ORA SO’ DAZI NOSTRI: IN ITALIA CHI PAGHERÀ IL CONTO PIÙ ALTO DELLA GUERRA COMMERCIALE DI TRUMP, QUANDO IL 2 APRILE SCATTERANNO LE NUOVE TARIFFE?
MODA, AGRICOLTURA, MECCANICA, FARMACI: SONO A RISCHIO 9,6 MILIARDI DI DOLLARI L’ANNO DI EXPORT MADE IN ITALY NEGLI USA – L’ISTAT HA INDIVIDUATO 23 MILA AZIENDE “VULNERABILI” … SECONDO FEDERMACCHINE, IL TYCOON SI STA DANDO LA PAZZA SUI PIEDI: “L’INDUSTRIA AMERICANA NON È IN GRADO DI FARE A MENO DEI NOSTRI MACCHINARI..”
Dalle auto ai vini, dai farmaci ai macchinari. Le imprese italiane attendono il 2 aprile per capire in che termini si concretizzeranno le minacce di Donald Trump. Il presidente statunitense finora ha annunciato tariffe del 25% sulle auto importate che si aggiungono ai dazi «reciproci» annunciati in precedenza.
1 Quali settori potrebbero essere colpiti dai dazi e in che misura?
Le tariffe sulle auto potrebbero essere solo il primo passo. Il commissario Ue al Commercio Maroš Šefcovic ha avvertito che la Casa Bianca potrebbe imporre dazi del 20% sulle importazioni da tutti i 27 Paesi Ue.
In Italia, a pagare il prezzo più alto, potrebbero essere quelle 23 mila aziende che l’Istat definisce «vulnerabili» nei confronti della domanda estera. Secondo le stime di una recente analisi della direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, con dazi di almeno il 20%, ipotizzando una piena trasmissione sui prezzi, l’export italiano a rischio può essere quantificato in 9,6 miliardi di dollari.
2 Quanto vale il mercato americano per il Made in Italy?
Nel 2024 le vendite di beni italiani negli Stati Uniti hanno raggiunto i 65 miliardi di euro, con un surplus vicino ai 39 miliardi. L’export italiano è più esposto della media Ue al mercato statunitense: 22,2% delle vendite italiane extra-Ue, rispetto al 19,7% di quelle Ue.
3 Quali sono i settori che esportano di più negli Stati Uniti?
I principali settori in termini di valore dell’export verso gli Stati Uniti, secondo un’analisi del Centro studi di Confindustria, sono: macchinari e impianti (12,4 miliardi), autoveicoli e altri mezzi di trasporto (11,1 miliardi), farmaceutica (8 miliardi), alimentari (4 miliardi), chimica (2,9 miliardi), bevande (2,6 miliardi), abbigliamento (2,4 miliardi). I settori più esposti in termini di flussi, invece, sono le bevande (il 39% delle esportazioni è diretto negli Usa), gli autoveicoli e altri mezzi di trasporto (30,7% e 34,0%) e la farmaceutica (30,7%).
4 Quali saranno le aziende più penalizzate dai dazi annunciati sull’auto?
Quelle maggiormente dipendenti dall’export, anche quelle americane come General Motors e Ford che vedrebbero i loro utili diminuire drasticamente. L’effetto sui costi non sarà trascurabile neppure per Tesla, la casa di Elon Musk. I costruttori tedeschi rischiano di essere tra i più colpiti. Bmw è il maggiore esportatore di auto per valore negli Usa
5 Quali potrebbero essere le ricadute per la componentistica?
I dazi saranno applicati anche alle principali parti importate, come i motori, le trasmissioni e i componenti elettrici. Inoltre, se verranno dichiarati in modo errato, il diritto del 25% verrà applicato all’intero valore del veicolo.
6 Potrebbero nascere nuove alleanze tra i produttori europei di auto?
Questo è un test che riguarda tutta l’Europa, potrebbero nascere accordi con la Francia, e potrebbero entrare in gioco sia Ferrari che Lamborghini che operano da anni negli Stati Uniti.
7 Gli Stati Uniti sono il primo mercato di esportazione per i macchinari industriali, cosa rischia il settore?
«L’industria americana non sarebbe in grado di fare a meno dei nostri macchinari», dice il presidente di Federmacchine Bruno Bettelli. «Devono acquisire un know-how che al momento non hanno. E i macchinari italiani non sono facilmente sostituibili. Nei pezzi unici siamo imbattibili. Per cui è giusto guardare con attenzione alle moss
degli Stati Uniti, ma non dobbiamo farci prendere dal panico. Dobbiamo essere consapevoli del valore straordinario del Made in Italy» […]
8 Nel mirino di Trump c’è anche la farmaceutica, quanto peserebbero i dazi?
Nel 2024 sono stati esportati verso gli Usa farmaci e vaccini per un valore di oltre 10 miliardi. Qualora su questi prodotti venissero introdotti dazi del 25%, si tratterebbe di un costo di oltre 2,5 miliardi, secondo le stime di Farmindustria.
L’introduzione di dazi sui farmaci rappresenterebbe una minaccia innanzitutto per gli americani perché i farmaci acquistati dall’Italia non sarebbero sostituiti facilmente, come ha evidenziato il presidente di Farmindustria Marcello Cattani.
9 Anche la moda guarda con preoccupazione alle minacce, quanto pesano gli Usa?
Gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato per le esportazioni della moda italiana, con un interscambio commerciale da gennaio a ottobre 2024 di ben 4,5 miliardi per la moda e 3,1 miliardi per i settori collegati, secondo le associazioni di categoria.
10 Quale potrebbe essere l’impatto di dazi del 25% sull’agroalimentare?
L’export italiano negli Usa ha superato i 7,8 miliardi di euro nel 2024. Un dazio del 25% costerebbe quasi 500 milioni alla filiera del vino (per il quale c’è la minaccia di dazi del 200%), 240 milioni per l’olio d’oliva, 170 milioni per la pasta, 120 milioni per i formaggi, secondo Coldiretti.
(da agenzie)
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