DANIELE SANTARELLI: “IO E MIA MOGLIE MONICA DE GENNARO UNITI DA VOLLEY E AMORE. LA CASA SU DUE PIANI CI AIUTA A NON LITIGARE”
IL CT DELLA NAZIONALE TURCA E’ SPOSATO CON LA GIOCATRICE AZZURRA REDUCE DALL’ORO OLIMPICO: “PARLIAMO POCHISSIMO DI PALLAVOLO”
Il grande sogno era di sistemare due medaglie olimpiche nel salotto di casa. Il frutto di una finale Italia-Turchia moglie contro marito, Monica e Daniele, De Gennaro e Santarelli. La medaglia invece sarà solo una, d’oro però. Questioni che possono capitare quando hai sposato la giocatrice che, nel ruolo di libero, è la migliore al mondo e non da ieri. Daniele Santarelli, coach della Prosecco Doc Imoco e ct della nazionale turca, con cui ha vinto l’Europeo dopo aver trionfato al Mondiale con la Serbia, è un tecnico abituato a vincere (tra le azzurre oltre a De Gennaro anche Fahr e Lubian sono sue giocatrici mentre Egonu, Danesi e Sylla lo sono state nel recentissimo passato) ma sa che da una sconfitta si può imparare tanto. Avercene di problemi così in famiglia, a pensarci bene.
Santarelli, che cosa ha detto a Monica dopo la finale vinta contro gli Usa?
«Niente di particolare, non ce n’era bisogno. Le ho solo detto che questa medaglia la stramerita, per tutti i sacrifici che ha sempre fatto».
Come è stato perdere proprio dall’Italia in semifinale?
«Abbiamo perso contro una squadra fortissima, la più forte senza dubbio. Arrivare alle Olimpiadi, in semifinale, per me è stato un sogno realizzato, qualcosa di straordinario. Abbiamo dato il 110% ma lo sport va rispettato sempre, tanto più a questi livelli. Resta l’amaro in bocca, questo sì, ma a mente fredda sono certo che ci saprò trovare tanto di buono».
Lei è uno dei tecnici più vincenti al mondo a livello di club e di Nazionali: un giudizio sull’Italvolley?
«Ho sempre detto che, a mio parere, questa era la squadra più forte al mondo. Velasco, che è un tecnico straordinario, è arrivato dopo un momento di crisi molto profonda, dopo un fallimento, ha saputo ricaricare un gruppo dandogli fiducia totale. Ha portato calma, ordine e serenità. Può sembrare poco da fuori, ma vi assicuro che non lo è. Lo posso dire perché con la Turchia mi è capitata un po’ la stessa cosa, sono arrivato e in un periodo relativamente breve abbiamo vinto il titolo europeo, la Vnl e abbiamo strappato la qualificazione olimpica diretta».
Torniamo a quella semifinale Italia-Turchia, che ha indirizzato le azzurre verso l’oro e ha mandato la sua Turchia alla finale per il bronzo, che poi avete perso contro il Brasile. Quanto è difficile vivere una sfida di un livello così alto tra coniugi?
«Non è difficile come può sembrare, almeno per me e Monica. Siamo due professionisti, sappiamo fare bene il nostro mestiere e abbiamo imparato a tenere fuori le tensioni che lo sport agonistico, inevitabilmente, produce. La nostra vita è ben altro».
Anche da avversari in campo?
«Certo, si è avversari in campo come è giusto che sia, siamo sempre due sportivi. E poi l’Italia ha stravinto quella semifinale, direi meritatamente».
Quanto orgoglio c’è, per un allenatore, nel condividere la vita con la campionessa olimpica dello sport che, per entrambi, è anche il raggio di luce professionale?
«Moltissimo. La storia di Monica è straordinaria, gioca al top assoluto ormai da oltre dieci anni, nel suo ruolo è la migliore al mondo e lo dimostra partita dopo partita. Questa medaglia d’oro è per lei, come per tutte le altre giocatrici della nazionale, qualcosa di straordinario. Era alla sua quarta partecipazione olimpica, a Parigi in un certo senso si è chiuso un cerchio».
E adesso?
«E adesso non lo so, di questo non abbiamo parlato molto, sono decisioni sue. Il prossimo anno ci sono i Mondiali, vedremo…».
Apriamo per un attimo la porta di casa: quanto parlate di pallavolo?
«La verità? Molto poco, anzi direi pochissimo. Anche perché casa nostra è disposta su due piani, ci siamo divisi gli spazi, io al primo e lei al piano terra (ride, ndr). Ma è giusto che sia così, io faccio l’allenatore e ho i miei tempi, studio, mi aggiorno, leggo. Lei è un’atleta e a sua volta ha i suoi tempi, i suoi ritmi da seguire. Qualcuno direbbe che facciamo vite separate…».
Oltre allo sport che cosa c’è a unirvi così tanto?
«Amore, rispetto, Monica è una delle persone migliori che esistano al mondo, ha un cuore enorme e non sa che cosa voglia dire essere egoista. Lei prima di tutto pensa agli altri e le compagne di squadra lo sanno e lo capiscono. Basta vedere come l’hanno festeggiata dopo la vittoria contro gli Usa».
Santarelli, se la conosciamo bene adesso qualche giorno di vacanza e poi sotto con la stagione delle Pantere.
«Sì, sono a Istanbul a finire un po’ di cose, poi vacanza e quindi la nuova stagione. Ho tre campionesse olimpiche e tante ragazze che hanno giocato finali e semifinali. È un orgoglio, so di avere una grandissima squadra ma non finisco mai di stupirmi».
(da Il Corriere della Sera)
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