Settembre 27th, 2026 Riccardo Fucile
AVREBBE COMPIUTO 90 ANNI… TRA SOCIAL E GADGET LA SUA PRESENZA VA OLTRE LA DIMESIONE BIOLOGICA
Di solito non si festeggia il compleanno di un morto. Ma per i 90 anni di B. la vita pubblica di
questo paese dalla trepida fantasia, battistrada di ogni stranezza celebrativa, fa più di un’eccezione; qualcosa di inedito che forza e dilata i tempi inaugurando particolari forme di eternizzazione. La faccenda è impegnativa, ma forse proprio per questo nel caso specifico almeno un po’ si giustifica.
Così egli sarà presente in spirito al banchetto organizzato dai Berlusconidi nel luogo più fiabesco della memoria, villa La Certosa, che evidentemente non è stata ancora venduta agli emiri. Poi sarà a Napoli, città del cuore, per la festa pop di Martusciello–Gasparri, con torta trash a immagine del Cavaliere che spolvera la sedia su cui era seduto Travaglio, momento televisivo di perfetta magia, “oh, come ci stiamo divertendo!” confidò durante una pausa pubblicitaria all’incredulo Santoro.
È appena avvenuta d’altra parte l’effettiva dedicazione dell’aeroporto di Malpensa, per cui d’ora in poi il nome di Silvio Berlusconi rivivrà negli orari e negli spostamenti di centinaia di migliaia di viaggiatori; ma fin qui, con tutto che una bella fetta d’Italia disapprova, siamo ai limiti dell’ordinaria commemorazione.
È pur vero che i defunti esercitano uno speciale potere sui vivi. Ma per cogliere quello specialissimo di B. tocca sfondare le mura del perbenismo schizzinoso e inoltrarsi nel mare magnum dei social. Qui soprattutto, nei porti meno raccomandabili, si viene a contatto con il prolungamento del carisma berlusconiano oltre il tempo, lo spazio, le relazioni e i contenuti, invero abbastanza esili, della sua politica. Qui sull’impervio Instagram o nei meandri di Tik-tok il personaggio ti si presenta in spudorata e iper-visibile purezza come se non fosse mai morto, del tutto integro nel corpo, nella voce, nei sorrisoni ammiccanti e nelle occhiate per lo più malandrine, circonfuso nel suo più riposto potere.
Più simile in realtà a un vincolo di tipo ludico-devozionale, tale inafferrabile dominio continua a vivere sotto forma di scritte sui muri (“Berlusca per sempre”), tatuaggi rivendicati come “indelebili sulla pelle e sul cuore”, caption idolatriche, statue monumentali che non esistono, video AI che raffigurano il Cavaliere sulla neve e in costume da bagno, canzoncine e canzoni francesi, ma anche brani epici e musiche sacre.
Sia pure dall’Aldilà, vestito di bianco e non di rado dotato di ali e/o contornato da angeli fin troppo sessualizzati, si affaccia da quelle nuvolette che proprio lui introdusse nell’iconografia politica per giudicare e spesso deprecare l’attualità. Varie figure note, da Francesca Pascale a Giuseppe Cruciani fino a Toni Capuozzo lo evocano per rivolgergli quelle che assomigliano a vere e proprie preghiere.
Con piena coscienza del rischio che comporta l’analogia, forse solo nel caso di Mussolini si è riscontrata in Italia una tale vitalità d’immaginario fideistico post-mortem; ma come si comprende nella testimonianza resa a Paola Zanca dal “Regista di Berlusconi”, Roberto Gasparotti (PaperFIRST), in questo caso è l’enorme lavoro e soprattutto la tecnologia delle visioni a distanza ad aver generato una presenza che scavalca la dimensione biologica per fissarsi nello sguardo, nei cervelli e dunque nel futuro prossimo degli italiani.
Sono questioni complicate da spiegare, ma l’analisi più convincente, peraltro eseguita con B. ancora in vita, ha portato uno studioso come Vincenzo Susca a teorizzare una “trascendenza immanente”, ovvero un “materialismo mistico” che vieppiù consacra il permanere del berlusconismo in questa dimensione che non appartiene solo al sentimento della nostalgia o al mondo dei fantasmi.
Nella bolgia social, forse proprio perché irta di scemenze e volgarità, la chiave di volta dell’eternizzazione fa leva su Eros, come qui si definirebbe l’anatomia femminile cui invece migliaia di fedeli fanno abituale riferimento lessicale, portando Silvione a esaltarla per ogni dove, addirittura sulle cartine dei Baci Perugina. Altrimenti la sopravvivenza è garantita — anche di questo da lassù sarebbe contento — dai consumi di prodotti in suo nome come magliette, felpe (c’è un modello a zip che riproduce il volto), cover di telefonini, linea di orologi, amuleti in forma di santino contro i comunisti e le tasse.
Ultimissimo gadget, una calamita che si appiccica sull’automobile e che quando si apre lo sportello proietta sull’asfalto l’icona di B. che fa il dito medio — e ancora una volta questa è l’Italia, dove festeggiare il compleanno di un morto dipende in fondo dal morto stesso, e poi ciao ciao, arrivederci e grazie.
(da Repubblica)
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Settembre 27th, 2026 Riccardo Fucile
L’INIZIATIVA ERA SOSTENUTA DALLA DESTRA CONSERVATRICE PUTINIANA ELVETICA E PUNTAVA A IMPORRE UN CONCETTO DI NEUTRALITÀ “PERMANENTE E ARMATA”M IN OPPOSIZIONE ALL’ATTUALE POLITICA DI “NEUTRALITÀ FLESSIBILE”, CHE ATTRIBUISCE UN MARGINE DI MANOVRA AL CONSIGLIO FEDERALE, SOPRATTUTTO NELL’ADOZIONE DI SANZIONI CONTRO STATI BELLIGERANTI, COME NEL CASO DELLA RUSSIA
Gli elettori della Svizzera hanno respinto la proposta di iscrivere nella Costituzione un principio di neutralita’ piu’ rigoroso. E’ quanto emerge dallo scrutinio parziale della votazione avvenuta oggi. I “No” prevalgono con oltre il 68 per cento sui “Si'”, poco sopra il 31 per cento.
L’iniziativa, volta ad adottare una prassi piu’ restrittiva in materia di neutralita’, era sostenuta dall’Unione democratica di centro (Udc), partito della destra conservatrice elvetica. Lo scopo era quello di iscrivere nella Costituzione un concetto di neutralita’ “permanente e armata” in opposizione all’attuale politica di neutralita’ flessibile, che attribuisce un margine di manovra al Consiglio federale, soprattutto nell’adozione di sanzioni contro Stati belligeranti.
Berna, infatti, si e’ allineata alle sanzioni dell’Unione europea contro la Russia dopo la sua invasione dell’Ucraina a partire dal 2022. L’iniziativa sulla neutralita’ e’ stata bocciata anche nel Canton Ticino, a maggioranza italofona, ma qui i “No” hanno prevalso di stretta misura, con il 51,75 per cento. Il Ticino e’ il cantone in cui l’iniziativa lanciata da Pro Svizzera e da esponenti dell’Udc, tra cui l’ex leader Christoph Blocher, ha ottenuto il maggior sostegno.
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2026 Riccardo Fucile
IL BALLO IN STRADA CON I PASSANTI SULLE NOTE DI “SARÀ PERCHÉ TI AMO” DEI RICCHI E POVERI
In Vespa per le strade di Roma, poi a ballare con i passanti curiosi a Trastevere sulle note di
“Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri. Péter Magyar, il nuovo premier ungherese che ha sconfitto Viktor Orbán dopo sedici anni di governo, si è concesso qualche ora decisamente più informale nella Capitale dopo gli incontri istituzionali in Vaticano che lo hanno impegnato la mattina del 24 settembre.
Il video del premier che balla è diventato virale sui social: prima le immagini di Magyar che gira in Vespa con il figlio, poi quelle a Trastevere, che hanno fatto il giro del web.
Péter Magyar era arrivato a Roma per una visita ufficiale in Vaticano. Il 24 settembre, infatti, è stato ricevuto in udienza privata da Papa Leone XIV nel Palazzo Apostolico, per poi incontrare monsignor Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati.
(da Fanpage)
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Settembre 27th, 2026 Riccardo Fucile
IL GIORNALISTA RAI INCREDULO: “MA CHE STANNO FISCHIANDO? IGNOBILI”… ALTRO CHE TETTO DEL 30% PER GLI STUDENTI STRANIERI, QUA CI VOGLIONO CAMPI DI RIEDUCAZIONE PER LA FECCIA ITALIANA
«Purtroppo, come spesso capitato, fischi ignobili contro l’inno del Belgio». È il commento a caldo di Alberto Rimedio subito dopo l’esecuzione dell’inno degli avversari della Nazionale italiana in Nations League. Una bordata di fischi che lo stesso giornalista di Rai Sport non ha saputo spiegarsi mentre avvenivano.
Quando ormai erano partite le note della Brabançonne allo stadio Olimpico di Roma, lo stesso Rimedio si è fatto scappare a microfono aperto: «Ma che stanno fischiando?».
Una domanda al compagno di banco Lele Adani, che in quest’occasione ha risparmiato il pubblico da un suo commento.
Certo non sono mancati anche tifosi azzurri che hanno deciso invece di alzarsi durante l’inno degli avversari, applaudendo nel tentativo anche di sovrastare gli inspiegabili fischi.
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2026 Riccardo Fucile
SECONDO REUTERS, KIRILL DMITRIEV, IL RAPPRESENTANTE SPECIALE DI PUTIN PER GLI INVESTIMENTI, STA ORGANIZZANDO PER IL 2027 UN INCONTRO CON I LEADER DELL’AFD
Kirill Dmitriev, rappresentante speciale di Putin per gli investimenti, ha più volte auspicato il
ripristino della partnership energetica tra Russia e Germania, interrotta con l’invasione dell’Ucraina e il cui rilancio è tra i cavalli di battaglia del partito.
Ieri, nel quarto anniversario dell’attacco ai gasdotti Nord Stream, Dmitriev ha applaudito un post su X del co-leader dell’Afd Tino Chrupalla, che ha chiesto un’indagine internazionale sull’attentato, la riparazione delle condotte danneggiate e il ripristino delle forniture. «Tutto vero. Insieme riapriremo il Nord Stream.
L’Afd è la voce del popolo tedesco che lotta per la sovranità energetica della Germania, la prosperità, la pace e la cooperazione», ha scritto Dmitriev.
Il sabotaggio del gasdotto è ancora al centro di un’indagine tedesca. Secondo gli inquirenti, i responsabili sarebbero un gruppo che ha agito per conto di entità statali ucraine con l’obiettivo di privare la Russia delle entrate derivanti dalle forniture di gas per finanziare la guerra.
Kiev ha invece negato il proprio coinvolgimento. Il governo tedesco si oppone a un ritorno al gas russo, in quanto incompatibile con il sostegno all’Ucraina e con la strategia di diversificazione energetica adottata dopo l’invasione.
L’Afd, che resta all’opposizione ma è in crescita nei sondaggi, considera invece la ripresa delle forniture russe una misura pragmatica per rilanciare l’industria “made in Germany” e ha più volte sostenuto la riapertura di un dialogo con Mosca.
A conferma del crescente avvicinamento tra Mosca e l’Afd, fonti citate da Reuters riferiscono che per il prossimo anno è in preparazione un incontro tra Dmitriev e i leader del partito, dedicato alla possibile ripresa delle forniture di gas russo alla Germania.
(da Repubblica)
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Settembre 27th, 2026 Riccardo Fucile
A LANCIARE L’ALLARME È CONFESERCENTI, CHE HA ELABORATO I DATI DELLE CAMERE DI COMMERCIO: A SCOMPARIRE NON SONO SOLTANTO I “BAR MARIO” O I “BAR DELLO SPORT” DI PROVINCIA, MA ANCHE QUELLI SOTTO CASA NEI QUARTIERI DELLE GRANDI CITTÀ. COSI’ VENGONO MENO LUOGHI DI INCONTRO E SOCIALIZZAZIONE
Non solo negozi: la desertificazione commerciale travolge anche i bar. Tra il 2019 e il 2025 il comparto ha perso oltre 24mila imprese, circa 11 al giorno. E a scomparire non sono soltanto i ‘Bar Mario’ o i ‘Bar dello sport’ di provincia, ma anche i bar sotto casa nei quartieri delle grandi città: con loro vengono meno luoghi di incontro e socializzazione che fanno parte della vita quotidiana delle comunità.
A lanciare l’allarme è Confesercenti, che ha elaborato i dati delle Camere di commercio per fotografare lo stato di salute di una delle attività di prossimità più riconoscibili e amate d’Italia.
L’impatto negativo della ritirata di bar non è solo sociale, ma è anche economico: secondo le stime di Confesercenti, la riduzione si traduce in un impoverimento dei territori di oltre 7,2 miliardi di euro in sei anni, tra minori consumi, occupazione e gettito fiscale.
Nel 2019 le imprese nel servizio bar erano 169.839; nel 2025 sono 145.766, il 14,2% in meno. Il calo interessa tutte le regioni, ma procede a velocità diverse. Nel Centro la riduzione è particolarmente marcata: 7.323 bar in meno, oltre un quinto rispetto al 2019 (−20,8%).
Seguono il Nord-est, con una flessione del 16,3%, e il Nord-ovest, con il 16,1%. Il calo è più contenuto nel Sud (−6,7%) e nelle Isole (−6,5%), ma anche in queste aree il saldo è negativo. In valore assoluto è la Lombardia a registrare la perdita maggiore, con 4.957 bar in meno. Seguono il Lazio (−4.405), il Veneto (−2.806), l’Emilia-Romagna (−1.916) e il Piemonte (−1.915).
Guardando invece alla variazione percentuale, la contrazione più forte si registra nelle Marche, dove i bar diminuiscono del 25%. Nel Lazio il calo è del 23,9%, in Valle d’Aosta del 22,2% e in Veneto del 20,1%. Sul piano delle Città, un dato su tutti: Roma perde 2.827 bar, più del 30%, uno dei cali più alti in Italia. Una vera e propria emorragia che neanche i flussi turistici da record della Capitale sono riusciti ad arrestare.
“La desertificazione commerciale sta cambiando la vita quotidiana delle nostre comunità”, dichiara Nico Gronchi, presidente di Confesercenti.
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2026 Riccardo Fucile
LA REPLICA DELL’ANM: “IL VICEPREMIER È CONTRO LO STATO DI DIRITTO”. E ANCHE LE CAMERE PENALI CRITICANO LA SPARATA DEL SEGRETARIO DI FORZA ITALIA: “PAROLE SBAGLIATE E PERICOLOSE” – RICCARDO MAGI DI +EUROPA: “TAJANI RISPOLVERA IL LESSICO DELLE BR. ALTRO CHE DESTRA MODERATA”
La devianza difficile da arginare? La crisi sulla sicurezza? Colpa dei magistrati buonisti. E il
putiferio è servito. «Lo so che ci sono le carceri riempite», è la premessa del vicepremier Antonio Tajani, per intendere le celle sovraffollate al 160%, in spregio di norme e diritti inviolabili.
«Ma troppi arrestati in flagranza vengono subito rimessi in libertà da giudici perdonisti. Questo crea allarme sociale e demotiva polizia e carabinieri». Insomma: «Alcune toghe devono mettersi la mano sulla coscienza. Colpirne uno per educarne cento», sentenzia. È la giustizia vista dal leader azzurro.
«Tajani contro lo Stato di diritto», reagisce l’Anm. Parole «sbagliate e pericolose» anche per le Camere Penali. E stoccate dall’opposizione. «Il vicepremier rispolvera il lessico delle Br. Altro che destra moderata», infilza Magi da +Europa. Frasi «demagogiche e populiste» anche per la dem Serracchiani.
Tutto nasce dal contraddittorio con alcuni cittadini. Una donna interrompe l’intervento di Tajani al Villaggio della legalità di ieri a Roma. «Vogliamo più sicurezza», l’sos riguarda le borgate. Il ministro sospira, srotola la sua ricetta: «Serve più rigidità da parte della magistratura. Se c’è un arrestato, ad esempio a tarda sera, le forze dell’ordine restano anche tutta la notte a verbalizzare. La mattina dopo, il magistrato lo rimette in libertà e loro, dopo aver fatto 24 ore ininterrottamente, si vedono quello che gli sorride in faccia, e lo ritrovano che spaccia».
Tajani alza le mani: «Non è che decidiamo noi su quello che fa la magistratura. Ma dico ai giudici: dobbiamo anche dare segnali». Insomma: «colpirne uno per educarne cento».
«Esterrefatti» si dicono i magistrati, nella nota della giunta Anm. Perché «le parole del vicepremier danno spazio a una logica contraria a ogni Stato di diritto. I magistrati devono semplicemente applicare la legge. La sicurezza non si garantisce scaricandone la responsabilità sulla magistratura. La giustizia non è strumento di intimidazione».
E dice no anche l’avvocatura. «È sbagliato e pericoloso per la democrazia immaginare di poter chiedere al giudice provvedimenti esemplari anziché l’applicazione della legge – mette in chiaro Francesco Petrelli, a nome dei penalisti italiani – Il giudice è sottoposto solo alla legge, e non può piegarla a finalità politiche e a logiche simboliche e securitarie». Non nasconde il disagio
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2026 Riccardo Fucile
IL CAPITALISMO RESTA SEMPRE IL SISTEMA ECONOMICO PREFERITO DEGLI AMERICANI, CON UN INDICE DI APPROVAZIONE DEL 55%, MA I RISULTATI DEL SONDAGGIO RAPPRESENTANO UN SEGNALE DI ALLARME PER TRUMP
Il socialismo è sempre più popolare negli Usa con il 43% degli interpellati di un sondaggio Gallup a cui piace il movimento a cui fa capo il sindaco di New York, Zohran Mamdani.
Il capitalismo resta sempre il sistema economico preferito degli americani, con un indice di approvazione del 55%, ma i risultati del sondaggio dovrebbero costituire un segnale di allarme per i candidati del partito del presidente Donald Trump che considera i socialisti democratici alla Mamdani la “peggiore minaccia” per gli Stati Uniti.
Secondo la Gallup l’approvazione di idee e proposte socialiste è aumentata dal 39 al 43% dallo scorso anno quando Mamdani è stato eletto sindaco di New York. La crescita dei consensi si è registrata quasi interamente tra gli elettori indipendenti: un gruppo dove i simpatizzanti del socialismo è cresciuto dell’8%.
(da agenzie)
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Settembre 27th, 2026 Riccardo Fucile
L’EX PARA’ GESTISCE PERSONALMENTE I SUOI ACCOUNT, CHE CONTANO OLTRE UN MILIONE DI FOLLOWER, AIUTATO DA GIULIO BATTAGLINI, ASSISTENTE DELL’EUROPARLAMENTARE – PER SUA SCELTA IL LEADER DI FUTURO NAZIONALE NON VUOLE DIRETTE STREAMING AI COMIZI – IL RUOLO DELL’ACCOUNT “ROBERTUS VANNACCIUS”, CHE CONDIVIDE CONTENUTI FILORUSSI
«Se arriviamo al 7 per cento in Calabria abbiamo raggiunto il risultato che ci siamo prefissati».
Così Massimiliano Simoni, coordinatore di Futuro nazionale, parlando con Domani ridimensiona le parole di Roberto Vannacci di qualche giorno fa. «Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia, possiamo arrivare al 90 per cento», aveva detto l’ex generale, riferendosi al trionfo di AfD in Germania.
I risultati saranno un banco di prova per Fn, che ha candidato l’ex forzista Domenico Giannetta. Simoni si aspetta «di consolidare i sondaggi in Calabria, perché significherebbe essere almeno al 10 a livello nazionale, visto l’elettorato radicato (di Forza Italia, ndr) a Reggio, difficile da scardinare. E sarà l’occasione per certificare il nostro simbolo e il nostro nome».
«Una piazza così piena di giovani – anche sedicenni, che non possono ancora votare – non l’ho mai vista in tanti anni di attività politica», puntualizza il coordinatore, che non vede sproporzioni né di genere, né di residenza nella base elettorale: «Siamo un partito ben radicato in tutto lo stivale».
A certificare che Vannacci attira persone di tutte le età, anche i risultati dell’indagine Ipsos, che non conferma però la trasversalità di genere – c’è una marcata prevalenza maschile – né territoriale: la presenza di Fn è maggiore nei piccoli e medi comuni del Centro-Nord, mentre più contenuta al Sud.
La distanza tra i metodi tradizionali di raccolta di adesioni e consenso, come le sezioni di partito – «oggi anacronistiche», per dirla con Simoni – e quelli adottati da Fn si traduce anche nella mancanza di dirette streaming ai comizi.
È poi difficile vedere organizzazioni anche dentro scuole e atenei, come succede ad esempio con collettivi, liste o giovanili dei partiti tradizionali. A chiarirlo a Domani sono studenti di entrambi gli schieramenti, che raccontano di non incontrare gruppi di elettori di Vannacci nei loro spazi. «Sono principalmente casi isolati», sintetizza Simone Montori, coordinatore nel Lazio della Rete degli studenti medi.
«La strutturazione ufficiale della giovanile non è ancora stata definita. È stato individuato solo il responsabile nazionale e, non avendo io un titolo ufficiale, non mi sento autorizzato a parlare», risponde Leonardo Pozzi, giovane attivista romano, nato nel 2004, vicino al Comitato di Fn Roma 061, molto attivo sui social.
Che il consenso di Vannacci parta online per concretizzarsi, solo successivamente, nella realtà lo conferma anche Federico Taddei, dottorando all’Università Statale di Milano in Scienze politiche e autore di diverse analisi sulle reti digitali della destra radicale: «L’estrema destra sta cambiando la comunicazione dal 2019 o 2020. Dato che è più difficile costruire consenso alla “vecchia maniera”, i social diventano lo strumento per raggiungere i ragazzi».
Tra i follower delle pagine del generale, del suo partito e della galassia di account vicini a Fn, prosegue il ricercatore, «ci sono soprattutto maschi tra i 18 e i 35 anni, gli stessi che poi si presentano in piazza. Nella maggior parte dei casi non hanno avuto un’esperienza partitica».
Le pagine social di Futuro nazionale e di Futuro nazionale giovani sono cresciute in poco tempo, fino a raggiungere, a oggi, rispettivamente 230mila e 70mila follower. Ma non sono le uniche: oltre a quella di Roberto Vannacci che tutto traina, con oltre un milione di follower, ci sono anche “team Vannacci” e le pagine dei comitati territoriali.
Vannacci gestisce i suoi profili personalmente, con alcuni collaboratori che lo aiutano nel montaggio video o nella preparazione dei contenuti, sulla base delle sue indicazioni o proposte. La pagina ufficiale del partito e quella del leader sono seguite da Giulio Battaglini – «assistente locale» all’Europarlamento – ma, fanno sapere da Fn, non si occupa solo dei social. «In tutto», precisa Simoni, «a seguire la comunicazione social sono cinque o sei persone».
La pagina Instagram dei giovani invece è gestita dal responsabile nazionale del movimento giovanile, Adone Michelangelo Prunetti. Nata a marzo 2026,il 19 giugno è stata disattivata da Meta perché non rispettava gli «standard della community in materia di integrità dell’account».
Sono poi tornati: il 10 agosto si è registrato il picco. Con un post in collaborazione con Vannacci e la pagina ufficiale del partito, in un solo giorno, hanno guadagnato quasi 5mila follower. La linea sui contenuti arriva dall’alto: da Vannacci in persona e dal «coordinamento generale». […]
Non è dunque necessaria una struttura complessa. «È sufficiente un team molto ristretto, che però conosca bene questi mezzi: usare le parole chiave, capire come funziona l’algoritmo, cioè quali sono i contenuti e la musica più efficaci», spiega Taddei, che in base ai risultati delle sue ricerche esclude l’uso di bot come principale strumento di crescita del consenso sulle piattaforme.
«Ora ci sono altri stratagemmi: i gruppi di estrema destra condividono sui canali Telegram della cosiddetta alt-right (l’estrema destra statunitense, ndr), link e profili per ampliare il seguito e creare una base di follower senza nemmeno dover pagare».
(da “Domani” )
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