CALICI AMARI: SECONDO COLDIRETTI LE NUOVE TARIFFE DI TRUMP POTREBBERO COSTARE ALLE CANTINE ITALIANE FINO A 6 MILIONI DI EURO AL GIORNO. LA MISURA RISCHIA DI PROVOCARE NON SOLO UN DANNO ECONOMICO IMMEDIATO, MA ANCHE A LUNGO TERMINE
I DEM PUNGONO I LEGHISTI CHE NON AVEVANO ESITATO A CELEBRARE L’ELEZIONE DI DONALD TRUMP
Alla conferenza stampa di presentazione della 57esima edizione di Vinitaly, svoltasi il 27 marzo a Roma, presso Palazzo Montemartini, era presente anche il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini. Durante il suo intervento, Vantini ha anzitutto espresso grande orgoglio per l’evento che si terrà a Verona dal 6 aprile, sottolineando l’importanza della manifestazione per il settore vitivinicolo italiano: «Mai come quest’anno siamo orgogliosi di ospitare nella nostra città una delle più importanti fiere del vino al mondo, quale è il Vinitaly.
Grazie alla grande azione di promozione che Veronafiere sta compiendo, possiamo sperare di affrontare con maggiore coesione e forza uno dei momenti più bui per il settore»
Un velato ottimismo, dunque, in tempi di burrasca. Tra le principali sfide che il comparto deve affrontare, il presidente di Coldiretti Verona ha citato, da un lato, le proposte europee di etichettatura con «messaggi allarmistici paragonabili a quelli dei pacchetti di sigarette», che a suo avviso potrebbero penalizzare il consumo di vino.
Ma la vera minaccia emersa in tutta la sua prepotenza proprio nelle ultime ore è, anche a detta dello stesso presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini, quella rappresentata dai dazi statunitensi che, evidenzia Vantini, «potrebbero costare alle cantine italiane fino a 6 milioni di euro al giorno». Secondo Vantini, questa misura rischierebbe da un lato di provocare un danno economico immediato, ma un altro anche a lungo termine, compromettendo la presenza dei vini italiani sugli scaffali statunitensi.
Proprio sul tema dei dazi è intervenuto anche l’europarlamentare di Forza Italia ed ex sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale ha criticato la politica commerciale aggressiva degli Stati Uniti nei confronti dell’Unione europea: «I dazi sono solo tasse che penalizzano il consumo. – ha spiegato Tosi – È un modo poco intelligente di far salire l’inflazione e far diminuire il potere d’acquisto dei cittadini. Uno scontro inaccettabile verso cui l’Europa non potrà che reagire. Speriamo sempre che prevalgano la mediazione ed il buon senso».
Qualche proverbiale sassolino dalle scarpe ha deciso di toglierselo Alessio Albertini, ovvero il responsabile sostenibilità e filiera agroalimentare del Partito democratico Veneto, il quale commentando la situazione critica generata dai nuovi dazi statunitensi ha voluto rivolgersi polemicamente ad alcuni esponenti leghisti che, in passato, non avevano esitato a celebrare l’elezione di Donald Trump.
Tra questi vi fu in particolare l’eurodeputato veronese della Lega Paolo Borchia che, il 20 gennaio, partecipò in presenza a Washington alla cerimonia d’insediamento del nuovo presidente Usa, dichiarando di essere lì «per avere Verona e il Veneto in pole position sui temi chiave per le relazioni transatlantiche per i prossimi quattro anni». Il giorno dopo, 21 gennaio, lo stesso Paolo Borchia scriveva sui social: «Se gli Stati Uniti corrono, la nostra economia e il nostro export ne possono trarre beneficio».
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