprietari di terreni demaniali (alcuni addirittura li subaffittano a prezzi salatissimi).
Ma la battaglia a favore dei balneari è trasversale e spesso a portarla avanti sono parlamentari in palese conflitto di interessi, perché si occupano direttamente della materia e contemporaneamente hanno attività nel settore.
Riccardo Zucconi di Fdi, ad esempio, è il promotore della super proroga, anche a costo di far multare l’Italia, dato che dal dicembre 2020 ci troviamo in pre-procedura di infrazione europea sul tema della concorrenza.
Viareggino, è gestore di un bar e ristorante in uno dei migliori edifici liberty della città del Carnevale, il Gran Caffè Margherita. Casualità?
Nel Pd la questione balneari è seguita dal deputato Umberto Buratti, ex sindaco di Forte dei Marmi. Pochi giorni fa ha parlato ad un incontro nelle Marche organizzato dai dem locali dal titolo “Per superare la Bolkestein”, ovvero «l’analisi delle ipotesi percorribili per andare incontro alle esigenze dei balneari e di chi porta avanti attività in aree demaniali»; questo alla luce della sentenza del novembre scorso del Consiglio di Stato, il quale ha stabilito che la durata delle concessioni non deve andare oltre la fine del 2023 e senza alcuna possibilità di proroga, pena lo status di abusivi.
Bene, Buratti, che è commercialista, fino a ottobre scorso era socio al 16,6 per cento del bagno Impero a Forte dei Marmi, di “Buratti Pietro e Buratti Anzio & C. S.n.c”. Insomma, un affare di famiglia, visto che ora restano i cugini al comando.
Nella Lega, che da anni tuona contro la Bolkestein colpevole di minacciare i diritti decennali (alcuni vecchi di oltre cento anni) e senza concorrenza di questi imprenditori, c’è la riminese Elena Raffaelli, deputata, socio accomandante di Bagno 88 e Bagno 87. A Bruxelles invece nel 2019 Matteo Salvini ha mandato il patron del celebre Papeete di Milano Marittima, Massimo Casanova.
In Forza Italia troviamo Massimo Mallegni, ex sindaco di Pietrasanta (Lucca), ora senatore. Prima di Natale giurava: «Mai sosterrò una legge che distrugge il settore balneare e che caccia di casa e dal lavoro migliaia di famiglie che hanno fatto la storia del turismo italiano». Comprensibile se si pensa che tra le famiglie in questione c’è anche la sua: lui stesso era proprietario di hotel e di uno stabilimento tra Marina di Pietrasanta e Pietrasanta, senza dimenticare il bagno Felice del fratello Marco.
Poi ecco un’altra storica esponente della destra di Fdi, la senatrice Daniela Santanché, in società con Flavio Briatore a Forte dei Marmi, con il loro Twiga che fa affari d’oro. In un moto di sincerità, Briatore stesso spiegò alle Iene che a voler essere onesti il canone d’affitto per gli stabilimenti avrebbe dovuto essere aumentato di almeno 5-6 volte.
L’elenco dei “fiancheggiatori” è comunque più lungo, a farne i nomi furono gli stessi imprenditori del settore sulla loro rivista Mondo balneare : tra gli altri, l’ex ministro al Turismo Gian Marco Centinaio, Edoardo Rixi e Stefania Pucciarelli della Lega, Maurizio Gasparri e Deborah Bergamini di Forza Italia, Enrico Costa di Azione. Gli anni nel frattempo scorrono, come detto parlamenti e governi puntano alla conservazione: chissà come mai.
(da La Repubblica)
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Febbraio 13th, 2022 Riccardo Fucile
IL SUO NOME POTREBBE RITORNARE DOPO LE ELEZIONI
No, Mario Draghi un lavoro non deve trovarselo da solo (se vuole). Meglio che resti a disposizione non tanto per il centro (che forse verrà) ma per quel “Partito del Pnnr”, che ha come primo teorico Bruno Tabacci.
D’altra parte, per gli strani paradossi della politica italiana può persino accadere che nel momento stesso in cui Draghi dichiara che non ha intenzione di mettersi in politica (esclusa la guida attuale del governo, evidentemente), si allarghi la fetta di chi è pronto a chiederglielo in maniera continua. Costruendo le condizioni “a sua insaputa”.
Dopo la conferenza stampa di venerdì, si è avuto un esempio di questo fenomeno. Non si parla di un partito per Draghi, ha chiarito Carlo Calenda. Ma casomai di immaginare che lui guidi una coalizione, dopo le elezioni, come “figura super partes”.
Ai costruttori del centro, alla ricerca di una federazione, con Matteo Renzi che nicchia e Pier Ferdinando Casini che sfugge, è toccato specificare che no, l’ex Bce non dovrebbe certo mettersi alla guida di tale eventuale esperimento. Ma che funzionerebbe come orizzonte, prospettiva, possibilità.
“Nessuno ha mai pensato a Mario Draghi come un leader, come un ritrovato Monti che scende in campo. Non credo la sua storia personale e professionale, l’approccio con cui è diventato presidente del Consiglio, possa portare a questo”, ha detto Giovanni Toti. Per poi però aggiungere: “Credo che dobbiamo adottare l’agenda, l’approccio del governo Draghi, la sobrietà e la capacità di agire”.
Clemente Mastella, viceversa, ci tiene a dire che lui a Draghi non aveva mai neanche pensato: “Il presidente del Consiglio ha risposto in maniera un po’ strana dicendo che lui ha eventualmente altri posti di lavoro, ma l’idea del centro per quanto mi riguarda non ipotecava Draghi come capolista o come federatore di quest’area”.
Fa un certo effetto, poi, sentire Antonio Tajani doversi difendere per aver ipotizzato un ruolo alla guida dell’Europa per il premier. “Uno schiaffo da Draghi? Mah, io non l’ho sentito. Da parte mia c’è stato un segno di rispetto e di attenzione. Dire che potrebbe essere il futuro presidente della Commissione europea o del Consiglio europeo mi sembra un attestato di stima”.
Ieri è arrivato pure il sondaggista. Mai alla guida di un partito o di una coalizione, Mario Draghi potrebbe rientrare in gioco per il Quirinale se Sergio Mattarella decidesse di lasciare prima, ha detto Renato Mannheimer.
Il tormentone, tra corteggiatori respinti e strateghi al lavoro, è partito. Nelle intenzioni di chi vede il premier a Palazzo Chigi anche dopo il 2023, la prima tappa è la legge elettorale proporzionale. Perché il premier non deve candidarsi, ma tornare in gioco dopo il voto.
Va detto che sulla possibilità di farlo il proporzionale, la dinamica già inizia ad assomigliare a quella dell’elezione del Capo dello Stato. Molto dipende dalla Lega. Sulle reali intenzioni di Matteo Salvini, nessuno scommetterebbe.
(da Il Fatto Quotidiano)
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Febbraio 13th, 2022 Riccardo Fucile
UN TOSSICO HA TENTATO DI CEDERE A UN INTERMEDIARIO FINANZIARIO OLTRE 400 MILA EURO DI CREDITI…DA UN CONSORZIO DI 21 IMPRESE CON UN SOLO DIPENDENTE UNA TRUFFA DA 100 MILIONI A NAPOLI… LA BRACCIANTE CHE SI RITROVA 80 MLN DI EURO
Il caso più eclatante è quello di G. C. M., 37 anni, ospite di una comunità per
tossicodipendenti. Non ha un lavoro, non ha alcun bene intestato, non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi. Eppure nel 2021 «ha aperto una partita Iva come procacciatore d’affari e ha tentato di cedere a un intermediario finanziario oltre 400 mila euro di crediti fittizi, poi venduti a una società di costruzioni». I soldi sono stati incassati e trasferiti su un conto corrente sloveno.
«Cessione del credito», è questa la formula magica che ha consentito alle organizzazioni criminali e ai loro boss, ma anche a delinquenti comuni, colletti bianchi, commercialisti e avvocati, di far sparire finora dalle casse dello Stato quattro miliardi e 400 milioni di euro. E potrebbe non essere finita perché al 31 dicembre — come confermato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini — «le cessioni comunicate attraverso la piattaforma telematica sono state pari a 4,8 milioni per un controvalore di 38,4 miliardi».
Il depliant di Poste con le istruzioni
Il sistema ha sfruttato la norma del decreto rilancio che nel 2020 non ha posto alcun limite alla possibilità di cedere i bonus edilizi. E così è bastato falsificare le pratiche, oppure sfruttare «prestanome» — come è appunto il pusher individuato dall’Agenzia delle Entrate — per ottenere le somme rivolgendosi a Poste italiane e a svariati istituti di credito.
La procedura era sin troppo semplice, come conferma il depliant di Poste Italiane citato due giorni fa dal presidente del Consiglio Mario Draghi che nelle istruzioni sottolinea: «La procedura è semplice e immediata, non è necessario fornire alcuna documentazione a supporto della richiesta. Effettuata la richiesta di cessione del credito a Poste Italiane, affinché questa vada a buon fine è necessario comunicarlo ad Agenzia delle Entrate. In caso di esito positivo, il prezzo della cessione verrà accreditato direttamente sul tuo Conto Corrente BancoPosta». Detto fatto, nessun controllo preventivo è stato effettuato e migliaia di persone hanno ottenuto l’accredito.
«Ho le credenziali, possiamo divertirci»
Il 31 gennaio scorso la guardia di Finanza arresta i componenti di un’organizzazione che partendo da Rimini si è mossa in tutta Italia e grazie alla falsificazione dei vari bonus edilizi ha frodato quasi 300 milioni di euro. Creavano false società, fingevano di effettuare lavori e invece si limitavano a passare all’incasso sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate accedendo ai cassetti fiscali. Hanno acquistato lingotti d’oro e criptovalute, hanno spostato soldi a Cipro, Malta e Madeira. Le conversazioni intercettate per ordine dei magistrati hanno svelato il sistema utilizzato. I «cash dog» hanno consentito di trovare contanti e gioielli occultati in botole e intercapedini.
«Lo Stato Italiano è pazzesco», esultano gli indagati mentre si accordano sui bonus da prendere. E poi l’imprenditore chiarisce ai complici: «Ne ho già 16 sui due cassetti. Nostri, non dipendono da nessuno, sono i miei, non devo chiedere il favore a nessuno di venderli, di accreditare, di fare. Li ho generati, poi ti spiego come ho fatto… come abbiamo fatto con il commercialista, sono stato quattro mesi dietro e ce l’ho fatta». E ancora: «Bisogna stare attenti, bisogna avere persone fidate, persone anziane…». Prestanome che in pochi mesi hanno consentito alla banda di comprare ristoranti, appartamenti, quote di altre società.
L’annuncio su Facebook del finto consorzio
Un consorzio di 21 imprese che ha un solo dipendente: parte da qui l’inchiesta della procura di Napoli su una truffa da 100 milioni di euro. Il resto lo fanno le denunce dei cittadini che raccontano di aver risposto a un annuncio pubblicato su Facebook di una ditta che offriva prezzi vantaggiosi e procedure semplificate per ristrutturare palazzi e villini.
Il dossier della Guardia di Finanza entra nei dettagli rivelando il contenuto delle denunce — tutte uguali — presentate da decine di cittadini: «Tramite annuncio su Facebook i denuncianti contattavano il consorzio Sgarbi per effettuare lavori nelle proprie abitazioni essendo titolari di porzione di villetta bifamiliare, usufruendo dell’eco bonus 110%. Dopo diversi solleciti da parte dei contribuenti, il titolare del consorzio chiedeva loro di inviare firmato il documento di impegno per la presentazione telematica. Soltanto dopo essere stati convocati presso questo comando scoprivano che, nonostante nessun lavoro fosse mai stato svolto né alcuna fattura presentata, l’Agenzia delle entrate aveva già accettato la cessione del loro credito». Oltre al danno per i truffati c’è stata la beffa: i clienti del consorzio hanno dovuto «sanare» la propria posizione per non apparire come soggetti che avevano hanno già fruito dei bonus.
La bracciante con 80 milioni di euro
In provincia di Foggia c’è un paese dove tutti i residenti sono riusciti a incassare il credito. Stessa fortuna è toccata a svariati gruppi familiari residenti a Roma. È stata un’inchiesta avviata dai magistrati della capitale e condotta con i colleghi pugliesi a far scoprire il meccanismo messo in piedi grazie alla creazione di decine di finte aziende. Il dossier della Finanza svela il sistema: «Sono state individuate due società, gestite dalle medesime persone, che attraverso un meccanismo circolare di fatture false e comunicazioni di cessioni crediti hanno generato operazioni per centinaia di milioni di euro. Sostanzialmente le due società si sono fatturate a vicenda circa 500 milioni di euro ciascuna, in pochi mesi, per anticipi lavori mai effettivamente realizzati. Queste operazioni hanno generato indebiti crediti di imposta, poi monetizzati presso intermediari finanziari e soggetti grandi contribuenti».
I canali erano due: «Cessione dei crediti a persone fisiche compiacenti, perlopiù nullatenenti e tutte residenti nel medesimo paese o facenti parte del medesimo gruppo familiare, che hanno poi incassato il controvalore del credito da un intermediario finanziario. Utilizzo di una società di consulenza con operatività limitata, senza dipendenti e amministrata da un’imprenditrice agricola che, improvvisamente, acquista e rivende a un grosso intermediario finanziario 80 milioni di euro di crediti».
(da il Corriere della Sera)
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