Destra di Popolo.net

LA VERITA’ E’ CHE PER TUTTO IL G7 A EVIAN, GIORGIA MELONI HA INSEGUITO TRUMP: VOLEVA PARLARE CON LUI E FARSI FOTOGRAFARE AL SUO FIANCO

Giugno 20th, 2026 Riccardo Fucile

“LA STAMPA” ROMPE IL FRONTE CONFORMISTA: “E’ COME SE LA PREMIER AVESSE L’ANSIA DI CONTROLLARE IL RACCONTO DEI SUOI SCAMBI CON TRUMP. NELLE IMMAGINI DEI CIRCUITI INTERNAZIONALI LA SI VEDE CERCARE IL TYCOON, RAGGIUNGERLO OVUNQUE, AFFIANCARSI A LUI, PARLARGLI CON FAMILIARITÀ. MELONI PERO’ NON PUÒ CONTROLLARE COSA VIENE REGISTRATO A SUA INSAPUTA DAI CANALI INTERNAZIONALI. COME QUANDO CON LE BRACCIA SUI FIANCHI, IN UNA POSA INQUIETA, COME STESSE SULLE SPINE, SI PIAZZA DAVANTI A TRUMP E A MERZ AD ATTENDERE IL SUO TURNO PER PARLARE IL TYCOON

La diplomazia ha i suoi codici e i suoi artifici: Donald Trump li infrange sistematicamente tutti. è interessante capire cosa c’è dietro l’immagine incriminata di Giorgia Meloni e Donald Trump seduti su un divanetto al termine del G7 di Evian, e perché il presidente americano ha detto quello che ha detto, e cioè che la premier lo ha «implorato» di fare una foto con lei, che se la voleva risparmiare ma che gli «ha fatto pena», a tal punto da aver ceduto.
Noi eravamo là, nella località turistica francese al confine con la Svizzera che si affaccia sul lago Lemano, e lungo i tre giorni del vertice abbiamo intuito, come anche altri colleghi, che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Le versioni fornite sui primi brevi scambi a margine tra Meloni e Trump, appena arrivati all’Hotel Royal, apparivano confuse e divergenti: «Hanno riso e scherzato», «No, si sono chiariti. Gli argomenti sono seri».
La premier sapeva che, da subito, l’attenzione si sarebbe concentrata sui suoi rapporti con il tycoon, su come sarebbe stato il primo contatto, e su come sarebbe apparsa lei. Più dura? Più accomodante? Ancora offesa? Pronta a ricucire dopo mesi di gelo? E sapeva che ogni sfumatura sarebbe stata usata contro di lei dall’opposizione che ancora la considera «troppo subalterna» a Trump.
Durante la conferenza stampa, al termine del G7, Meloni dirà di non riconoscersi nelle ricostruzioni giornalistiche. Sosterrà che non ci sono state «battute scherzose», come è stato scritto da tutti, né che «c’è stato bisogno di chiarimenti», che il rapporto con Trump «è immutato», e che le incomprensioni sul pontefice, sullo Stretto di Hormuz, sulla base militare di Sigonella non concessa all’esercito Usa, sono la conseguenza di «due caratteri forti» che «difendono» il proprio interesse
nazionale. Meno di 48 ore Trump smentirà queste dichiarazioni di Meloni, umiliandola pubblicamente.
Va detto che è la premier ad annunciare personalmente, sempre in quella conferenza, di aver avuto un incontro con il leader statunitense, poco prima, proprio al termine dei lavori. Subito dopo, sarà sempre la parte italiana a diffondere fotografie e video di Trump e Meloni sul divanetto. La richiesta era partita da Palazzo Chigi. Uno scambio di pochi secondi, in cui si vede la premier sorridere insistentemente, l’americano dire qualcosa, poi alzarsi, stringere la mano di lei e andare via.
Una situazione quasi identica a quella dell’anno scorso, al G7 in Canada: stessa strategia, stessa foto tra i due, in disparte, fornita dallo staff italiano, lei che parla e lui che ascolta. In un clima diverso: di amicizia e fiducia, prima dello strappo dei mesi scorsi.
Per tutte le quasi 72 ore di G7 filtra una certa agitazione nella cerchia di Meloni: come se la premier avesse l’ansia di controllare il racconto dei suoi scambi con Trump. Nelle immagini dei circuiti internazionali la si vede spesso cercare il tycoon, raggiungerlo ovunque sia, affiancarsi a lui, parlargli con una spigliata familiarità, modi che faranno anche discutere i media in Giappone perché paragonati a quelli invece descritti come più remissivi della premier Sanae Takaichi.
Ma così come possono esaltare un momento di confidenza, le immagini possono anche essere traditrici. E Meloni non può certo controllare cosa viene registrato a sua insaputa dai canali internazionali. Come quando con le braccia sui fianchi, in una posa inquieta, come stesse sulle spine, si piazza davanti a Trump e al cancelliere Friedrich Merz ad attendere il suo turno per parlare il tycoon.
O, poco dopo, quando il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa scherzando chiede: «Siete ancora amici?», lei risponde: «Siamo sempre stati amici» e con una risata piena di complicità accoglie quella battuta maliziosa di Trump: «Mi hai abbandonato». Battuta che ora assume tutt’altro significato, dopo la rottura definitiva, e rivela quello che ieri ha detto il magnate repubblicano: «Era una mia
fan, non lo è più». È la maniera di intendere i rapporti di fedeltà del leader Usa. Chi indossa il cappellino Maga, chi ha sposato la dottrina del Make America Great Again, come Meloni, è considerato un seguace, non un alleato.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

DALLE PAROLE SI PASSA AI FATTI: LA TENSIONE TRA TRUMP E MELONI RICADE SUGLI AFFARI. E’ STATO CANCELLATO IL BUSINESS FORUM FRA ITALIA E STATI UNITI, PREVISTO LUNEDI’ A MIAMI, A CUI AVREBBERO DOVUTO PARTECIPARE INVESTITORI E AZIENDE ITALIANE E USA, E CON LA PRESENZA DEL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO

Giugno 20th, 2026 Riccardo Fucile

UN EVENTO SU CUI LA NOSTRA DIPLOMAZIA AVEVA INVESTITO PARECCHIO, ORA SALTA DEFINITIVAMENTE DOPO CHE IL MINISTRO TAJANI HA ANNULLATO LA SUA PARTECIPAZIONE

Questa volta le conseguenze sono evidenti, destabilizzanti sull’asse delle relazioni bilaterali fra Stati Uniti e Italia. L’attacco di Trump a Meloni – rilasciato in una telefonata con l’inviato de La7 a Washington – e la replica della premier italiana si riverberano su Miami dove lunedì avrebbe dovuto svolgersi il Business Forum fra Italia e Stati Uniti alla presenza di investitori e aziende italiane e Usa, e con la presenza del segretario di Stato Marco Rubio.
Un evento su cui la nostra diplomazia aveva investito parecchio e che già una volta era saltato a causa dello spostamento a metà maggio del viaggio del presidente Usa in Cina. Ora la parola è: «Cancellato». Lo ha fatto sapere la Farnesina dopo che il ministro Antonio Tajani qualche ora prima aveva annullato la sua missione.
Al Dipartimento di Stato le bocche sono cucite, si è lavorato con la controparte italiana per trovare una via d’uscita. Ore di confronti e telefonate fra diplomatici italiani e gli americani. L’assenza di Tajani – che offriva la cornice politica
all’evento – toglieva senso alla presenza di Rubio e a una conferenza stampa in programma che avrebbe elevato ulteriormente il livello del summit.
Ma fuori dei contorni ufficiali, a Washington più di un funzionario esprime riserve su certi atteggiamenti di Trump. Nessuno entra nel merito sulle esternazioni anti-Meloni e nemmeno si parla del suo ribadire alla Nbc in un’altra telefonata di «non essere interessato ad avere lei (Meloni, ndr) come fan perché lei non c’era, insieme al gruppo Nato, perché non era lì a confrontarsi con lo Stretto di Hormuz».
Sono le modalità, ovvero quell’andare a ruota libera a spiazzare. «Sono cose che non ci piacciono, che mettono in difficoltà», fa sapere un diplomatico Usa. […] Quando Trump attaccò per la prima volta Meloni – sull’onda delle critiche della premier nei confronti del leader Usa per le parole espresse contro il Papa definite «inaccettabili» – la diplomazia italiana passò giornate difficili, ma nessuno, nemmeno sul fronte Usa, aveva osato parlare di relazioni bilaterali intaccate. I progetti di cooperazione su tutta una serie di temi sono proseguiti senza sosta.
Alcuni diplomatici europei a Washington, già avvezzi a reagire alle esternazioni di Trump contro i loro capi di governo, avevano assunto una posizione attendista. «Un conto sono le parole, un altro le azioni e le politiche».
La Casa Bianca non ha commentato la reazione di Meloni e piuttosto Trump ha rinfocolato le critiche parlando alla Nbc. Il presidente Usa si è legato al dito il no italiano all’uso per i bombardieri americani coinvolti in Iran della base di Sigonella avvenuto a fine marzo.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

FRANCO CARDINI: “MELONI E’ STATA TROPPO FILO-AMERICANA. DOVREBBE GUARDARE A CINA E BRICS”

Giugno 20th, 2026 Riccardo Fucile

LO STORICO: “IL RAPPORTO CON TRUMP SI E’ RIVELTATA UNA TRAPPOLA, E NEMMENO GLI ELETTORI DI FDI SONO COSI’ TANTO ATLANTISTI”

La premessa è doverosa: “Con Trump ormai tutto è possibile, mi sembra un pazzo a fare una dichiarazione del genere”. Ma Franco Cardini, storico tra i più ascoltati a destra, non ignora il significato politico del durissimo scontro tra la Casa Bianca e Giorgia Meloni: “La presidente del Consiglio in passato ha tenuto un comportamento fin troppo atlantista, ora dovrebbe approfittare di questa rottura”.
Professor Cardini, pare di capire che lei non sia disperato per le bizze americane.
Ovviamente gli americani non vanno dimenticati, perché ci saranno gli Stati Uniti anche dopo Trump, il quale mi sembra già in declino, ma Meloni dovrebbe imparare a guardare anche altrove, soprattutto a ciò che sta a Est dell’Europa. Finora si è dimenticata della Cina e di tutto il mondo Brics, e lo stesso ha imposto al suo partito. Magari ora riuscisse a riallacciarsi a una tradizione sì europeista, ma non così atlantista, almeno nel senso di un patto tra diseguali come è stato finora.
La premier si è illusa di poter coltivare un buon rapporto con l’imprevedibile Trump?
Volendo fare un gioco di parole, i primi anni al governo Meloni ha visto Trump come un trampolino, ma si è rivelato una grossa trappola. Non si va da nessuna parte se si accetta di essere Paesi vassalli, vale per noi come per il resto dell’Europa.
Meloni ha capito tardi che le conveniva riposizionarsi rispetto all’amato Trump?
Mi pare che negli ultimi tempi Meloni abbia tentato un riavvicinamento con l’Europa, almeno rispetto ai momenti di rottura soprattutto con Macron. Io credo che all’inizio del suo mandato si sia spinta un po’ troppo oltre nel suo atlantismo e a un certo punto abbia dovuto correggere la linea anche perché Giorgia è una persona intelligente e sa che nel suo partito, specialmente tra i più giovani, non c’è affatto questo sentimento così filo-americano e filo-israeliano, figurarsi quello filo-Netanyahu.
Gli attacchi di Trump le fanno male dal punto di vista del consenso, visto che il voto si avvicina?
Credo che Meloni sarà giudicata dagli italiani soprattutto sulla politica economica e su come saprà gestire la crisi da qui alle elezioni. Ha il problema di Vannacci, certo, ma credo che lo si stia ingigantendo. È normale che la destra si preoccupi, ma non lo vedo in grado di continuare per molto questa crescita. Dopodiché con Trump non
si sa mai: magari domani ci svegliamo e tornerà a dire che Meloni è bella e brava. Proprio per questo, però, l’Europa farebbe bene a crearsi una sua autonomia e non dipendere da Washington.
In che modo lo può fare?
Il disimpegno americano nella Nato è un’occasione, a patto che l’Europa non si faccia carico di portare avanti le vecchie politiche Usa senza gli Usa, perché allora saremmo da capo. Negli anni da militante ero circondato da chi diceva “fuori l’Italia dalla Nato e fuori la Nato dall’Italia”. Non siamo mai andati oltre le scritte sui muri, ma magari adesso capiremo che per l’Europa è il caso di aprirsi ad altri Paesi e ad altri mercati
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

IL PECCATO ORIGINALE

Giugno 20th, 2026 Riccardo Fucile

DOV’ERA MELONI QUANDO TRUMP RICEVEVA PUTIN CON TUTTI GLI ONORI DOPO AVER TRATTATO DA PEZZENTE ZELENSKY? E QUANDO INVADEVA IL VENEZUELA?

Ancora una volta, Donald Trump si offre al mondo per quello che è. Il bullo della Quinta Strada che prende a calci la ragione. Il palazzinaro megalomane al quale un’America incanaglita ha riaperto le porte della Casa Bianca, trasformata in uno sguaiato “trumpodromo” che fonde ring da wrestling e saloni da ballo. Lo Sceriffo di Washington che si sente a suo agio solo coi tiranni, mentre tratta gli amici da schiavetti o da reietti. Le parole con le quali ha liquidato Giorgia Meloni, al telefono con L’Aria che tira, si commentano da sole. Quand’anche fosse vero che la
presidente del Consiglio ha cercato in ogni modo di “fare una foto” con lui al G7, dopo il mezzo divorzio innescato dalle offese del Tycoon a Papa Leone, il tono sprezzante che ha usato lo qualifica una volta di più. Mai come in questa occasione, a “fare pena” non è lei, ma lui. La sua sfacciata diplomazia dell’insulto. Il suo machismo bugiardo e codardo che — mutuando la vecchia metafora di Robert Kagan — scarica sulla Venere europea la frustrazione del Marte americano per la beffa subita con l’Iran. Per quanto subalterna, non si può trattare così la premier di un Paese fondatore dell’Unione. E per quanto rituale, è sacrosanto lo sdegno col quale istituzioni e partiti hanno reagito allo sberleffo yankee.
Non c’è stato neanche il tempo di festeggiare la “pace di Evian”. Su Libero il direttore-biografo Sallusti aveva celebrato l’evento con la consueta sobrietà: “Giorgia-Donald, di nuovo amore”. Evidentemente il siparietto giocoso al vertice dei Sette Grandi sul Lago Lemano era puro illusionismo. L’ennesimo sketch del corrivo Trump-Show che va in onda da un anno e mezzo. “Siamo sempre stati amici…”, aveva cinguettato la Sciamana di fronte al suo ritrovato capo tribù. E adesso, invece, un altro affronto. La replica della Sorella d’Italia in video-social è corretta, tranne in un punto. Accusare Trump di essere arrogante con gli alleati e accomodante con “i nemici dell’Occidente” riflette una verità indiscutibile. Ma accorgersi solo ora di questa postura pazzotica e dispotica del Commander in Chief rivela un’ingenuità insopportabile.
Le domande sono sempre le stesse. Dov’era Meloni, quando The Donald riceveva Putin con tutti gli onori ad Anchorage, dopo aver trattato da pezzente Zelensky nello Studio Ovale? E quando annunciava l’anschluss della Groenlandia e invadeva il Venezuela, che lei considerava “operazione legittima”? Dov’era quando Jd Vance a Monaco difendeva la Russia e trattava i leader europei da “scrocconi” incapaci di difendere “i valori fondamentali”? E quando il presidente sbeffeggiava le Corti penali, sfasciava l’Onu e la Nato e tagliava gli armamenti per l’Ucraina? Dov’era quando copriva la criminale pulizia etnica di Netanyahu e si lanciava nella folle crociata contro gli Ayatollah, che lei commentava con un pilatesco “non condivido e non condanno”? Mentre l’Architetto del Kaos picconava l’ordine mondiale e
rottamava il canone occidentale, Tajani andava al Board of Peace col cappelluccio Maga in testa. E Meloni si atteggiava a Sciamana, candidando l’affarista di Mar-a-Lago al premio Nobel. Si sognava eroico “ponte” sull’Atlantico, senza vedere che dalla sponda europea nessuno la appoggiava, e dalla sponda americana nessuno la aspettava.
Per questo, ricordare all’ex Amico Amerikano «io e l’Italia non imploriamo mai» suona falso e anche un poco “fascio”. Una sparata velleitaria da regimetto tricolore — “credere obbedire combattere” — che non corrisponde alla realtà dei fatti. Con l’Impero a stelle e strisce, nell’era del kombinat militare-industriale-digitale e degli sbreghi al diritto internazionale, se non abbiamo implorato, ci siamo sempre genuflessi. Abbiamo ceduto a quello che Sergio Mattarella ha chiamato il “vassallaggio felice”, rinunciando a giocare la partita nella met campo dalla quale non saremmo mai dovuti uscire, cioè l’Europa. E invece proprio questo ha fatto la presidente del Consiglio: ha investito su Trump e ha scaricato l’Unione, che nel frattempo ha provato faticosamente ed esistere col format dei “volonterosi”. Ma anche da questo l’Underdog si è chiamata fuori: l’ultimo vertice in Montenegro, al quale ha preferito una sagra filatelica a Reggio Calabria, è un autodafé che grida vendetta.
Ora paghiamo il prezzo di tanta sottomissione. Nessuno chiedeva alla ex militante del Msi di rompere con gli Stati Uniti, opzione impensabile per qualunque governo. Ma di dissentire con dignitosa fermezza, questo sì. E adesso, incassata la giusta solidarietà per l’oltraggio subito ma persa miseramente la scommessa americana, Meloni dovrebbe riconoscere l’errore e dire agli italiani come vuole rimediare. Altro che riportare il Paese “al centro della scena internazionale”, come vaneggiano da quattro anni cantori di palazzo e cortigiani da tg. La Sciamana ha portato l’Italia nella “terra di nessuno”. Si può accontentare dell’abbraccio da telenovela con Macron, che lo lancia in rete sulle note di Albano e Romina.
Ma così non andrà lontano: se non basta la diplomazia delle pacche sulle spalle, figuriamoci se funziona quella dei baci perugina. La premier è naufragata nell’Oceano e isolata nel Continente. Continua a sproloquiare di “interesse
nazionale”, senza aver più un’idea di quale sia, al di là dei 7.400 militari italiani impegnati in 39 missioni dal Medioriente ai Balcani e i 34 mila soldati Usa dislocati sul nostro territorio. E adesso, tra tante divise sparse, arriva un generale che spara fuoco amico su Palazzo Chigi. Le scorribande a destra di Vannacci destabilizzano la coalizione proprio sul fronte più esposto della politica estera, cioè gli aiuti a Kiev e le spese per la difesa. Nell’Armata Branca-Meloni (copyright Dagospia), il bombing quotidiano dei “nazional-futuristi” del mondo al contrario sta facendo saltare i pochi punti fermi di questa legislatura: a fare la guardia al bidone Safe c’è rimasto solo il povero Crosetto, l’ultimo giapponese al quale Salvini e Giorgetti non hanno detto che la guerra è finita e che la Lega vuole solo burro e non cannoni. E ormai persino su questo la premier sceglie la tattica dell’opossum, fingendosi morta.Ma ora, che il problema sia Trump o sia Vannacci, proprio questo non le è più consentito. Il solito, ambiguo mimetismo, mascherato dalla postura muscolare di chi non sbaglia e non deve chiedere mai. Nella Prima Repubblica, c’erano statisti che cambiavano strategie e aprivano fasi nuove. Il preambolo o la solidarietà nazionale, il compromesso storico o l’alternativa democratica. Ogni svolta era preceduta da una riflessione autocritica sugli sbagli del passato e da una spiegazione pubblica sugli scenari del futuro. Oggi i trasformisti in tailleur e i populisti in orbace campano alla giornata, passando da un estremismo all’altro senza soluzione di continuità. Eppure, la parabola meloniana, dalle Tesi di Trieste del 2017 in poi, parla chiaro: una Sciamana è per sempre. Come dice quella vignetta di Stefano Disegni, dove una Giorgia stralunata grida: «Ahò, nun me potete chiede de rinnegà Trump, devo ancora finì de rinnegà Mussolini!».
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

LA DONNA CHE NON DOVEVA CHIEDERE MAI IMPARI A CHIEDE SCUSA

Giugno 20th, 2026 Riccardo Fucile

MELONI HA TRASCINATO L’ITALIA TRA L’IRRILEVANTE E IL RIDICOLO… LE ISTITUZIONI E L’OPPOSIZIONE NON DOVREBBERO SOLIDARIZZARE CON MELONI IN NIME DELLA DIGNITA’ NAZIONALE MA AL CONTRARIO CHIEDERLE CONTO DELLA CLAMOROSA UMILIAZIONE DELLA DIGNITA’ NAZIONALE

“La difesa della patria è sacro dovere del cittadino”. Di fronte alla plateale umiliazione inferta da Donald Trump alla loro Giorgia Meloni, i patrioti che governano il Paese hanno calpestato anche l’unico articolo della Costituzione in cui forse si riconoscono (ovviamente fraintendendolo). Perché hanno fatto l’esatto contrario, usando prontamente la patria come scudo per proteggere Meloni: e proprio nel momento in cui è stato clamorosamente evidente che, lungi dal fare l’Italia grande di nuovo, Meloni ci ha trascinati in una condizione che oscilla tra l’irrilevante e il ridicolo.
È stata la stessa presidente del Consiglio a dare il la, concludendo il suo patetico videomessaggio con maschie parole che ricalcano lo slogan ultrasessista di un noto dopobarba: “Io e l’Italia non imploriamo mai!”. “Io e l’Italia”: sullo stesso piano, da potenza a potenza, in un debordamento dell’ego che farebbe preoccupare se oggi non facesse soprattutto ridere. La cultura del capo, quel presidenzialismo cui Meloni aspirava attraverso il premierato e che ora spera di attuare facendosi eleggere al Quirinale nella prossima legislatura, prevede esattamente la torsione personalistica che abbiamo visto. Ma c’è presidente e presidente: e la differenza si vede in occasione delle sconfitte e delle crisi. La differenza tra chi si assume le proprie responsabilità, e chi si nasconde dietro i valori e gli interessi che avrebbe invece dovuto difendere.
Fino a qualche ora prima della grottesca telefonata di Trump all’Aria che tira (o tempora, o mores…), Meloni si è dichiarata amica del presidente americano, mettendola tutta sul personale: letteralmente sul carattere forte suo e dell’amico.
Giorgia ha voluto ancora una volta volare vicinissima al sole tossico di Donald: ma quando si è bruciata le ali ed è precipitata, non ha avuto il coraggio di sfracellarsi da sola, ma con un accesso di vigliaccheria tipico della tradizione politica da cui proviene, ha voluto trascinare con sé anche l’Italia.
Lo schema di Meloni è sempre questo: il successo è merito suo personale, del suo carattere; l’insuccesso riguarda tutto il Paese, anzi la Nazione: “Io e l’Italia non imploriamo mai!”. Si chiama privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite: e il copione stavolta prevede la patria come pungiball da offrire ai pugni del bullo che fino a ieri Meloni corteggiava, nella speranza di suscitare solidarietà nascondendosi dietro al tricolore violato
Le istituzioni e l’opposizione non dovrebbero solidarizzare con Meloni in nome della dignità nazionale: dovrebbero, al contrario, chiederle conto della clamorosa umiliazione della dignità nazionale. E il conto è lungo, e doloroso: non è stata l’Italia ad essere andata a Mar a Lago a reggere lo strascico a Trump volendo accreditarsi come la più fedele suddita europea, non è stata l’Italia a proporlo per il Nobel per la Pace, non è stata l’Italia a sposarne in toto l’ideologia razzista: è stata Giorgia Meloni, e per ragioni che non hanno a che fare con l’interesse nazionale, ma con l’interesse della sua fazione politica, e dell’internazionale nera della quale lei e Trump fanno parte. Non è stata l’Italia, ma la sua presidente del Consiglio ad aver detto (nel febbraio dell’anno scorso, alla convention della destra americana): “E so che con Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, non vedremo mai più il disastro che abbiamo seminato in Afghanistan quattro anni fa. Quindi sicurezza dei confini, sicurezza energetica, sicurezza economica, sicurezza alimentare, difesa e sicurezza nazionale, per un semplice motivo. Se non sei sicuro non sei libero. E quando la libertà è a rischio, l’unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge”. L’interesse dell’Italia non era lì: sarebbe stato investire sull’Europa e sul
multilateralismo mediterraneo; resistere, come ha fatto la Spagna, ai diktat americani sul riarmo che minano quel che resta dello Stato e della pace sociali; non farsi complice del genocidio di Gaza; non permettere al ricercato Netanyahu di sorvolare impunemente il nostro Paese; non ringraziare servilmente Israele che torturava i manifestanti della prima Flotilla; non sbavare sulla soglia del mostruoso e fallimentare Board of Peace…
L’Italia è stata trascinata in direzione opposta a quella indicata dalla sua Costituzione, perché la sua presidente del Consiglio potesse accreditarsi personalmente alla corte di Trump: l’umiliazione del Paese non sta nel misero e ridicolo fallimento di questa strategia personale, ma nella deriva politica e morale che essa ha comportato. Uno slogan di Fratelli d’Italia chiede il voto con queste parole: “Forte, autorevole, rispettata: è l’Italia. Per chi vuole che resti così”. Se avesse un po’ di decenza, oggi Meloni dovrebbe fare solo una cosa: chiedere scusa all’Italia. Anzi, implorarla.
(da Il Fattoquotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

MELONI RIMANE ISOLATA E ADESSO TEME RITORSIONI USA SU DAZI E SPESE MILITARI

Giugno 20th, 2026 Riccardo Fucile

E ORDINA DI DISERTARE LA FESTA DEL 4 LUGLIO ALL’AMBASCIATA USA: ADDIO HAMBURGER A VILLA TAVERNA

Giorgia Meloni viene avvertita nella notte, mentre al Palazzo Justus Lipsius di Bruxelles i leader europei si stanno scontrando sul prossimo mediatore tra Ucraina e Russia. Non si capacita, ma la telefonata tra Donald Trump e il corrispondente di La7 Daniele Compatangelo è registrata, anche se la Casa Bianca non vuole si diffondano comunicazioni del presidente coi giornalisti. Insomma, non è una boutade di una rete di opposizione – come per qualche ora prova a far credere qualche maggiorente meloniano – ma un attacco personale, una derisione.
La premier pensa che sia un’accusa anche a tutto il Paese. Quindi bisogna reagire subito. Si consulta con lo staff, con il suo fedelissimo Giovanbattista Fazzolari. La risposta è molto dura: Meloni non solo nega totalmente di aver “implorato” Trump e di avergli “chiesto una foto”, ma gli rinfaccia di non fare la faccia dura con gli altri “nemici dell’Occidente”, intendendo Vladimir Putin pur senza citarlo. È un ribaltamento, nonostante Trump sia lo stesso da dieci anni
Nell’entourage della premier non si spiegano l’attacco se non con motivi di politica interna americana: raccontano che il video del G7 di Evian in cui Meloni parla con Trump gesticolando in maniera perentoria e decisa sia girato molto nei gruppi social dei Repubblicani. Con un messaggio in bottiglia al presidente: comanda lei. Uno di questi è il gruppo “Republicans against Trump” ma anche diversi gruppi Maga. Da qui l’attacco diretto alla premier. C’è un altro video a cui però sembra riferirsi il presidente ed è quello sul divano dell’hotel Royal con Meloni che sorride e il presidente che sembra visibilmente irritato.
Di buon mattino, la risposta. Poi la telefonata con il ministro degli Esteri Antonio Tajani con cui decidono di annullare la visita istituzionale a Miami al Business Forum di lunedì. Non sarà richiamato l’ambasciatore, fanno sapere dalla Farnesina. Le telefonate di solidarietà sono tante: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ma anche i leader dei Paesi europei, da Pedro Sanchez con cui poco prima aveva litigato sui migranti al Consiglio Europeo al presidente francese Emmanuel Macron che vedrà in settimana prima al formato E5 a Berlino e poi ad
Eppure, per quanto Meloni possa provare ad aggrapparsi ai leader europei, l’attacco di Trump la costringe a una nuova inversione a “U”. A cambiare di nuovo strategia rispetto al G7 e al Consiglio Europeo quando era arrivata provando a ricucire con Trump e a criticare i formati ristretti per la pace in Ucraina col coinvolgimento degli Usa. Difficile ora tornare a salire su quel treno.
E sarà proprio il vertice Nato di Ankara del 7-8 luglio il primo appuntamento in cui Meloni e Trump si rivedranno. Il timore della presidente del Consiglio è quello che adesso si possano consumare ulteriori strappi. Ulteriori accuse e attacchi perché da Trump “ci si può aspettare di tutto”, sospira un ministro. Le minacce si sono già viste con altri leader europei: l’imposizione di nuovi dazi ma soprattutto una reazione dura alla decisione italiana di non aumentare le spese per la Difesa e di non aderire al meccanismo Purl. A Palazzo Chigi temono nuove ripercussioni e nuove ritorsioni. Anche la missione a Hormuz sembra subire una frenata in queste ore, per volontà dell’Iran.
Resta una conseguenza immediata: come prima reazione all’attacco di Trump dai vertici del governo sarebbe arrivato l’ordine di disertare l’annuale festa del 4 luglio
all’ambasciata americana. Non solo la premier, ma anche i ministri quest’anno faranno a meno di hamburger a villa Taverna.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

TELEMELONI COLPISCE ANCORA: LA FIGURACCIA DI “FILOROSSO” CHE HA DATO SPAZIO A UN PRESUNTO SUPERTESTIMONE PATACCA DI GARLASCO

Giugno 20th, 2026 Riccardo Fucile

L’UOMO È STATO INTERROGATO L’ANNO SCORSO DAI CARABINIERI, CHE LO HANNO BOLLATO COME UN MITOMANE IN CERCA DI ATTENZIONE (CHE HA TROVATO A “FILOROSSO”) – CON LE TESTIMONIANZE FARLOCCHE IL PROGRAMMA HA FATTO SPROFONDARE RAI3 AL 3.7%

Si chiama Massimo Mattiuz l’ennesimo “super testimone” di Garlasco che i mesi scorsi si era presentato dai carabinieri perché, a distanza di 19 anni, si era ricordato di aver visto la mattina del 13 agosto 2007, vicino alla casa dove è stata uccisa Chiara Poggi, una ragazza bionda in bicicletta.
Le sue parole qualche giorno fa sono state trasmesse, in forma anonima, dal programma tv “Filorosso” su RaiTre. Era invece il 27 maggio 2025 quando Massimo Mattiuz si era seduto davanti ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano per dire quello che sapeva. Per dire che quella ragazza in bici era Stefania Cappa. Ancora una volta nel mirino dei “super testimoni” ci sono le cugine di Chiara. E ancora una volta questi uomini dalla “memoria lunga” sono stati giudicati non attendibili.§
Valeria Mettica, l’avvocata di Stefania Cappa, a Fanpage.it ha rotto il silenzio e ha tenuto a precisare: “Il testimone di cui si è parlato lunedì sera a Filorosso è tutt’altro che ‘dimenticato’. La squadra omicidi di Moscova ha attentamente verificato il suo racconto e ha riscontrato che il Sig. Mattiuz è semplicemente un mitomane, speriamo l’ultimo cui sono consentiti i quindici minuti di popolarità di warholiana memoria in televisione. Parimenti warholiana sembra essere la suggestiva ripetizione seriale dell’artefatta immagine di Stefania Cappa in bicicletta, a beneficio del consumo di massa”.
Precisando inoltre che “i Carabinieri hanno scritto chiaramente nella annotazione di trasmissione delle SIT dello scorso aprile che il Sig. Mattiuz non risulta neppure essere a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007. Stupisce che i giornalisti, che pure sostengono di aver ‘spulciato’ gli atti, non se ne siano accorti, così fungendo da cassa di risonanza per notizie false e diffamatorie”.
Ma cosa aveva detto di preciso Massimo Mattiuz nella sua deposizione in caserma? Ecco la sua dichiarazione: “Ricordo che nell’agosto del 2007 avevamo una serata in programma al locale ‘Le Rotonde’ di Garlasco per il 15 agosto. Lavoravo nell’ambito degli eventi per discoteche.Io proprio per sistemare gli ultimi dettagli di quella serata, mi ero recato a Garlasco la mattina del 13 agosto perché avevo appuntamento alle 10 alle Rotonde con la proprietà. Quella mattina sono arrivato in anticipo (…) quindi mi sono fatto una passeggiata a piedi per il paese per prendermi il caffè e fumarmi una sigaretta”.
Poi entra nel dettaglio e spiega un particolare che ha visto quella mattina: “Durante la passeggiata ho percorso una strada che era caratterizzata da tante traverse con delle casette poste a sinistra rispetto al mio senso di marcia. Ad un certo punto da una di queste traverse è uscita una ragazza in bicicletta. Era vestita con una maglietta nera e un pantalone nero. Ci siamo guardati negli occhi e poi lei ha proseguito. Pedalava velocissima anche uscendo dalla traversa e girando a destra verso di me”.
Precisa inoltre di non ricordare se avesse qualcosa in mano. Ma a chi si riferiva? Lo ha detto poco dopo: “Il 16 agosto mentre mi trovavo in hotel a Rimini con la tv mandarono in onda le immagini delle due gemelle Cappa e io dissi ai presenti ‘quella lì è quella che ho incontrato quel giorno a Garlasco in bicicletta”. Massimo Mattiuz ha detto di aver riconosciuto Stefania Cappa. Ancora una volta lei al centro delle dichiarazioni dei “super testimoni”.
In conclusione, Massimo Mattiuz non era a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007. In trasmissione il “super testimone” ha ribadito di “ricordare bene quello che ha visto”, nonostante le conclusioni dei carabinieri. Aggiungendo anche che “sono stato anche minacciato per quello che ho detto e ho avuto paura”
Ora gli avvocati della famiglia Cappa hanno detto basta. Hanno ribadito che Stefania Cappa la mattina in cui è stata uccisa Chiara Poggi si trovava a casa a studiare per un esame universitario. Lo dimostrano anche i dati delle celle telefoniche dal momento che aveva ricevuto anche una chiamata. […]
L’avvocato di Stefania Cappa si mostra stupita, inoltre, dal fatto che né i giornalisti conduttori, né soprattutto l’avvocato Antonio De Rensis (avvocato di Alberto Stasi) ospite durante la puntata di Filorosso del 15 giugno, abbiano eccepito quantomeno l’inattendibilità di quanto dichiarato sia da Muschitta che dal Mattiuz.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

REGOLAMENTO RIMPATRI, ANCHE IN EUROPA AVREMO IL MODELLO TRUMPIANO DEI RAID DELL’ICE ANTI-MIGRANTI

Giugno 20th, 2026 Riccardo Fucile

L’INTESA SOTTOBANCO TRA POPOLARI ED ESTREMA DESTRA E’ UNA SCONCIA VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

Mercoledì è arrivato l’ok finale al Parlamento europeo, con 418 sì, 218 no e 30 astensioni, sul regolamento Rimpatri, che contiene le nuove norme dell’Ue per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi considerati irregolari. Ora il testo adesso dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio (tredici articoli, tra cui quello sugli hub per i rimpatri, sono già in vigore). Tra le novità c’è la possibilità di utilizzare hub di rimpatrio realizzati in Paesi terzi al di fuori dei confini dell’Ue.
Cosa dice il regolamento Rimpatri approvato dal Parlamento Ue: le nuove norme sull’immigrazione
Le norme approvate tra le altre cose prevedono il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio tra i paesi Ue e autorizzano la detenzione di un migrante in attesa di rimpatrio per un periodo che può arrivare a 24 mesi.
Inoltre le autorità nazionali potranno svolgere specifiche misure investigative per preparare o garantire l’effettivo rimpatrio, tra cui perquisizioni delle persone, delle abitazioni o di altri locali pertinenti, soggette ad autorizzazione giudiziaria o amministrativa, fino al sequestro di effetti personali e dispositivi elettronici
Sarà possibile poi trasferire i migranti destinatari di una decisione di rimpatrio (tranne i minori non accompagnati), verso i cosiddetti ‘centri di rimpatrio’ situati nel territorio di un Paese terzo che accetti di accoglierli, sulla base di un accordo siglato da uno Stato membro dell’Ue. Tali accordi potranno essere conclusi solo con Paesi terzi che rispettino i diritti umani, il diritto internazionale e il principio di non respingimento, si spiega. Ma eventuali carenze riscontrate in parti specifiche del territorio del Paese terzo in questione o rispetto a determinate categorie di persone, non impediranno comunque la conclusione di tali accordi. A condizione, si precisa, che sussistano garanzie sufficienti per assicurare il pieno rispetto dei diritti dei cittadini di paesi terzi interessati. Ma per l’eurodeputata di Avs Benedetta Scuderi questa precisazione sui diritti umani non è altro che una farsa: tutta l’impalcatura del regolamento comporta la piena adozione del modello trumpiano di gestione dell’immigrazione.
“Questo regolamento è stato definito Rimpatri, ma il suo vero nome è Deportazioni. Si innesta su un’impalcatura di immigrazione completamente diversa, e chiude il cerchio aperto con il Patto sulla migrazione e l’asilo e con la lista dei Paesi di origine sicuri, che annullano il diritto d’asilo. Con il regolamento Rimpatri una persona può essere spedita in un hub per il rimpatrio esterno all’Unione europea, senza che ci sia la garanzia dell’applicazione del diritto dell’Ue. Basta che ci siano degli accordi bilaterali tra il Paese membro e il Paese terzo. Un migrante può essere mandato all’interno di campi di detenzione in Paesi come l’Egitto, che ora ufficialmente è considerato ‘sicuro’, ma è uno Stato in cui ci sono gravissime violazioni dei diritti umani, come dimostrato anche dalla vicenda di Giulio Regeni e come confermato da risoluzioni dello stesso Parlamento europeo e da diversi report. Per questo parliamo di deportazione”, dice Scuderi, contattata da Fanpage.it.
“La clausola che stabilisce che le intese potranno essere strette solo con Paesi terzi che rispettino i diritti umani è una finzione: sappiamo già che i Paesi che stiamo considerando sicuri non rispettano i diritti umani. E potranno essere deportate nei centri fuori dai confini dell’Ue anche famiglie con minori”.
Misure investigative sui migranti problematiche: i metodi dell’Ice
Per quanto riguarda le misure investigative, le modalità con cui le persone potranno essere cercate, secondo l’eurodeputata ci troviamo davanti alle stesse modalità perseguite dall’Ice, l’Immigration and Customs Enforcement di Donald Trump: “Ci potrà essere una ricerca attiva dei migranti considerati irregolari”. Come dicevamo infatti potranno essere condotte specifiche misure investigative per preparare o garantire l’effettivo rimpatrio, comprese le perquisizioni: la ricerca attiva potrà avvenire nelle abitazioni delle persone, anche senza mandato, o in altri luoghi, come scuole, luoghi di culto: “Praticamente ci saranno i raid dell’Ice, per individuare queste persone e spedirle in Paesi in cui ci sono violazioni dei diritti umani conclamate. Tutto questo non migliorerà affatto la sicurezza, non farà altro che spingere sempre più queste persone in una zona grigia, perché cercheranno di non farsi trovare”.
“Popolari hanno fatto accordi segreti con l’estrema destra”
Al Parlamento europeo tutta la destra ha votato compatta per il Regolamento: a favore il Ppe (Forza Italia), i Patrioti (Lega), Ecr (Fratelli d’Italia) ed Esn (Vannacci). Hanno votato contro invece S&d (Pd), Left (M5s e Sinistra italiana) e Greens (Verdi). “La cosa più grave è che questo testo è stato negoziato in segreto dai Popolari, il gruppo rappresentativo degli esponenti di Forza Italia che si definiscono cristiano-democratici e moderati. In Commissione LIBE si stava negoziando un testo del Parlamento, e i Popolari hanno fatto di nascosto degli accordi con l’estrema destra, cioè con Orban, i neonazisti dell’Afd e Vannacci, per distruggere il diritto d’asilo e i diritti umani. Dicono in pubblico di voler contrastare la deriva autoritaria e fascista in Europa, ma poi segretamente si trovano a rincorrere l’estrema destra sulle politiche migratorie e non solo”.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

IN DUE ANNI SONO SPARITE DALLE SPIAGGE DELLA SARDEGNA QUATTRO TONNELLATE DI CIOTTOLI, CONCHIGLIE E ALTRO MATERIALE DAGLI ARENILI

Giugno 20th, 2026 Riccardo Fucile

A FARE RAZZIA SONO STATI I SOLITI TURISTI CAFONI, INCURANTI DELLE NORME E VOGLIOSI DI RIPORTARSI A CASA UN “SOUVENIR” A TUTTI I COSTI

Circa quattro tonnellate di sabbia, ciottoli e conchiglie sottratte dalle spiagge dell’isola, sono state sequestrate in due anni durante i controlli effettuati dal personale dell’Enac e da quello del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, nello scalo aeroportuale Olbia Costa Smeralda.
A fare razzia dei sedimenti naturali sono stati decine di turisti che come souvenir della vacanza trascorsa in Sardegna, molto spesso hanno prelevato dagli arenili quantitativi di sabbia e conchiglie, incuranti delle norme che ne vietano la raccolta
Il dato è stato fornito nel corso della presentazione del progetto “Riportami al Mare” ospitata nella sede dell’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Cosa Cavallo a Olbia, alla presenza del presidente Francesco Lai, del direttore Leonardo Lutzoni e di Mario Garau, routes development manager della Geasar.
“Il progetto Riportami al Mare rappresenta una delle iniziative di sensibilizzazione per la salvaguardia ambientale in cui noi crediamo molto e puntiamo da anni, – ha fermato Garau – in stretta collaborazione con l’AMP Tavolara e i Forestali.
Serve incrementare ancora di più la divulgazione del concetto della tutela del nostro ambiente”.
Giunto al suo sesto anno di attività, il progetto nasce dalla collaborazione tra Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, Geasar Spa (soscietà di gestione dello scalo di Olbia), Regione Sardegna, Enac e Corpo Forestale, con l’obiettivo di restituire alle spiagge della Sardegna i sedimenti naturali sequestrati durante i controlli effettuati negli aeroporti dell’isola e, al contempo, promuovere una maggiore consapevolezza sul valore e sulla fragilità degli ecosistemi costieri.
I materiali sequestrati rappresentano una componente fondamentale dell’equilibrio naturale delle coste e, grazie al progetto, la scorsa settimana sono stati reinseriti in natura nel sito di Tramontana, dietro l’isola di Tavolara.
Ad individuare l’area più idonea è stato un geologo incaricato dalla Geasar che ha esaminato i reperti e scelto una location in cui reimmetterli in base alla loro composizione.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.888)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Giugno 2026 (351)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Giugno 2026
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  
    « Mag    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • LA VERITA’ E’ CHE PER TUTTO IL G7 A EVIAN, GIORGIA MELONI HA INSEGUITO TRUMP: VOLEVA PARLARE CON LUI E FARSI FOTOGRAFARE AL SUO FIANCO
    • DALLE PAROLE SI PASSA AI FATTI: LA TENSIONE TRA TRUMP E MELONI RICADE SUGLI AFFARI. E’ STATO CANCELLATO IL BUSINESS FORUM FRA ITALIA E STATI UNITI, PREVISTO LUNEDI’ A MIAMI, A CUI AVREBBERO DOVUTO PARTECIPARE INVESTITORI E AZIENDE ITALIANE E USA, E CON LA PRESENZA DEL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO
    • FRANCO CARDINI: “MELONI E’ STATA TROPPO FILO-AMERICANA. DOVREBBE GUARDARE A CINA E BRICS”
    • IL PECCATO ORIGINALE
    • LA DONNA CHE NON DOVEVA CHIEDERE MAI IMPARI A CHIEDE SCUSA
    • MELONI RIMANE ISOLATA E ADESSO TEME RITORSIONI USA SU DAZI E SPESE MILITARI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA