Destra di Popolo.net

NEONAZISTI DI AFD AL 44% IN SASSONIA-ANHALT, MA POTREBBE NON BASTARE PER GOVERNARE, DIPENDE DALLE ALLEANZE

Settembre 6th, 2026 Riccardo Fucile

HANNO PERMESSO CHE QUESTA FECCIA VIOLASSE LA COSTITUZIONE, QUANDO BASTAVA APPLICARE LA LEGGE E OSPITARLI NELLE PATRIE GALERE… QUANDO CAPIRETE CHE LA DEMOCRAZIA VA DIFESA SENZA PIETA’ PER NESSUNO SARA’ ORMAI TROPPO TARDI

Alternative für Deutschland trionfa in Sassonia-Anhalt, ma potrebbe non riuscire a conquistare la maggioranza assoluta del Parlamento regionale e insediare il proprio candidato, Ulrich Siegmund, al Governo del Land. Almeno non da sola.
Le prime proiezioni dicono che l’estrema destra ha il 44% dei voti, tre punti in più dei sondaggi della vigilia. La Cdu si ferma a un deludente 18%. La Linke si attesta attorno al 9%, come Spd e Verdi, che quindi entrerebbero nel Landtag, dopo essere stati a lungo in bilico.
L’Alleanza Sahra Wagenknecht, che aveva aperto a una cooperazione con Afd, è sul filo della soglia di sbarramento del 5%. E ribadisce di essere pronta ad aiutare. La candidata di punta, Claudia Wittig, sostiene che il partito «prenderà decisioni basate sui contenuti», per realizzare progetti positivi per il Land «anche con Afd». Propone però un governatore «non di parte» e per ora, il trionfatore della giornata frena: «Bsw non è un partner affidabile», replica Siegmund.
Se i risultati saranno confermati, Afd mancherebbe per pochissimi seggi la maggioranza assoluta in questo Land della ex Germania Est, dove nel 2023 è stata dichiarata dall’Ufficio per la protezione della Costituzione caso «accertato di estremismo di destra». Mai, dalla caduta del Nazismo, un partito di estrema destra ha conquistato il Governo di una delle 16 regioni tedesche.
«Abbiamo già scritto la storia», ha commentato a caldo Siegmund, che tende la mano a possibili collaborazioni per formare un Governo, precisando però che su alcuni temi non si negozia, in particolare su «immigrazione e sicurezza». Alice Weidel, una dei due co-leader del partito, ‌rivendica per ⁠Afd un chiaro mandato di Governo.
Punita duramente la Cdu del governatore uscente Sven Schulze. Afd proverà a convincere qualche suo eletto a saltare il muro tagliafuoco (la Brandmauer), con il quale i cristianodemocratici si sono imposti il divieto di cooperare con l’estrema destra. Il cancelliere Friedrich Merz e Schulze hanno promesso che non si presteranno. «Non collaboriamo con gli estremisti e, soprattutto, con quelli di estrema destra», ribadisce la segretaria generale, Franziska Hoppermann. La dirigenza dovrà dimostrare di avere il controllo del partito.
«La Brandmauer è stata definitivamente respinto dagli elettori», proclama l’altro co-leader di Afd, Tino Chrupalla.
I risultati sono un problema in più per Merz: i consensi sono già bassissimi, attorno al 15%. E nel partito molti lo criticano. A livello nazionale, la Cdu è al 20% nei sondaggi, molto lontana da Afd, che sfiora il 30%. Il capo del gruppo parlamentare della Cdu-Csu, Thorsten Frei, deve sottolineare che «il Bundestag viene eletto per un mandato di quattro anni, così come il cancelliere».
Per il vicecancelliere e leader della Spd, Lars Klingbeil, quello che arriva dalla Sassonia-Anhalt è però un segnale importante: bisognerà riflettere sulle politiche del Governo federale.
Il nodo Linke
In Sassonia-Anhalt, Cdu, Spd e Verdi non hanno i numeri per formare un Governo. Servirà anche l’appoggio della Linke a un Esecutivo di minoranza. Ma tra i cristianodemocratici, qui come altrove, ci sono maggiori preclusioni verso la sinistra che non verso Afd.
La Linke si dice disponibile, ma chiede un cambio di rotta. La candidata di punta, Eva von Angern, attribuisce ai cristiano-democratici una parte di responsabilità per il successo di Afd: se la Cdu «riprende i temi dell’estrema destra, allora la gente vota l’originale».
I Liberali della Fdp, alleati della Cdu e della Spd nel Governo uscente, restano fuori dall’assemblea.
Nelle elezioni regionali del 2021, Afd aveva conquistato meno del 21% dei voti, piazzandosi alle spalle della Cdu, che aveva il 37%. La Linke era all’11%, la Spd all’8,4%, la Fdp al 6,4%, i Verdi al 6%.
Nelle elezioni per il Bundestag del 2025, Afd aveva ottenuto il 37%.
Dopo una campagna elettorale così intensa e dopo tanta mobilitazione, in un campo e nell’altro, la partecipazione è stata altissima. Alle 16 era già al 65% e aveva superato il risultato finale delle elezioni del 2021, terminate con un’affluenza del 60,3%, contando anche i voti per corrispondenza. Alla fine, domenica ha votato l’80% degli 1,7 milioni di aventi diritto. Un record per la Sassonia-Anhalt.
Laboratorio politico
A lungo governata dalla Cdu, da sola o in coalizione, la Sassonia-Anhalt si è distinta in passato come laboratorio politico. È qui che prese vita la prima coalizione Kenya della Germania, per i colori dei tre partiti (nero, rosso e verde) che ne facevano parte: cristiano-democratici, Spd e Verdi. Era il 2016.
Prima ancora, dopo le elezioni del 1994, Spd i Verdi avevano formato un Governo di minoranza, con l’appoggio esterno della Pds, il successore della Sed, il partito comunista della Ddr. Nonostante le polemiche, il «modello Magdeburgo» fu portato avanti da Spd e Pds anche dopo che i Verdi, nel 1998, rimasero fuori dal Landtag.
La ripartizione dei seggi
Un elemento di incertezza è il numero dei seggi nel Parlamento regionale. È previsto un minimo di 83 eletti, che possono salire a seconda della ripartizione dei voti. Il Landtag uscente conta 97 membri.
Ciò è dovuto alla combinazione di seggi conquistati direttamente nei collegi uninominali e seggi assegnati in modo proporzionale, in base ai voti ottenuti dalle liste di partito.
Se un partito conquista un numero di seggi circoscrizionali (41 in totale) superiore a quello che sarebbe proporzionale alla sua quota complessiva di voti, li mantiene come cosiddetti «mandati in eccesso», mentre agli altri partiti vengono assegnati mandati di compensazione aggiuntivi, per garantire la proporzionalità.
Nel Bundesrat, la Camera dei Länder, i seggi sono distribuiti in certa misura in base agli abitanti e la Sassonia-Anhalt, con il 2,5% della popolazione tedesca (2,1 milioni di abitanti), ha 4 seggi su 69.
Le prossime tappe
Tra due settimane, il 20 settembre, si voterà in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e nella città-stato di Berlino.
In Meclemburgo, Afd è in testa attorno al 35%, con la Spd staccata di pochi punti. A Berlino, la partita è aperta, con la Cdu al primo posto al 20%, poco sopra Linke ed Afd.

(da Il Sole24ore)

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SECONDO IL “FINANCIAL TIMES”, IL TASSO DI APPROVAZIONE DI TRUMP È SCESO AL MINIMO STORICO, AL 33%: SONO CAZZI AMARI PER IL GANGSTER DELLA CASA BIANCA, A MENO DI DUE MESI DALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO DI NOVEMBRE, IN CUI RISCHIA UNA SONORA SCOPPOLA

Settembre 6th, 2026 Riccardo Fucile

ANCHE IL GRADIMENTO TRA GLI ELETTORI REPUBBLICANI È CALATO DI OLTRE DUE PUNTI IN UN MESE, ATTESTANDOSI AL 72%

Secondo un nuovo sondaggio del Financial Times, il tasso di approvazione di Donald Trump è sceso a un minimo storico, mettendo in luce il crescente malcontento degli elettori nei confronti della gestione dell’economia e del costo della vita da parte del presidente statunitense.
A meno di due mesi dalle elezioni di metà mandato di novembre , l’ultimo sondaggio nazionale condotto da Focaldata ha rilevato che solo il 33% degli elettori registrati approva l’operato di Trump come presidente: il dato più basso registrato da quando il Financial Times ha iniziato a porre la domanda a maggio e un calo di tre punti percentuali rispetto al mese precedente.
Anche il tasso di approvazione del presidente tra gli elettori repubblicani è calato di oltre due punti percentuali, attestandosi al 72%, un altro minimo storico per il sondaggio del Financial Times.

(da agenzie)

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DOPO L’INCONTRO CON PUTIN AL CREMLINO, L’INVIATO SPECIALE DI TRUMP, STEVE WITKOFF, HA SVELATO ALLA TV RUSSA LE SUE VERGOGNOSE PAROLE A “MAD VLAD” PRIMA DI CONGEDARSI: “PRESIDENTE PUTIN, GRAZIE MILLE PER AVERCI OSPITATO. ERAVAMO SEDUTI FUORI POCO FA E STAVAMO TUTTI PARLANDO DI QUANDO ANDREMO IN PENSIONE, AVREMO TANTISSIME STORIE E RICORDI INCREDIBILI, E I SUOI SARANNO IN CIMA ALLA LISTA”

Settembre 6th, 2026 Riccardo Fucile

L’INDIGNAZIONE DELLA PARLAMENTARE UCRAINA KIRA RUDIK: “SPERO SOLO CHE UN GIORNO, QUANDO WITKOFF SARÀ IN PENSIONE E RACCONTERÀ QUESTE STORIE, FINISCANO TUTTE ALLO STESSO MODO, IN TRIBUNALE”

“Prima di tutto, Presidente Putin, grazie mille per averci ospitato. Eravamo seduti fuori poco fa… e stavamo tutti parlando di quando andremo in pensione, avremo tantissime storie e ricordi incredibili, e i suoi saranno in cima alla lista”. Sono le parole che Steve Witkoff ha raccontato alle tv russe di aver detto al presidente russo all’inizio della visita.
Commenti “sorprendenti” anche per Sky News che le riporta ricordando che un negoziatore che dovrebbe agire in modo neutrale per porre fine all’invasione voluta dallo zar che ha causato centinaia di migliaia di morti.
E che indignano la parlamentare ucraina Kira Rudik che ha replicato: “Spero solo che un giorno, quando Witkoff sarà in pensione e racconterà queste storie, finiscano tutte allo stesso modo: ‘…e poi c’è stato un tribunale. E quella è stata la fine di Putin”.

(da agenzie)

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BASTA BUGIE SUI MAPPAMONDI: ORA L’AFRICA SARA’ PIU’ GRANDE

Settembre 6th, 2026 Riccardo Fucile

LE REALI DIMENSIONI GRAZIE AL VOTO DELL’ONU

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione storica per abbandonare la tradizionale proiezione geografica di Mercatore in favore di una mappa che rispetti le reali proporzioni del pianeta, in particolare quelle del continente africano. La notizia è stata resa nota dal Guardian.
L’iniziativa e la spinta dell’Unione Africana
La proposta è stata promossa dal Togo, guidato dal ministro degli Esteri Robert Dussey, e incassa il sostegno dei 54 Stati membri dell’Unione Africana. «Non si tratta di una discussione politica, ma scientifica. Esistono prove indiscutibili e dobbiamo tutti accettare la realtà geografica», ha dichiarato il ministro Dussey. Sebbene le risoluzioni Onu non abbiano valore vincolante, un voto favorevole può innescare una revisione profonda dei programmi scolastici, della cartografia ufficiale e delle tecnologie di navigazione digitale su scala globale. Creata nel 1569 per facilitare la navigazione marittima, la mappa di Mercatore sovradimensionava le aree più lontane dall’Equatore rispetto a quelle equatoriali. Il testo, non vincolante, incoraggia Stati e organizzazioni internazionali a utilizzare proiezioni alternative più fedeli alle superfici reali dei continenti, tra cui Equal Earth.

(da agenzie)

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E’ CAMBIATO IL NOSTRO MODO DI FARE LA SPESA: UNA FAMIGLIA SU TRE TAGLIA IL CIBO, IL 10% RINUNCIA ALLE PROTEINE

Settembre 6th, 2026 Riccardo Fucile

UNA FAMIGLIA SU DIECI NON GARANTISCE PIU’ UN PASTO DI CARNE O PESCE ALMENO OGNI DUE GIORNI

L’instabilità geopolitica globale e il conseguente aumento dei costi di produzione picchiano duro sulla spesa degli italiani. A causa dei rincari derivanti dai conflitti internazionali, il 31% delle famiglie ha ridotto la quantità o la qualità del cibo acquistato. È la fotografia scattata dallo studio “Guerre e Food Insecurity” pubblicato dal Centro Studi Divulga, che rivela un quadro di povertà alimentare in costante peggioramento.
Una famiglia su 10 non può permettersi un pasto a base proteica ogni due giorni
I numeri mostrano un disagio sociale che si radicalizza soprattutto tra le fasce di popolazione più fragili. Una famiglia su dieci (il 9,3%) non può più permettersi un pasto a base di carne, pesce o un’equivalente fonte proteica almeno ogni due giorni. La percentuale raddoppia fino a toccare il 18,4% tra le famiglie a basso reddito. L’insicurezza alimentare moderata o grave colpisce il 2,2% della popolazione nazionale, con un picco del 2,9% al Sud contro l’1,8% registrato al Centro e al Nord. Nel corso del 2025, il 3,4% dei nuclei familiari ha dichiarato di non essere riuscito a sostenere le spese per la spesa in alcuni periodi dell’anno, dato che sale al 4,1% nel caso delle persone sole.
Il confronto con l’Europa e le cause del fenomeno
La situazione italiana risulta persino peggiore rispetto alla media dell’Unione Europea, dove la quota di popolazione priva della disponibilità economica per pasti proteici regolari si attesta all’8,5%. Secondo Felice Adinolfi, direttore del Centro Studi Divulga, l’Italia paga una spiccata vulnerabilità alle crisi geopolitiche. Gli aumenti dei prezzi dei carburanti, dei fertilizzanti e dei mezzi tecnici continuano a pesare sui bilanci delle imprese agricole, che mantengono costi di produzione decisamente superiori rispetto ai livelli pre-conflitto ucraino. La trasmissione di questi costi lungo la filiera fino al prezzo al dettaglio costringe così milioni di cittadini a rinunciare agli alimenti ad alto valore nutrizionale per far quadrare i conti di casa.

(da agenzie)

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E ADESSO DOVE LA METTO GIULIA PRESUTTI? ORA CHE LA TRATTATIVA RAI-“REPORT” HA PORTATO A UN ACCORDO, PER I VERTICI DI VIALE MAZZINI RESTA DA CAPIRE DOVE RICOLLOCARE LA GIORNALISTA, INDIGESTA ALLA REDAZiONE DEL PROGRAMMA DI RAI3

Settembre 6th, 2026 Riccardo Fucile

UNA ROGNA PER IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, CHE DOVRÀ TROVARE UN POSTO ADEGUATO ALLA PRESUTTI, ASSUNTA CON IL CONCORSO CHE HA STABILIZZATO I PRECARI RAI. PROVENENDO DA “REPORT”, PROBABILMENTE SARÀ ASSEGNATA A UN ALTRO PROGRAMMA, MA NON CERTO ALLA CONDUZIONE

Ora che Report ha due conduttori certi, Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi, resta un problema. Dove andrà Giulia Presutti? Il passo indietro della giornalista prescelta alla conduzione del programma (insieme a Daniele Piervincenzi che resta), perché non gradita dalla redazione di Report, è stato in qualche modo apprezzato. Anche da chi l’aveva scelta, quindi ancor di più bisogna trovarle la giusta collocazione.
Qualche giorno fa il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini in merito al ritiro commentava: «È una scelta personale, lei è una risorsa per l’azienda e un’ottima professionista». Ora però lo stesso Corsini ha questo problema da risolvere. Presutti è stata assunta con il concorso che ha stabilizzato i precari Rai.
La stabilizzazione prevedeva l’inserimento nei telegiornali regionali, per poi essere assunti in maniera definitiva. Solo una quota di questi giornalisti stabilizzati è stata assegnata a dei programmi dove già lavoravano (da precari). E tra questi precari, «più fortunati» diciamo, lei che già lavorava a Report […]
Ma il non gradimento dei colleghi alla sua nomina come conduttrice e il suo conseguente passo indietro ha bloccato tutto il processo di assegnazione.
Ma dove andrà Presutti? Lei dovrebbe restare a Roma. Almeno questa sarebbe la richiesta. Ma dove? In un Tg?
Provenendo da un programma probabilmente sarà assegnata a un altro programma, ma non certo alla conduzione. Insomma un bel rebus da sciogliere e anche in poco tempo. E con onore per tutti.

(da Corriere della Sera)

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SALVINI SMENTITO SUL CASO DEL “CHIODO” CHE BLOCCO’ LA RETE FERROVIARIA: RFI MULTATA PER 1,75 MILIONI

Settembre 6th, 2026 Riccardo Fucile

SALVINI ALLORA AVEVA DATO LA COLPA A UN OPERAIO DI UN’AZIENDA PRIVATA

Non è stata colpa di un chiodo. L’Autorità dei Trasporti ha sanzionato ieri la Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Fs) per 1,75 milioni di euro per lo stop dei treni del 2 ottobre 2024 che aveva paralizzato mezza Italia, e che dal ministro Salvini era stato attribuito ad un filo tranciato da un chiodo nel nodo di Roma Termini. La delibera dell’Art è stata pubblicata venerdì, dopo che l’Authority aveva avviato il procedimento sanzionatorio nel luglio 2025. La multa massima comminabile sarebbe di 2 milioni di euro, ma l’Autorità l’ha ridotta di 250mila euro perché nel frattempo Rfi ha rafforzato il sistema di allarmi e ha disposto verifiche sul posto anche in assenza di segnalazioni.
Il vicempremier Salvini come sappiamo a caldo aveva respinto le accuse, negando che il suo ministero fosse responsabile per il blocco che aveva generato ripercussioni a cascata in tutta Italia e aveva puntato il dito contro un operaio di un’azienda di manutenzione, accusandolo di aver piantato un chiodo in una canalina in cui passavano cavi elettrici.
“Un’impresa privata ha fatto male il suo lavoro stanotte, e chi doveva intervenire subito è intervenuto troppo tardi. Se è vero, come mi dicono, che un’impresa ha danneggiato un cavo di alimentazione di una cabina voglio sapere qual è l’impresa. Perché non puoi rovinare la giornata di lavoro a migliaia di italiani per un chiodo”, aveva commentato Salvini il giorno dopo il guasto tecnico ai microfoni di Fanpage.it. Poi le verifiche hanno portato a una verità diversa.
Secondo l’Autorità dei Trasporti che ha emesso la sanzione, la responsabilità dei disagi non è da attribuire principalmente al chiodo e alla manutenzione sbagliata, ma a Rfi, perché non aveva adottato “misure idonee a garantire l’esercizio e la manutenzione dell’infrastruttura, assicurandone l’accessibilità e la funzionalità” in occasione del black out degli impianti a Termini, che scatenò poi disagi per la circolazione dei treni.
La decisione dell’Autorità, come si legge nella delibera, tiene conto “del gravissimo impatto che l’emergenza del 2 ottobre 2024 ha avuto sulla circolazione ferroviaria”, dell’estensione territoriale degli effetti della violazione”, che si è riversata sull’intera infrastruttura nazionale “in considerazione della centralità del nodo di Roma e del numero di passeggeri colpiti, sia in termini di ammontare dei danni, anche di natura reputazionale, patiti dai vettori sia passeggeri sia merci”.
Salvini però insiste, sostenendo che “lì era un’azienda privata che aveva sbagliato durante i lavori. Quindi Rfi sicuramente risponderà, però lì c’è stato un problema enorme per un errore di un’azienda privata che ha fatto quello che non doveva fare. Quindi sono sicuro che Rfi saprà come rivalersi e su chi rivalersi”. Ora infatti Rfi potrebbe presentare ricorso entro sessanta giorni al Tar del Piemonte oppure, entro 120 giorni, un ricorso straordinario
“Ora che Rfi è stata multata per 1,75 milioni di euro, relativamente al blocco della circolazione dei treni che il 2 ottobre 2024 interessò la stazione di Roma Termini e quasi tutte le linee italiane dell’alta velocità, emerge con grande nitidezza tutta l’insipienza del Salvini ‘ministro’. È bene infatti ricordare agli italiani che in quella surreale giornata autunnale di due anni fa, con il paese in tilt, il leader della Lega – o più propriamente di parte di essa ormai – diede la colpa a un operaio di un’azienda di manutenzione, accusato di aver piantato un chiodo in una canalina in cui passavano cavi elettrici. Roba da film di Fantozzi. Se da quattro anni il paese dà sfoggio del peggior ministro dei Trasporti dall’unità d’Italia, dobbiamo dire grazie alla lanciatrice di coriandoli Giorgia Meloni. Mentre lei festeggia a Bari un quadriennio di immobilismo sulla poltrona, i pendolari sono tutt’altro che in vena di feste, con tariffe sempre più alte e un servizio ogni giorno più scadente. Sulla storiella del chiodo di due anni fa tutto il governo dovrebbe chiedere scusa agli italiani”, commenta in una nota il vicepresidente della commissione Infrastrutture e Ambiente alla Camera Agostino Santillo.

(da agenzie)

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AL GRIDO DI “BASTA MIGRANTI” E “INGHILTERRA FINO ALLA MORTE”, TRECENTO RAZZISTI IN PASSAMONTAGNA E VESTITI DI NERO HANNO BLOCCATO IL PORTO DI DOVER

Settembre 6th, 2026 Riccardo Fucile

CHI ERANO QUEGLI INCAPPUCCIATI, VENUTI A SCATENARE IL CAOS? NON HANNO MAI SCOPERTO IL VOLTO, NÉ PARLATO CON I GIORNALISTI. MA ONLINE DIVERSI DI LORO SI SONO DEFINITI MEMBRI DI PATRIOT PLATFORM, UN NUOVO GRUPPO DI ESTREMA DESTRA CRISTIANO, “ANIMATO DA UN AMORE FEROCE PER LA NOSTRA PATRIA…” 

“Basta migranti”, “Inghilterra fino alla morte”, “stop the boats”, fermate i barconi. Centinaia di uomini in passamontagna e vestiti di nero hanno cantato e bloccato così ieri mattina il porto e le arterie principali di Dover.
Intorno alla città inglese e sulle spiagge vicine del Kent, avviene la gran parte degli sbarchi clandestini in Gran Bretagna. Le immagini sono impressionanti, le code interminabili, per ore.
Ma chi erano quelle centinaia di incappucciati, venuti a scatenare il caos? Difficile dirlo: non hanno mai scoperto il volto, né parlato con i giornalisti. Ma online ci sono molti indizi. Diversi incappucciati si sono definiti membri di Patriot Platform, un novello gruppo di estrema destra cristiano, che si definisce animato da «un amore feroce per la nostra patria».
«Andate a sostenere i patrioti», fomentava ieri online il criminale di estrema destra Tommy Robinson. A capo di Patriot Platform c’è proprio il suo braccio destro ed ex bodyguard, ossia Daniel Thomas alias Danny “Tommo”.
Come ricorda l’associazione antirazzista “Hope not Hate”, «nel 2016 Tommo è stato condannato a due anni di carcere per tentato sequestro in una disputa di droga e nel 2025 la Francia lo ha messo in lista nera dopo aver aggredito migranti e operatori umanitari a Calais».
Sdegno del governo Burnham: «Questa non è libertà di espressione». Critico che il leader della destra, Nigel Farage: «Non mi piacciono le persone mascherate che bloccano tutto».

(da agenzie)

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CARA CI COSTA LA FUGA DI CERVELLI. NEL 2024 141 MILA PERSONE HANNO TRASFERITO LA RESIDENZA FUORI DALL’ITALIA, NEL 32% DEI CASI SI TRATTA DI LAUREATI, CON UN COSTO STIMATO DI UNA MINORE CRESCITA DELL’ECONOMIA DI 11 MILIARDI DI EURO

Settembre 6th, 2026 Riccardo Fucile

NEGLI ULTIMI DIECI ANNI IL NOSTRO PAESE HA VISTO ANDARE VIA OLTRE 300 MILA INDIVIDUI QUALIFICATI ED ENTRO IL 2035 LA PERDITA COMPLESSIVA POTREBBE ARRIVARE A 760 MILA LAUREATI

La fuga dei talenti italiani all’estero continua a pesare sull’economia: nel 2024 141 mila persone hanno trasferito la residenza fuori dal Paese, spesso laureati (il 32%), con un costo stimato di minore crescita di 11 miliardi. È quanto emerge da uno studio realizzato da Teha Group in collaborazione con Philip Morris Italia, presentato al forum di Cernobbio.
Ma c’è «Un’inversione di tendenza» ha affermato la ministra del Lavoro Marina Calderone, richiamando i dati Istat che per il 2025 indicano un calo del 20% degli italiani che si trasferiscono all’estero per lavorare. […]
La ricerca ricorda però che negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso oltre 300 mila qualificati e senza interventi strutturali, entro il 2035 la perdita cumulata potrebbe arrivare a 760 mila laureati.

(da agenzie)

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