Ottobre 18th, 2026 Riccardo Fucile
IL LEADER DELLA LEGA ATTACCA: “PAROLE SORPRENDENTI”… TAJANI REPLICA: “SONO CONTRARIO A TASSARE GLI EXTRA PROFITTI DELLE BANCHE”… UN GUAIO PER LA MELONI. I SOLDI SONO POCHI, GLI APPETITI ELETTORALI TROPPI
Matteo Salvini torna all’attacco delle banche. Al centro il braccio di ferro sul contributo degli istituti per finanziare la manovra. Ma lo scontro con l’Abi è acceso come non mai, nonostante l’altro vice premier, Antonio Tajani, predichi la via del dialogo. Non solo perché «un governo di centrodestra non può aggredire una parte del nostro sistema economico fondamentale per il sostegno alle imprese», osserva Tajani. Ma anche per il fatto che «non dobbiamo spaventare i mercati e gli investitori».
Da giorni, i botta e risposta tra Salvini e il mondo bancario sono sotto i riflettori. Dopo che Antonio Patuelli, numero uno dell’Abi, ha respinto la richiesta di 5 miliardi di euro da garantire alla legge di Bilancio, rivendicando che «nella Costituzione non c’è scritto che alcuni debbano essere mazzolati», ieri l’affondo del leader leghista.
Che definisce queste parole «sorprendenti», visti i «profitti per oltre 50 miliardi di euro» attesi quest’anno e un tax rate del 19,2% «ben inferiore rispetto a quella di altre imprese».
Utili «giganteschi che derivano soprattutto dagli interessi e dalle commissioni pagati da cittadini, famiglie e imprese – continua -. Chiedere un contributo di almeno 5 miliardi a uno dei settori più ricchi e tutelati d’Italia sarà un intervento di assoluto buonsenso».
A stretto giro, la replica di Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell’Abi: «La manovra è assolutamente non concordata, diversamente da quanto avvenuto negli ultimi due anni»
Da Capri, al convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria, Tajani prende le distanze dal Carroccio. La posizione è netta: «Per principio, sono contrario a tassare gli extra profitti delle banche perché non esistono gli extra profitti né in diritto né in economia»
Fonti vicino al mondo bancario, comunque, sostengono che non c’è alcuna volontà a sedersi a un tavolo con il governo
A Capri, infine, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, fa un appello a misure dalla «visione politica industriale a lungo termine». Con l’avvicinarsi del voto, non servono «mancette elettorali», ribadisce
(da agenzie)
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Ottobre 18th, 2026 Riccardo Fucile
AI MAGISTRATI SPETTANO DEGLI ARRETRATI DAL 2018, SONO DOVUTI RICORRERE AL CONSIGLIO D STATO PER VEDERSELI RICONOSCERE: QUALSIASI LAVORATORE, CHE SIA OPERAIO, POLIZIOTTO, IMPIEGATO O GIUDICE, HA DIRITTO A QUANTO FISSATO DALLA LEGGE, NON SERVE DEMAGOGIA DA QUATTRO SOLDI… INFATTI LI INCASSERANNO
«Non firmerò. Se il Consiglio di Stato lo riterrà opportuno, nomini pure il commissario –
risponde la presidente del Consiglio Giorgia Meloni raggiunta al telefono dall’Adnkronos – Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Ma in coscienza non posso mettere la mia firma su un Dpcm con il quale dovrei destinare quasi un miliardo di euro agli aumenti di stipendio dei magistrati. È dieci volte tanto rispetto a quello che sto cercando solo per affrontare il tema dell’autotrasporto e impedire che si blocchi la consegna delle merci in tutta Italia.
Le sentenze stabiliscono gli adeguamenti degli stipendi dei magistrati e condannano il Governo a pagare anche gli arretrati: in concreto si stima fino a circa 100mila euro, arretrati compresi, per ogni magistrato, più l’aumento di circa 20.000 euro l’anno per gli anni successivi.
Ma come si è arrivati a questa somma? Gli aumenti degli stipendi dei magistrati, a differenza di altre categorie, non si decidono tramite una contrattazione. Ogni tre anni vengono adeguati per legge, prendendo come riferimento gli aumenti degli altri dipendenti pubblici. Il Governo fa il calcolo sulla base di parametri Istat e lo fissa con un Dpcm.
Con il metodo usato fino ad oggi, stando alle cifre pubblicate in queste ore, gli aumenti erano del 4,85% per il 2018-2020 e del 6,69% per il 2021-2023. Ma l’Associazione Nazionale Magistrati e altre associazioni di magistrati hanno fatto ricorso, sostenendo che il sistema di calcolo andasse rivisto, e i magistrati del Tar e del Consiglio di Stato hanno dato loro ragione. Così ora con il nuovo metodo, gli aumenti salgono al 6,22% e al 12,32%, quasi il doppio per l’ultimo triennio.
Il conto di questo ricalcolo, per lo Stato italiano, sarebbe di 979 milioni di euro. Insomma un miliardo di euro. Il Governo, attraverso l’Avvocatura di Stato, ha fatto ricorso. Ma il Tar e il Consiglio di Stato hanno dato torto al governo e ragione ai ricorrenti.
«Gli importi effettivi sono di gran lunga inferiori a quelli riportati dai giornali» ha spiegato nei giorni scorsi l’Anm all’Adnkronos. «Si tratta, peraltro, di componenti stipendiali dovute per legge, che l’amministrazione ha omesso per anni di corrispondere – ha detto ancora l’Anm – Il loro ammontare è la diretta conseguenza dei ritardi accumulati nel pagamento».
Ora se il presidente del Consiglio non firma dal Consiglio di Stato si prospetta la nomina di un commissario ad acta.
(da agenzie)
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Ottobre 18th, 2026 Riccardo Fucile
“ESISTONO UNA DECINA DI TESTI CHE PER FRETTA DI COMPOSIZIONE NON MI HANNO SODDISFATTO, MA NON DIRÒ MAI QUALI SONO … “È UN MOMENTO STORICO E SOCIALE CHE NON MI PIACE PER NIENTE, È MOLTO BRUTTO. MA NON IMMAGINO SOLUZIONI, PERCHÉ NON MI INTENDO DI POLITICA O DI ATTUALITÀ. NON ME NE SONO MAI OCCUPATO”
Paolo Conte tiene nascosto dietro ai baffi un sorriso allegro, tradito dagli occhi che non sanno dissimulare la contentezza di chi nella vita ha fatto quello che desiderava fare, giocando con la musica, con le matite e i pennelli, con le parole:
«Solo il calcio ora mi diverte meno. È tutto troppo veloce, esasperato, non lo riconosco più. È un’altra cosa rispetto a quello che mi appassionava un tempo. Per non dire di quello che giocavo nei campetti con il mio amico Bruno Gambarotta, uno che amava tenerla un po’ troppo la palla».
Riferirò la critica. La musica la sorprende ancora?
«La musica è come una fata. Fa la regia di tutto. Interpreta i colori, nasconde dentro di sé la tecnica, impone se stessa. Intimamente la musica rimane sempre accovacciata dietro a tutto il resto, per poi ispirare. La musica per me è ancora quella cosa che dà una prima ispirazione ed è carica di verginità, sorprende persino l’autore».
Tra pochi giorni però saranno le sue opere pittoriche a essere protagoniste di una grande mostra, “Paolo Conte. Original”. L’arte figurativa ha permeato tutta la sua vita: ha per lei la stessa importanza della musica?
«È persino precedente alla musica
Quali sono i suoi riferimenti pittorici?
«El Greco mi ha sempre attratto per la verticalità delle sue composizioni. Mario Sironi è un pittore che mi piace tantissimo. Così come Massimo Campigli, Carlo Carrà e anche Durer. Ma in genere non penso a nessun modello mentre dipingo, mi lascio un po’ trasportare da ondate che arrivano da chissà dove».
Che artista è il Paolo Conte della mostra?
«Uno che porta i suoi disegni e i suoi lavori fatti con fogli, matite e pennelli. Ci saranno opere mai esposte prima, ma il nucleo centrale è quello delle opere realizzate per Razmataz. Sono 143 lavori in tutto, a partire dal 1956.
La spaventa la realtà?
«Io non sono mai stato bravo con la realtà. Ho sempre sentito la difficoltà di raccontare l’attualità. Quello che mi accorgo di fare è ancorarmi al passato, o forse al futuro. Ma l’attualità non fa per me. Per quanto anche ora mi sforzi, cerco di seguire i media, ma non riesco a farmi un’idea chiara di cosa succeda veramente qui vicino e nel mondo. Ci sono troppe notizie, tutte affannose, ansiogene».
Come le sembra il momento che stiamo vivendo?
«È un momento storico e sociale che non mi piace per niente, molto brutto. Ma non immagino soluzioni, perché non mi intendo di politica o di attualità. Non me ne sono proprio mai occupato. Mi incuriosisce molto il gran parlare che si fa dell’intelligenza artificiale, anche se non ho capito esattamente cos’è e se oltre alla minaccia che mi sembra essere, almeno per quanto riguarda l’arte, possa essere anche qualcos’altro».
Dicono che dovrebbe semplificare e migliorare molte cose, a partire dalla medicina: alla creatività, invece, forse potrebbe arrecare qualche danno. Lei si è mai pentito di qualcosa che ha scritto?
«Be’ sì. A dire il vero esistono una decina di testi che per fretta di composizione non mi hanno soddisfatto, ma non dirò mai quali sono. Il fatto è che io ho sempre scritto principalmente musica, per me quella era la cosa più importante. E a volte i testi sono arrivati, diciamo così, alla fine, un po’ di corsa».
Le è mai capitato di avere una crisi di creatività?
«A dire il vero mi è capitato un periodo nemmeno tanto breve in cui non riuscivo a scrivere testi che mi soddisfacessero da abbinare alla musica che avevo scritto. Proprio facevo fatica. Così, per stuzzicare la fantasia, sono andato a comprarmi un rimario, per vedere se almeno dal suono delle parole potevo trovare una ispirazione. A un certo ho trovato un verso che proprio mi piaceva, decido dentro di me di usarla, ma poi leggo: “da una canzone di Paolo Conte”».
Ha mai pensato a come vorrebbe essere ricordato?
«Non voglio esser ricordato come un monumento. Si sa cosa succede poi ai monumenti, nelle piazze. Se devo proprio dire, vorrei essere ricordato come un artista ancora da scoprire».
(da “la Stampa” )
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Ottobre 18th, 2026 Riccardo Fucile
LA REPLICA DI SALA ALL’EX AMANTE DI CLAUDIA CONTE: “MI FACCIO UN MAZZO COSÌ DA 45 ANNI, E NON PERMETTO A NESSUNO DI DIPINGERMI COME UNO SNOB SFATICATO. PENSI A FARE LA SUA PARTE”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi contro il sindaco di Milano Giuliano Sala sugli
scontri a Milano. Sala aveva contestato l’organizzazione, accusando nei fatti gli Interni di non aver gestito la situazione, sottovalutando – anche numericamente – l’impatto dei manifestanti.
Ecco così la replica di Piantedosi, che attacca: «Il presidente Meloni con senso di responsabilità ha invitato tutti a condannare con forza le violenze di piazza e a solidarizzare con le forze dell’ordine vittime di aggressioni ignobili – esordisce Piantedosi -. Ma dopo poche ore il sindaco di Milano ha puntato il dito proprio contro le forze di polizia che, secondo lui, sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in piazza Duomo. È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti».
A stretto giro arriva la replica di Sala: «A Piantedosi che mi equipara alla “sinistra radical chic” dico che un po’ di decenza non guasterebbe. Lavoro da 45 anni, anzi mi faccio un mazzo così da 45 anni, e non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato». «Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personali – aggiunge Sala – . Ricordandogli che ieri ho condannato in modo fermo i violenti che hanno messo a ferro e fuoco Milano, gli dico che se lascia perdere le battute di cattivo gusto e intende lavorare insieme, io ci sono. Come sempre».
Mentre Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Consiglio regionale della Lombardia e componente della segreteria nazionale dem, giudica «le parole del ministro Piantedosi nei confronti del sindaco Sala, accusato di non prendere le distanze dalle violenze, sono semplicemente folli. La destra sta tentando in tutti i modi di criminalizzare chi protesta e protesterà nel Paese, usando l’inaccettabile violenza di pochi come un pretesto per mettere a tacere le voci di chi non ce la fa, di chi non vede un futuro e protesta per il diritto allo studio, alla casa, al lavoro».
(da agenzie)
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Ottobre 18th, 2026 Riccardo Fucile
SECONDO IL “WALL STREET JOURNAL”, GLI AFFARI DELLA FAMIGLIA, TRA ATTIVITA’ LEGALI E CRIMINALI, GENERANO OLTRE 400 MILIONI DI DOLLARI L’ANNO … IL PRINCIPALE CENTRO OPERATIVO È LA REPUBBLICA CENTRAFRICANA, DOVE IL 28ENNE PAVEL CONTROLLA 500 MERCENARI, GESTISCE MINIERE D’ORO E GARANTISCE LA SICUREZZA DEL PRESIDENTE, FAUSTIN-ARCHANGE TOUADE’RA … IL GRUPPO WAGNER HA POI AMPLIATO IL COMMERCIO DI ARMI IN SUDAN E LIBIA…
Pavel Prigozhin, figlio del fondatore del gruppo paramilitare russo Wagner, ha consolidato e ampliato le attivita’ dell’organizzazione in Africa dopo la morte del padre, avvenuta nell’agosto 2023. Lo scrive il “Wall Street Journal”, secondo cui gli affari della famiglia, tra attivita’ legali e criminali, generano oltre 400 milioni di dollari l’anno, sulla base delle stime della Global Initiative Against Transnational Organized Crime, organizzazione con sede a Ginevra.
Il principale centro operativo e’ la Repubblica Centrafricana, dove Pavel, 28 anni, controllerebbe circa 500 mercenari. Il gruppo gestirebbe miniere d’oro, garantirebbe la sicurezza personale del presidente Faustin-Archange Touade’ra e combatterebbe i gruppi armati ostili al governo. Secondo il quotidiano, Wagner avrebbe inoltre ampliato il commercio di armi, con vendite a gruppi ribelli in Sudan e Libia, e rafforzato la propria presenza negli apparati di sicurezza centrafricani.
Tra le attivita’ attribuite al gruppo figurano anche la produzione di vodka e birra e il controllo di una parte consistente del mercato locale del tramadolo, un analgesico oppioide. Dopo la morte di Yevgeny Prigozhin, rimasto ucciso nello schianto del suo aereo nell’agosto 2023, il Cremlino aveva assunto il controllo delle attivita’ di Wagner in Russia e creato l’Africa Corps, struttura sottoposta direttamente al ministero della Difesa russo.
Pavel avrebbe invece lavorato per mantenere l’autonomia delle operazioni nella Repubblica Centrafricana, con il sostegno di Touade’ra, interessato a proseguire la collaborazione con i mercenari.
(da agenzie)
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Ottobre 18th, 2026 Riccardo Fucile
IL REGISTA, MARITO DI SILVIA: “IL CENTROSINISTRA DEVE SCEGLIERE IL SUO CAPITANO NEGLI SPOGLIATOI, STIANO DENTRO FINO A CHE NON SI SONO MESSI D’ACCORDO”… “IL CAMPO LARGO VINCERA’ LE ELEZIONI SOLO SE CI ARRIVERA’ UNITO, COME E’ SUCCESSO A GENOVA”
«No, no, no…». Silvia Salis ha appena risposto con un sorriso, ma senza esitazioni, alla
domanda del direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, sulle voci che parteciperà alle primarie o che farà la federatrice del centrosinistra».
In sala, alla libreria Feltrinelli di Milano, per la presentazione del libro «È già domani, c’è anche il regista Fausto Brizzi, il marito della sindaca di Genova.
Peccato, però… Palazzo Chigi è a Roma e vi sareste visti più spesso.
«Dunque… Palazzo Chigi…»
Non sa cos’è?
«Non è vicino a casa, è ancora lontano da casa. Ma io amo Genova, è il posto ideale, abbiamo casa in riva al mare e non vedo perché dovrei lasciare la città. Per fortuna scrivo la maggior parte del tempo, quindi posso stare tanto in riva al mare».
La sindaca ha detto che anche l’amore è un allenamento. Ma chi allena chi, tra voi due?
«È un allenamento comune, assolutamente. Abbiamo un progetto che si chiama Eugenio, il nostro bimbo, che ha appena compiuto tre anni. È un allenamento quotidiano e lei, in questo, è maestra da otto anni».
La parte del libro che preferisce?
«Mi piace tantissimo il finale, quando dice al centrosinistra che non siamo gli eletti, non ancora, quindi non tiriamocela troppo, perché dobbiamo ancora vincere».
Sua moglie dice che l’unica persona di cui si fida al mondo è lei!
«È viceversa: l’unica persona del cui giudizio mi fido è mia moglie, anche nel mio lavoro».
Le dispiace che non si candidi alle primarie?
«Le primarie non vanno fatte, ragazzi. Pensate a quante scorie si portano dietro sui social nei sei mesi successivi».
E come si sceglie il leader del campo largo?
«Come si sceglie il capitano di una squadra: negli spogliatoi. Ci si chiude e non si esce da lì finché non si è deciso. Così si sceglie chi ha le maggiori possibilità di vincere».
Ma le primarie possono essere uno strumento per arrivare a una sintesi.
«Però poi chi perde un po’ rosicherà e anche la sua base rosicherà. Quindi, secondo me, non è una sintesi, ma un’ulteriore parcellizzazione».
Visto l’equilibrio tra le forze politiche, come finiranno le prossime elezioni politiche?
«Il centrosinistra, intanto, deve arrivarci unito e, se ci arriva unito, vince. I numeri dicono che uniti si vince, come è successo a Genova. Lì c’erano davvero tutti, anche più di quelli che attualmente si stanno mettendo insieme. C’erano Renzi, Calenda… E ci sono tuttora tutti. Quindi, a Genova, una coalizione sta reggendo da un anno e mezzo».
Lei è il vero «spin doctor» di Silvia Salis?
«Assolutamente no, io faccio il marito. Vengo qui per fare la claque».
Farebbe un film tratto da questo libro?
«La sua storia è invidiabile, perché è un percorso tutto suo. È una storia da film, però in questo momento… Poi io non amo i film tratti da storie vere. E questa è soltanto la prima parte della storia: lei ha 40 anni, ha un futuro».
C’è un titolo di un film che descriva l’Italia di oggi?
«No, no, no. In questo momento c’è un misto di generi».
Drammatico, un po’ comico?
«Sì, una comédie dramatique.»
(da agenzie)
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Ottobre 18th, 2026 Riccardo Fucile
SI GIOCA LA CARTA DELL’UNDERDOG, IN STILE MELONI: “LA SORPRESA SAREMO NOI, STAVOLTA. ESSERE DONNA, AVERE QUARANT’ANNI, ESSERE LIBERA E NON ESSERE PROPRIO CONFORME A TUTTI GLI STANDARD” … “MAI PIÙ LARGHE INTESE, SIAMO QUA PER VINCERE CON LA NOSTRA ALLEANZA PROGRESSISTA” – L’ATTACCO AL GOVERNO: “MELONI NON È RIUSCITA A FARE UNA RIFORMA “CHE CAMBIASSE IN MEGLIO E IN CONCRETO LA VITA DEGLI ITALIANI, CHE OGGI SONO IN PIAZZA PIÙ POVERI”
“Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del consiglio, con o senza le primarie”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein all’assemblea nazionale del Pd in corso a Roma. La candidatura è “insieme a questo straordinario gruppo dirigente – ha aggiunto – in maniera diffusa, in maniera plurale, per cambiare anche l’idea di leadership in questo Paese a cui un’altra donna non ha deciso di contribuire in meglio”.
“Abbiamo la responsabilità di poter vincere le prossime elezioni. Lo voglio fare con voi, con coraggio, con determinazione, con l’orgoglio di chi sa che quando siamo uniti possiamo cambiare il destino del nostro Paese – ha aggiunto – E vi voglio dire io ci sono pronta, determinata, onorata e orgogliosa di potere guidare questa straordinaria comunità che non ha pari in Italia”.
“A chi tifa pareggio e pensa a un leader più disponibile alle larghe intese noi diciamo: mai più larghe intese, siamo qua per vincere con la nostra alleanza progressista”.
“Avevano scommesso contro di noi, avevano scommesso che ci saremmo scissi. Ricordate nel 2022 c’era qualcuno che aveva già scritto il necrologio del partito democratico e invece abbiamo rialzato la testa. Avevano scommesso che ci saremmo divisi”, ha aggiunto rivolgendosi al presidente Stefano Bonaccini, “invece oggi il partito democratico è più unito che mai.
Avevano scommesso che io non sarei durata sei mesi e invece sono ancora qua. Anzi, è la prima volta che una segretaria del Pd finisce il suo mandato”.
“La sorpresa saremo noi, stavolta. E che ci sia proprio da quelle parti chi non vuole una persona di sinistra, Palazzo Chigi non è una novità, è la storia di questo Paese. Ma noi siamo qui per sorprenderli. Io posso solo offrire le mie aggravanti personali, Essere donna, avere quarant’anni, essere libera e non essere proprio conforme a tutti gli standard”.
“Ma voglio dare loro una notizia siamo qui a fare esattamente quello che la nostra gente si aspetta da noi. E se qualcuno non accetta che il Partito Democratico è libero, autonomo e risponde soltanto alla sua base di e di elettori se ne farà una grandissima ragione. Perché se loro standard valessero nel Paese io qua non ci sarei mai arrivata.
E penso che questa sarà la sfida del riscatto proprio di tutte quelle e tutti quelli che si sono sempre sentiti dire che non ce la potevano fare, che non sono adeguati che devono dedicarsi ad altro, che sono troppo o troppo poco. Lo diceva la Bonino continuate a essere troppo”.
“La novità siamo noi, è un’alleanza progressista competitiva e unita che li batterà alle prossime elezioni. Hanno cambiato la legge elettorale perché hanno paura di perdere. Ma vi do una notizia: vinceremo anche con questa. Prendete atto del vostro fallimento, smettete di galleggiare prima si va a votare meglio è per l’Italia”.
(da agenzie)
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Ottobre 18th, 2026 Riccardo Fucile
FERVENTE SOSTENITRICE DEI DIRITTI DELLE DONNE, BARBARA BUSH IN PRECEDENZA AVEVA FATTO NOTIZIA PER AVER SOSTENUTO LA CAMPAGNA PRESIDENZIALE DELL’ALLORA VICEPRESIDENTE KAMALA HARRIS NEL 2024
Barbara Bush, la figlia dell’ex presidente repubblicano George W. Bush, ha effettuato una
donazione di 2.500 dollari a favore di un comitato di azione politica (Pac) che sostiene James Talarico, il deputato statale e candidato democratico al Senato Usa per il Texas, che sfida il procuratore generale Ken Paxton, figura di primo piano e controversa del Grand Old Party. Lo riferiscono i media locali, in base ai documenti sui finanziamenti delle campagne elettorali.
Il rapporto del terzo trimestre 2026, depositato alla Federal Election Commission dal Lone Star Rising Pac, indica la donazione di Barbara Bush che risale al 23 settembre. Malgrado suo padre sia repubblicano, la donazione è in linea con l’attività politica passata di Barbara Bush che, in precedenza, aveva fatto notizia per aver sostenuto la campagna presidenziale dell’allora vicepresidente Kamala Harris nel 2024.
È una fervente sostenitrice dei diritti delle donne e ha ammesso di aver appoggiato la campagna Harris-Walz sperando potessero “proteggere e far avanzare i diritti delle donne”.
Negli ultimi tre mesi, dal primo luglio al 30 settembre, il Lone Star Rising Pac ha raccolto 9,6 milioni di dollari provenienti da donatori privati, diversi miliardari e organizzazioni no profit che ricevono finanziamenti da fonti non dichiarate, i cosiddetti ‘dark money’.
(da agenzie)
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Ottobre 18th, 2026 Riccardo Fucile
È IN ATTO UN OSTRUZIONISMO PER IMPEDIRE CHE IL “FRONTE DEL NORD” RACCOLGA LE FIRME NECESSARIE PER PRESENTARE LA CANDIDATURA ALLA SEGRETERIA DI MASSIMO GARAVAGLIA, PER PAURA DEL VOTO SEGRETO… L’AFFONDO DELLO SFIDANTE DI SALVINI: “VOGLIO PORTARE AVANTI LE ISTANZE CHE RISCHIANO DI ESSERE TAGLIATE FUORI. IO HO UNA FORTUNA: SONO LIBERO…”
Lo scontro adesso ruota attorno alle firme. Non solo a quelle necessarie per presentare la candidatura di Massimo Garavaglia al congresso della Lega in programma il prossimo fine settimana, ma anche attorno a quelle, già pronte, per far fuori Massimiliano Romeo dal ruolo di capogruppo in Senato.
Lo stato maggiore leghista non si aspettava che qualcuno potesse sfidare Salvini il 24 e 25 ottobre e si vocifera anche di un ostruzionismo messo in atto per impedire che il fronte del Nord raccolga le firme necessarie per depositare la candidatura del presidente della commissione Finanze ed ex assessore lombardo al Bilancio. Nonché uomo molto vicino al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Con questi presupposti la resa dei conti arriverà subito dopo il congresso.
A quel punto, Salvini ha tutta l’intenzione di cucinarsi il capogruppo a Palazzo Madama, reo di «insubordinazione». E magari, ciliegina sulla torta per stravincere, commissariare il partito in Lombardia, togliendogli la leadership nella regione più importante del Carroccio. D’altronde i più attivi nel chiedere al segretario una ristrutturazione radicale del partito, creando una Lega del Nord e una del Sud, sono proprio i lombardi e Garavaglia e Romeo sono tra questi.
E così, tra i corridoi del Senato i fedelissimi del Capitano assicurano che la decapitazione del ribelle – politica, si intende – è pronta. A Salvini resta solo da capire se poi forzare la mano anche per il partito lombardo, ruolo chiave in vista delle prossime Politiche e poi l’anno dopo per le regionali. Quindi potrebbe toccare a Romeo pagare il prezzo più alto.
Tutto questo è il risultato anche di una caldissima estate leghista che ha visto la coppia formata da Romeo e dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana provare a cambiare gli equilibri interni al partito, di fatto chiedendo a Salvini un passo indietro dalla guida. Iniziative pubbliche (partecipatissime), interviste, un libro (per Romeo, dal titolo Fare la Lega), e al contempo il dialogo costante con Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti. I quali alla fine, però, non si sono mai esposti pubblicamente, lasciando i due da soli.
L’assalto metaforico al quartier generale di via Bellerio è dunque fallito, anche perché a quel punto è arrivata la mossa a sorpresa di Salvini, dal palco di Pontida: indire il congresso straordinario, con gli stessi delegati di quello dello scorso anno a Firenze. Il risultato dunque sarebbe già scritto.
“Io mi sono candidato per unire per portare delle istanze che rischiavano di essere tagliate fuori, io ho una fortuna: sono libero. Finisco qui la mia esperienza politica, ho avuto tutto dalla vita, anche tante batoste. Ho 58 anni, una famiglia meravigliosa, esperienze lavorative di spessore, da figlio di casalinga e falegname sono arrivato a fare il ministro quindi il mio è un supporto a Salvini per portare delle istanze che altrimenti lasciamo sotto il tappeto”.
Lo afferma il senatore della Lega, Massimo Garavaglia, a Omnibus su La7, parlando del congresso della Lega dove si è candidato. “La Lega – prosegue – non è un partito di estrema destra. Bossi ha creato dal niente questo straordinario movimento aperto a tutte le anime politiche, va bene tutto perchè quello che unisce il nostro movimento è l’idea federalista di Bossi.
Dovremmo poi avere più attenzione alle istanze dei giovani per i diritti, dovremmo ascoltarli di più. Siamo poi liberali in economia nel senso che dovendo scegliere tra la linea economica di Borghi e Giorgetti, tutta la vita Giorgetti.
(da agenzie)
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