CASINI E CALTAGIRONE SI GIOCANO LA CARTA RENZI
IL SINDACO DI FIRENZE E’ LA SPERANZA DI UN NEW DEAL, UN NUOVO INIZIO CHE PIACE SIA AL POLITICO CHE ALL’IMPRENDITORE
Pier Ferdinando ha guardato Matteo come “l’anticristo” per molto tempo: troppo cattolico, bipartisan e sorridente per non essere una sua copia ringiovanita.
Una rottamazione indiretta che ha scatenato la crisi, sommata alla sconfitta politica. Non c’è stata partita questa volta, figuriamoci la prossima.
A meno di non giocare nella stessa squadra.
Archiviata la liaison con Monti, che ha cannibalizzato l’Udc, ora ci sono da recuperare gli amministratori locali più giovani (alcuni governano già con il Pd) per riprovare a dare linfa, e consensi, allo scudo crociato.
O per marciare uniti alla truppa renziana in cambio di una nuova legittimazione personale e magari un futuro incarico.
Certo, il sogno sarebbe una bella scissione di Matteo dal partito d’origine, ma anche in caso contrario bisogna aprire uno spiraglio.
Un’idea che dicono non dispiacere affatto a Francesco Gaetano Caltagirone. Che avrebbe già scelto il suo cavallo vincente, Matteo da Firenze.
Il Messaggero, giornale di proprietà , lo marca a uomo.
L’imprenditore sa di trovare un valido interlocutore: Renzi è l’anti “ammucchiata” a sinistra, un moderato che guarda con più interesse ai voti di Berlusconi che a quelli di Vendola.
All’attivo anche un amico comune, Davide Serra, che di economia e finanza se ne intende.
Quelle che Caltagirone spera di veder ripartire, grazie a una politica più spregiudicata di Renzi una volta insediato a Palazzo Chigi.
Del resto le cose a Roma non si sono messe bene.
Ignazio Marino, il candidato sindaco di centrosinistra, è quello più lontano dai sogni dell’imprenditore, che puntava su David Sassoli.
Il mercato immobiliare della Capitale è fermo e le case in-vendute sono tassate dall’Imu.
Dilagano le occupazioni dei nuovi palazzi, vero incubo dei costruttori, come ricordato da un editoriale ieri in prima pagina sul Messaggero.
Se a vincere poi fosse il grillino, gli uomini forti dell’edilizia sarebbero le prime vittime del nuovo sistema.
Non resta che sperare in una novità : all’orizzonte c’è solo Matteo.
Caterina Perniconi
(da “il Fatto Quotidiano“)
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