Gennaio 31st, 2025 Riccardo Fucile
ATTI RINVIATI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA,,, ENNESIMO SPUTTANAMENTO DI SOLDI DEGLI ITALIANI PER LA TERZA PAGLIACCIATA SOVRANISTA… LA CORTE DEI CONTI FACCIA PAGARE IL CONTO A MELONI E PIANTEDOSI
I giudici della Corte di Appello di Roma hanno deciso di non convalidare i trattenimenti
dei 43 migranti rinchiusi nei centri costruiti dall’Italia in Albania. E di rinviare gli atti alla Corte di giustizia europea. I migranti devono dunque essere liberati e saranno riportati domani alle 12 in Italia su mezzi della guardia costiera.
È il terzo no all’esperimento del governo Meloni che, nonostante due precedenti dinieghi, una sentenza della Cassazione che affidava sì ai ministri il compito di stilare la lista dei paesi sicuri ma anche ai giudici il dovere di verificarne la validità rispetto ai migranti e i rinvii pregiudiziali pendenti davanti alla Corte di giustizia europea, aveva deciso di forzare la mano. Muovendo un’altra volta, la terza, il pattugliatore della Marina militare da Lampedusa alle coste albanesi carico di un gruppetto di migranti.
I giudici però hanno deciso ancora di annullare il fermo disposto dal questore, di sospendere il giudizio, rinviare la questione di nuovo all’Europa e liberare dunque i migranti.
“Il giudizio – si legge nel provvedimento firmato dai magistrati – va sospeso nelle more della decisione della Corte di Giustizia. Poiché per effetto della sospensione è impossibile osservare il termine di quarantotto ore previsto per la convalida, deve necessariamente essere disposta la liberazione del trattenuto, così come ha ripetutamente affermato la Corte Costituzionale in casi analoghi”.
(da agenzie)
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Gennaio 31st, 2025 Riccardo Fucile
INVECE CHE 367, I VOTI SONO STATI SOLO 338… L’OPPOSIZIONE E’ ARRIVATA A 350… E’ LA FINE DELL’ACCORDO INFAME
La proposta di legge sulla stretta ai migranti non ha ottenuto la maggioranza al Bundestag nonostante i voti dell’ultradestra di Alternative für Deutschland.
Sull’«Influx Limitation Act», che avrebbe tra l’altro vietato i ricongiungimenti famigliari, hanno votato a favore 338 deputati, 350 a sfavore, 5 gli astenuti. La proposta era voluta fortemente dalla Cdu di Friedrich Merz, favorito nella corsa alla cancelleria del prossimo 23 febbraio.
Sulla carta a sostegno della stretta sui migranti – scrive il Der Spiegel – ci sarebbe stata una maggioranza (367 voti), composta da Cdu/Csu, liberali, AfD, BSW (Wagenknecht). È andata diversamente.
Tuttavia, non è ancora chiaro chi, all’interno di questi gruppi, ha portato alla bocciatura della legge. Due giorni fa, Cdu e AfD hanno votato insieme per una mozione (non vincolante) sui migranti, oggi all’interno della Cdu ci sono stati probabilmente 29 franchi tiratori.
(da agenzie)
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Gennaio 31st, 2025 Riccardo Fucile
UNA VOLTA UNITE LE FORZE, LE PRIME TRE, ACCORDO IN FIERI COL REGNO DI NAPOLI DI DE LUCA, IL SUCCESSO PER L’OPPOSIZIONE È SICURO … IN VISTA DELLE POLITICHE DEL 2027 VINCERÀ L’IDEA DI UN ‘’PARTITO-PLURALE’’ CON ELLY CHE SI ACCORDERÀ CON IL PADRE NOBILE E SAGGIO DELL’ULIVO, ROMANO PRODI, SULLE PRIORITÀ DEL PROGRAMMA E FARÀ SPAZIO ALL’ANIMA CATTO-DEM DI BONACCINI, GENTILONI, GUERINI, RUFFINI
Elly Sclien non si è lasciata intimidire dall’intervista-“mozione” rilasciata a ‘’Repubblica’’
dall’artefice della sua salita al Nazareno, Dario Franceschini.
Chiusa nel bunker del Nazareno con una manciata di fedelissimi, Elly ha già nel cassetto un accordo con il M5s di Giuseppe Conte per marciare uniti alle prossime regionali in Toscana, Campania e Puglia e Veneto. Una volta unite le forze, nelle prime tre, accordo in fieri con il Regno di Napoli di De Luca, il successo per l’opposizione è sicuro.
E per le politiche del 2027 hanno capito tutti che se una vittoria contro la destra-centro è quanto meno incerta, marciando divisi la sconfitta è sicura.
E alla fine vincerà l’idea di un ‘’partito-plurale’’ con Elly che si accorderà sulle priorità del suo programma (non soltanto i diritti civili e bandiere arcobaleno) con il padre nobile e saggio dell’Ulivo, Romano Prodi, e farà spazio nella stanza dei bottoni del Nazareno alla corrente catto-dem di una rinnovata Base Riformista con i vari Bonaccini, Guerini, Gentiloni, Ruffini, Alfieri.
(da Dagoreport)
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Gennaio 31st, 2025 Riccardo Fucile
QUELLO CHE COLPISCE DEL PASTICCIACCIO LIBICO È CHE SIA STATO CUCINATO CON I PIEDI, MALGRADO LA PRESENZA A FIANCO DI GIORGIA MELONI DI UN TRUST DI CERVELLONI COMPOSTO DA UN EX MAGISTRATO AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA (CARLO NORDIO), UN PREFETTO A CAPO DEGLI INTERNI (MATTEO PIANTEDOSI) E DI UN ALTRO EX GIUDICE ALFREDO MANTOVANO, SOTTOSEGRETARIO DI STATO
Quello che colpisce del pasticciaccio libico è che sia stato cucinato con i piedi, malgrado la presenza a fianco della premier di un trust di cervelloni composto da un ex magistrato al Ministero della Giustizia (Carlo Nordio), di un prefetto a capo degli Interni (Matteo Piantedosi) e di un altro ex giudice Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Per risolvere la faccenda Almasri era sufficiente mettere subito il Segreto di Stato e tutto finiva lì.
Invece la Mal-Destra ha preso il sopravvento buttandola in caciara e mettendo nel mirino il procuratore Lo Voi, di sicuro quanto più lontano dalla sinistra delle “toghe rosse”: come illustrato al Tg1 delle 20, il suo atto nei confronti di Meloni, Piantedosi, Nordio e Mantovano è stato sputtanato come una mera ripicca del magistrato siculo contro il governo Meloni, reo di aver abolito a lui e alla sua scorta l’uso dei voli di Stato.
Malgrado il curriculum di Lo Voi, che lo vede a capo della Procura di Palermo dove ha guidato numerose operazioni antimafia, il diniego a volare sicuro fu espresso nel gennaio 2023 da Mantovano con motivazioni economiche: il volo di Stato Roma-Palermo costa alla finanza pubblica almeno 13mila euro, mentre un volo di linea andata e ritorno costa tra 400 e 700 euro a passeggero.
Come Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, l’autorizzazione e la gestione dei voli di Stato è nelle mani di Mantovano.
Infatti, per effettuare il trasporto di autorità dello Stato, le missioni e gli interventi a favore di persone coinvolte in “situazioni di rischio” – vedi il ritorno in Italia di Cecilia Sala arrestata in Iran e il ritorno in Libia di Almasri – viene effettuato dai Falcom 900 della CAI, la Compagnia Aeronautica Italiana di proprietà dei servizi segreti italiani, che fa base a Ciampino.
(da Dagoreport)
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Gennaio 31st, 2025 Riccardo Fucile
IL PRECEDENTE DI FALCONE E ALTRI MAGISTRATI DI PALERMO… FAR VIAGGIARE UN SOGGETTO A RISCHIO IN UN AEREO CIVILE METTE A REPENTAGLIO LA VITA DEGLI ALTRI PASSEGGERI
È vero: ai tempi della Prima Repubblica c’era maggior larghezza nell’uso degli aerei di
Stato. Ma nel caso di Falcone, obiettivo dichiarato della criminalità organizzata, il calcolo che si faceva non era certo economico.
Si considerava che oltre a mettere a repentaglio la sua vita, Falcone avrebbe potuto porre in pericolo i passeggeri dell’eventuale volo di linea su cui avesse viaggiato,
Un ragionamento simile il governo avrebbe dovuto farlo per il procuratore Lo Voi, nominato alla guida della Procura romana dopo aver guidato quella di Palermo e numerose operazioni antimafia che precedettero la cattura del boss Messina Denaro.
Ora Lo Voi è al centro dell’attenzione di Fratelli d’Italia per aver firmato, le comunicazioni giudiziarie contro Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano con le accuse di favoreggiamento e peculato per la liberazione del generale libico Almasri.
Gli rimproverano, nientemeno, di essersi vendicato perché gli è stato tolto l’aereo di Stato.
Un problema di sicurezza, e una decisione, quella di togliergli l’aereo, senza spiegazioni, oppure motivata dalla ragion di Stato.
Né più né meno come quella che ha portato a riaccompagnare a casa il torturatore Almasri.
(da La Stampa)
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Gennaio 31st, 2025 Riccardo Fucile
LA SECONDA CARICA DELLO STATO AVEVA PARLATO DI “RICOSTRUZIONI DIFFORMI DALLA VERITÀ E GRAVEMENTE LESIVE DELL’ONORE”
La Procura di Milano ha deciso di chiedere l’archiviazione del fascicolo che era scaturito da una querela per diffamazione aggravata che era stata presentata dal presidente del Senato Ignazio La Russa in merito ad una puntata di Report dell’ottobre del 2023 nella quale era stato mandato in onda un servizio intitolato “La Russa Dinasty”.
Da quanto si è saputo, infatti, il pm Mauro Clerici nelle scorse settimane ha firmato e inoltrato all’ufficio gip l’istanza di archiviazione che dovrà essere valutata da un giudice, anche dopo la possibile opposizione all’archiviazione da parte di La Russa.
Già l’8 ottobre di due anni fa il presidente del Senato aveva dato mandato ai suoi legali di presentare querela sui contenuti della puntata di Report, la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci.
Un portavoce del presidente del Senato aveva parlato, tra l’altro, di “ricostruzioni del tutto difformi dalla verità e gravemente lesive dell’onore di chi, a cominciare dal defunto Antonino La Russa”, padre di Ignazio “che oggi avrebbe 110 anni, in vita sua mai è stato oggetto neanche di un avviso di garanzia per qualsivoglia ragione”.
Da quanto si è appreso, la Procura ha deciso di chiedere l’archiviazione con il riconoscimento del diritto di cronaca.
(da agenzie)
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Gennaio 31st, 2025 Riccardo Fucile
“IL SERVIZIO PUBBLICO DEVE ESSERE DI TUTTI, NON LA CASSA DI RISONANZA DELLA PROPAGANDA MELONIANA”… “VESPA CONDUCE UNO SPAZIO DOPO IL TG1 DOVE SONO NECESSARI PRUDENZA ED EQUILIBRIO. ESATTAMENTE QUELLO CHE IERI SERA E’ MANCATO: E’ STATO IL MEGAFONO PIU’ ACCESO DEL GOVERNO, CON UNO ZELO CHE NEANCHE I MINISTRI IN CARICA RIESCONO PIU’ A MOSTRARE SENZA IMBARAZZO”
“Chiederemo conto ai vertici Rai, in commissione di Vigilanza perche’ il servizio
pubblico deve essere di tutti, non la cassa di risonanza della propaganda meloniana. E a questo punto, un consiglio a Bruno Vespa: se proprio ci tiene cosi’ tanto a sostenere il governo, faccia il passo definitivo. Si candidi con Fratelli d’Italia. Almeno avremo finalmente chiarezza”.
E’ una nota dei 5 Stelle in Vigilanza Rai a dirlo, spiegando che “ieri sera, nel suo programma su Rai1, Bruno Vespa ha superato ogni limite”. “In questi anni – si legge ancora – la Rai ci ha abituato a giornalisti che hanno sempre difeso la loro parte politica. Il punto e’ che per noi quel modo di gestire il servizio pubblico era sbagliato ieri come lo e’ oggi”.
“Ma nel caso di Vespa – rilancia M5s – c’e’ di piu’, perche’ conduce uno spazio dopo il Tg1 dove sono necessari massima prudenza ed equilibrio. Esattamente quello che ieri sera e’ mancato, visto che Vespa e’ stato il megafono piu’ acceso del governo Meloni. Con uno zelo che neanche i ministri in carica riescono piu’ a mostrare senza imbarazzo, Vespa ha guardato dritto in camera, puntato gli indici come un tribuno e sentenziato che i Paesi trattano anche con i torturatori”.
“Questa non e’ informazione. E’ giustificazione. E’ – incalza la nota – propaganda. E’ un conduttore che, dal suo scranno di arbitro, difende l’indifendibile e normalizza l’inaccettabile. Un giornalista, pardon: un artista della Rai, pagato con i soldi dei cittadini, non puo’ mettersi a fare il difensore d’ufficio di un governo, tanto piu’ in uno spazio seguitissimo come quello che segue il Tg1. Quegli spettatori meritano una informazione la piu’ imparziale possibile venendo subito dopo il principale tg della Rai. Rispetto, non comizietti”.
Il comunicato di Usigrai: «Propaganda da regime»
Questa mattina la protesta di Usigrai, che ha diramato un comunicato in cui ha definito le parole di Bruno Vespa «propaganda che sa di regime». «Non può essere il tratto che identifica l’approfondimento giornalistico di Raiuno, così non è informazione». Duro anche il commento del Movimento cinque stelle che ha pure chiosato: «Un consiglio a Bruno Vespa: se proprio ci tiene così tanto a sostenere il governo, faccia il passo definitivo. Si candidi con Fratelli d’Italia. Almeno avremo finalmente chiarezza». Vespa ha però replicato: «All’Usigrai posso solo perdonare l’ignoranza. Mi meraviglia il M5s che ha un presidente premier in due governi. Dovrebbero sapere benissimo che operazioni moralmente discutibili vengono fatte in ogni Stato da governi di ogni colore per ragioni di sicurezza nazionale. Con tutto il rispetto, invece che denunciarmi alla Vigilanza Rai chiedano chiarimenti al Copasir».
(da agenzie)
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Gennaio 31st, 2025 Riccardo Fucile
“ANCHE CONTE E SPERANZA SONO FINITI AL TRIBUNALE DEI MINISTRI. E NON HANNO FATTO UNA SCENATA DEL GENERE. ORMAI CI MANCA SOLO L’ONU A ORGANIZZARE UN COMPLOTTO CONTRO LA MELONI”
«Giorgia Meloni è passata alla fase due del vittimismo, verso il modello Trump», commenta l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il video con cui la premier ha dato notizia dell’atto comunicato dalla procura di Roma sulla vicenda Almasri. «Farsi nemici fantoccio, scagliargli contro smaccate bugie e rivolgere l’occhio torvo alla telecamera: è Trump!».
Lei dice: a chiunque nei miei panni cadrebbero le braccia.
«Abbiamo avuto negli anni una fila di ministri che hanno avuto pratiche al Tribunale dei ministri. Vuole un caso recente? Conte e Speranza, che in piena pandemia sono finiti dal Tribunale dei ministri alle procure su esposto di qualche fratello d’Italia. E non hanno fatto una scenata del genere».
«C’è una strategia: accendere fuochi, riuscendo in quel video di due minuti a mettere 4 o 5 falsità sostanziali, per non pagare dazio su quello che è successo».
Intende Almasri liberato e riportato in Libia?
«Fatta la sceneggiata e deviata l’attenzione, resta il fatto che un torturatore è tornato con un aereo di Stato a casa. Ora io capisco i rapporti con la Libia, ma deve esserci un limite».
I primi a stringere rapporti con la Libia però siete stati voi del centrosinistra…
«Ma questa era un’occasione storica per dire alla Libia: noi vogliamo fare accordi, però non a qualunque prezzo. E invece l’abbiamo presa a rovescio. Se io accetto di rimandare i migranti in braccio a un criminale, sono un criminale anch’io».
Si riferisce al governo?
«Parlo per me. È una cosa inaccettabile, dopo che un Tribunale internazionale ti ha riferito accuse che fanno rabbrividire».
Ma anche con la Corte penale internazionale Meloni è stata sferzante: «curiosamente» emette il mandato di arresto quando Almasri è in Italia, dice.
«Ormai ci manca solo l’Onu a organizzare un complotto contro la Meloni! Ma su, penso che la Corte abbia altro di cui occuparsi che non dei problemi della Meloni».
Pure Prodi è stato tirato in mezzo come «molto vicino» all’avvocato Li Gotti. Le risulta?
«Mi immagino lo stupore costernato di Romano: credo non abbia mai scambiato una parola in vita sua con Li Gotti… Ma ormai è un emblema, da lì a diventare nemico fantoccio vien da sé».
E si torna all’eterno scontro della politica con la magistratura…
«Le persone normali non vedono nessuna risposta al malfunzionamento della giustizia: oggi per un’udienza serve più tempo di una Tac, e nemmeno puoi andare nel privato. C’è la sofferenza degli organici, sovraccaricati da una marea di nuovi reati, e a tutto questo non c’è risposta: si parla di separare le carriere, questione che tocca lo 0,2 per cento dei magistrati».
Una bandiera ideologica?
«Cerco di stare alla logica: vogliono costruire un superpoliziotto che passa la vita ad accusare? No, io credo che questo possa portare solo a dire a questa nuova figura quali sono le priorità dei reati».
Un controllo della politica sulle indagini?
«Diciamo la determinazione della politica delle priorità dei reati. E le loro priorità, lo si è visto, sono le rom con bambini e i manifestanti, mentre per politici e colletti bianchi vale il “lei non sa chi sono io”. Solo a questo può portare la separazione delle carriere».
A proposito di politici indagati: la ministra Santanchè dovrebbe dimettersi?
«Qui siamo alla serie del Marchese del Grillo».
Io so’ io e voi non siete un c…
«Lei decide da sé, in piena autonomia, come applicare il principio di disciplina e onore con cui si ricopre una carica pubblica, dopo aver chiesto dimissioni a valanga per altri. Ma questa è la punta dell’iceberg di una cosa più profonda di questo governo».
Cioè?
«Comandiamo noi e i criteri li facciamo noi. E voi state zitti. Questo vuole dire il famoso “facciamo la storia”: bisogna prendere atto di uno scenario nuovo dove si muovono anche velleità autoritarie».
(da La Stampa)
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Gennaio 31st, 2025 Riccardo Fucile
IL PORTAVOCE DELL’ESECUTIVO UE HA AGGIUNTO: “COMPRESA LA TEMPESTIVA ESECUZIONE DEI MANDATI DI ARRESTO”
“Il Consiglio europeo nel 2023 ha invitato tutti gli Stati membri a garantire la
pienacooperazione con la Corte, compresa la tempestiva esecuzione dei mandati d’arresto”, ricorda il portavoce dell’esecutivo Ue rispondendo a una domanda sul caso Almasri. “Non spetta alla Commissione europea far rispettare i mandati d’arresto della Corte penale internazionale, ma sosteniamo la Corte, ne rispettiamo l’imparzialità e l’indipendenza”, sottolinea.
Sull’assassino e torturatore libico Najeem Osema Almasri Habish pendeva un mandato di arresto della Corte penale internazionale ed è stato arrestato e poi liberato dall’Italia. È accusato dalla Cpi di crimini di guerra dal 2011 a oggi: omicidi, torture, abusi sessuali, violenze sessuali. A ottobre del 2022 la procura dell’Aja chiede il suo arresto e il fascicolo finisce sul tavolo della Corte. Che emette il provvedimento soltanto il 18 gennaio di quest’anno. Almasri si trovava in Europa e la Corte emette così il mandato, lo invia a sei paesi e il libico viene arrestato dalla polizia in albergo a Torino 24 ore dopo.
Una volta scarcerato gli viene poi notificato un decreto di espulsione firmato dal ministro degli Interni. E a bordo di un aereo di Stato viene riportato a casa a Tripoli. La corte di giustizia europea non condivide questa decisione sostenendo che l’Italia non abbia rispettato le procedure imposte. “Il signor Osama Almasri Njeem è stato rilasciato senza preavviso o consultazione con la Corte”, dichiarano irritati i giudici della Corte penale dell’Aia che ora, dopo la scarcerazione e il rimpatrio-lampo del comandante libico, hanno chiesto spiegazioni formali al governo italiano ricordando “il dovere di tutti gli stati di cooperare pienamente con la Corte nelle sue indagini e nei suoi procedimenti penali”. Concetto ribadito ora dal portavoce dell’Ue.
(da agenzie)
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