L’ENIT DI DANIELA SANTANCHE’ NEL MIRINO DI ANAC E CORTE DEI CONTI PER SPESE E SPONSORIZZAZIONI
SI VA DAI 3,3 MILIONI PER IL GIRO D’ITALIA AI 7 PER LEOLIMPIADI INVERNALI DI MILANO-COTINA 2026… 223 AFFIDAMENTI DIRETTI SU 280 CONTRATTI
L’Enit, l’Ente nazionale per il turismo che Daniela Santanchè ha trasformato in spa a metà 2023, è finito sotto la lente d’ingrandimento di Corte dei Conti e Anac, che ora indagano.
Questo perché mentre la chiusura della vecchia Enit avrebbe dovuto garantire il passaggio a un «braccio operativo nell’attuazione delle politiche di promozione del made in Italy», per citare la ministra al Turismo, la nuova società in house è diventata un carrozzone da 30 milioni di euro l’anno. Repubblica e La Stampa, nel dare la notizia, parlano di un «bancomat per iniziative politiche». E su questo indagano Corte dei Conti e Anac, a meno di un mese dall’udienza per il caso Visibilia in programma il 9 ottobre.
Enit ha sponsorizzato anche il Giro d’Italia
Al centro delle indagini ci sono le spese fatte dall’Enit nell’ultimo anno. In primis Open to Meraviglia, con al centro la Venere del Botticelli social che ha generato non poche polemiche. Poi altre sponsorizzazioni che l’Ente nazionale per il turismo ha effettuato. Ad esempio nel dossier ci sono 3,3 milioni di euro a Rcs sport&events per il Giro d’Italia e 7 milioni stanziati per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. C’è anche un contributo da 150 mila euro per il concerto del Volo ad Agrigento e altri finanziamenti più piccoli alla Macchina di Santa Rosa di Viterbo e al Filming Italy a Los Angeles e in Sardegna
I dati Anac e le indagini della Corte dei Conti
La Enit spa, ha spiegato l’Anac, ha fatto 223 affidamenti diretti su 280 contratti, riducendo anche decine di fiere e scatenando le polemiche degli operatori. A tutto questo si aggiungono i servizi esternalizzati per cifre importanti, come i 20 milioni di euro ad Accenture per il portale Italia.it. Dati che fanno il paio con due indagini distinte avviate dalla Corte dei Conti. Una riguarda un dirigente del settore marketing andato in pensione, ma che ha continuato a lavorare percependo anche un aumento da 105 a 120 mila euro l’anno di stipendio. L’altra, invece, ha al centro Sandro Pappalardo, componente del cda in quota FdI, per compensi percepiti tra il 2019 e il 2023.
(da agenzie)
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