CROLLO BALLATOIO A SCAMPIA, IL GIORNO DEI FUNERALI DELLE TRE VITTIME DELLA VELA CELESTE
NELLA PIAZZA SEMIVUOTA IN SEGNO DI PROTESTA CONTRO LE ISTITUZIONI, L’ARCIVESCOVO BATTAGLIA: “L’ODORE DELLA MORTE PERVADE IL QUARTIERE”
È il giorno del dolore e del lutto cittadino. A Scampia si celebrano i funerali delle tre vittime Roberto Abbruzzo, Margherita Della Ragione e Patrizia Della Ragione, dopo la tragedia di lunedì scorso. Un ballatoio nella Vele Celeste è crollato: tre morti e dodici feriti, tra cui sette bambine ancora ricoverate. Le esequie sono state anticipate alle 9, per l’allerta caldo. Nella Piazza Giovanni Paolo II di Scampia dove l’arcivescovo Domenico Battaglia celebra la messa sono stati allestiti due gazebo. A sinistra siedono le autorità (unica rappresentante del governo, la sottosegretaria leghista Pina Castiello), a destra i familiari delle vittime. Eppure molte sedie restano vuote. Il quartiere non ha risposto come ci si aspettava. Colpa anche del caldo torrido. Ma l’assenza, a partire dai Comitati, sembra un messaggio chiaro di protesta contro i ritardi e le istituzioni. Oltre a familiari e istituzioni sono circa 300 i presenti: se ne attendevano 2mila. Alla fine della funzione vengono lasciati volare in cielo palloncini bianchi: salutano l’ultimo viaggio delle tre vittime. La sorella di Patrizia Della Ragione ha un malore quando la bara viene portata via.
L’arcivescovo
Don Battaglia dice: «Siamo in una periferia che è al centro dell’attenzione di tutti, non per una rinascita, ma perché l’odore della morte pervade il quartiere. Scampia è già stata fatta oggetto dell’attenzione dell’opinione pubblica attratta soprattutto per la superficialità del male. Oggi piangiamo Roberto, Margherita e Patrizia e preghiamo per i feriti. Scampia, al di là di certe dichiarazioni parziali e stereotipate, ha sempre saputo rialzarsi, fulgido esempio di resilienza. Questa è l’ora del silenzio e della preghiera». Nell’omelia: «Signore, venga il tuo Spirito e soffi su chi ha il compito di governare e amministrare il bene comune, affinché attraverso politiche di risanamento e di inclusione, possa rispondere con azioni concrete e immediate alle vite segnate dalla sofferenza. La politica è autentica se fa sua l’etica della cura e solo la cura può trasformare il dolore in speranza, la sfiducia dei singoli in un nuovo slancio comunitario». «Venga il tuo Spirito – aggiunge – e soffi sulle strade di Scampia, dove in queste ore gli sfollati camminano tra timori e speranze, dove tante persone costrette alla precarietà portano il peso di giorni difficili, dove tante famiglie lottano per un domani migliore, per un presente e un futuro abitato dalla giustizia e dalla pace». Battaglia auspica infine che lo Spirito del Signore soffi «sulle vele della nostra città, non su quelle di ferro e cemento deteriorate dal tempo e dall’incuria, ma su quelle vive, quelle fatte di carne, su quelle che oggi più che mai devono essere dispiegate, su quelle che raccontano un passato di dolore e di lotta e la cui stoffa lascia intravedere il colore della resilienza, della forza di chi non si arrende, della tenacia di chi spera ancora nel domani, della fede evangelica di chi trova bellezza anche nelle sue cicatrici».
Il sindaco
Presenti il prefetto Michele Di Bari, il sindaco Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Sinora i provvedimenti presi dalle istituzioni non hanno convinto gli abitanti delle Vele. Manfredi dice: «Abbiamo stanziato un contributo di un milione di euro fino a fine anno, che verrà erogato anche a chi si sistemerà presso i familiari. Contiamo di far rientrare parte dei residenti in casa nel giro di un paio di settimane. Stiamo poi raccogliendo la disponibilità degli alberghi». Quanto all’ordinanza di sgombero della Vela Celeste, datata 2015, ma rimasta in un cassetto come ha scritto per primo il Corriere del Mezzogiorno, il sindaco è perentorio: «Chiedetelo a chi c’era prima di me».
(da agenzie)
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