AVVISATE DONALD TRUMP CHE IL SUO MITO WILLIAM MCKINLEY (EX PRESIDENTE SOPRANNOMINATO “IL RE DE DAZI”) VENNE AMMAZZATO
LA POLITICA PROTEZIONISTICA DI “THE DONALD” È ISPIRATA A QUELLA ADOTTATA DA MCKINLEY NEL 1897, QUANDO PORTÒ LE TARIFFE MEDIE AL 52%… QUELLO CHE TRUMP FINGE DI NON SAPERE È CHE, ALLA FINE DELLA SUA VITA, IL “RE DEI DAZI” AVEVA CAMBIATO RADICALMENTE POSIZIONE, RINNEGANDO IL SUO PROTEZIONISMO
Nella sua bulimia tariffaria, Donald Trump ha un mito, quello di William McKinley, suo predecessore alla Casa Bianca dal 1897 al 1901. «The Tariff King», il re dei dazi lo ha definito in uno dei suoi primi discorsi, annunciando la decisione di ribattezzare Mount McKinley il Mount Denali, in Alaska, la più alta cima degli Stati Uniti.
«Ci ha resi prosperi — ha detto di lui — grazie ai diritti di dogana e ai suoi talenti». Fra questi ultimi, agli occhi di Trump, c’è sicuramente quello di aver costretto la Spagna, dopo una breve guerra, a cedere Cuba, Puerto Rico e le Filippine agli Usa. Ma fu sicuramente il protezionismo il marchio di fabbrica di McKinley, che già da rappresentante dell’Ohio al Congresso aveva fatto votare la McKinley Tariff, aumentando i dazi medi dal 38% al 50%.
Il risultato era stato la disfatta dei Repubblicani nelle elezioni del 1890 e la recessione del 1893. Ignorando la lezione, una volta divenuto presidente, era andato ancora più in là portando le tariffe medie al 52% con il Dingley Act del 1897. Quello che tuttavia Trump non sa o finge di non sapere è che, alla fine della sua vita, McKinley aveva cambiato radicalmente posizione, gettando alle ortiche il suo protezionismo.
William McKinley non poteva saperlo, ma fu il suo testamento politico: meno di 24 ore dopo l’anarchico Leon Czolgosz gli sparò due pallottole nello stomaco. Il presidente morì otto giorni dopo.
(da agenzie)
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